venerdì 12 ottobre 2012

I nipoti di Scanderbeg di Artur Spanjolli (Besa)



La vicenda, narrata in prima persona, racconta del secondo esodo di migliaia di albanesi verso le coste pugliesi, nell’agosto del 1991. Andi parte da Durazzo inseguendo il sogno di una vita migliore. L’Italia, l’Occidente rappresentano per la popolazione albanese una forte attrattiva in un periodo in cui in patria la miseria e il disordine, seguiti alla caduta del regime comunista, imperversano. Il viaggio della speranza di Andi dura 16 ore e a esso fanno seguito molti giorni trascorsi all’addiaccio nel porto di Bari. Le razioni alimentari scarseggiano, la situazione è al limite dell’umana sopportazione. Andi, al porto di Bari con lo zio, finge un malore per guadagnarsi un posto nell’accampamento medico, dove resterà per molti giorni e dove avrà la fortuna di rifocillarsi meglio di altri, di dormire decentemente e di lavarsi. Andi continua a fantasticare di una nuova vita, pensa al modus vivendi occidentale come a una conquista; immagine che cozza però con l’estrema tragicità della situazione reale vissuta in quel limbo. Dopo una settimana, Andi viene rispedito in Albania assieme ad altri profughi, in aereo, ma non abbandonerà il suo sogno italiano.

Artur Spanjolli è nato a Durazzo nel 1970. Dal 1992 vive in Italia, dove si è laureato in lettere. Artista e poeta, con Besa ha pubblicato Eduart (2005), La Teqja (2008), Cronaca di una vita in silenzio (2010) e La sposa rapita (2011).


Piccoli seminaristi crescono (Negroamaro) di Alfredo Romano a Nardò




Piccoli seminaristi crescono (Negroamaro) di Alfredo Romano sarà presentato domenica 14 ottobre 2012 alle ore 19.00 alla Sala Roma di Piazza Pio XI a Nardò. Introduce Norberto Pellegrino (Presidente Caffè Letterario di Via Roma a Nardò). Relatore sarà Pier Paolo Tarsi. L’appuntamento è organizzato dai Presidi del Libro di Nardò e dal Caffè Letterario di Via Roma.

Così, con tonaca, zimarra e "saturno" in testa, inforcai la bicicletta per recarmi dal dentista. Che bello era pedalare tutto solo per le vie della città. Mi voltavo a destra e a manca catturando in libertà l'aria impregnata della tarda primavera, le ignare facce della gente per strada, i variopinti colori dei vestiti, le facciate delle case e dei palazzi, le insegne dei negozi, le strida delle rondini... Avevo come l'impressione che tutti si voltassero a guardarmi e dicessero:"Nah, cce beddhu papiceddhu sta be ppassa! (Toh, che bel piccolo prete sta passando!)". Pedalavo con disarmante incantamento e, come capita quando si è innamorati, avevo voglia di abbracciare tutto il mondo, di far partecipe ogni passante della mia manifesta e sconfinata felicità.



Info

giovedì 11 ottobre 2012

Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald (Minimum Fax). Intervento di Vito Antonio Conte



È raro, molto raro, che rilegga un libro. Ché già una vita intera non basta per leggere tutto quel che meriterebbe d’esser letto… Ma quest’estate (ormai quasi andata) ho ripreso qualche vecchia lettura e qualche classico (che non guasta mai). Non vi dirò di Piero Chiara e di alcune sue pagine che ho riaperto, né d’altri libri spolverati, ma di un classico che ho letto dopo tanto che volevo farlo: “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald. Perché? Perché parlarne ancora? Dopo tutta l’attenzione di cui ha già goduto, e dopo tutte le “scritture” che ne hanno sviscerato il corpo e l’anima, e dopo tutti i film? Potrei rispondere: “per il mio gusto”! Oppure: “per la sua attualità”! O ancora: “perché a febbraio dell’anno che verrà ci sarà la prima del remake del film già interpretato (nel 1974) da Robert Redford e Mia Farrow”! Confesso che sono curioso di vedere la pellicola in 3D di Baz Luhrman e scoprire Leonardo DiCaprio che ci prova con Carey Mulligan, ma –invero- la ragione per la quale vado spendendo qualche parola per questo libro del 1925 è che mi sento più padre e con questa maggiore consapevolezza guardo i miei figli e, nel contempo, sento lo sguardo di mio padre. Sorvolerò su molto, dunque, e lascerò a chi ne avrà voglia l’approfondimento sugli anni venti, su quel che hanno significato gli otto milioni e mezzo di morti e gli oltre venti milioni di feriti irreversibilmente contati all’indomani della prima guerra mondiale, sulla voglia di svago cercata e trovata dai giovani, sull’emancipazione dagli archetipi preesistenti per abbracciare la liberazione dell’individuo, sul boom economico e dei mass media (iniziato con la radio), sull’incredibile mutamento delle arti e, in una parola, sulle cause che hanno aperto al mondo l’ingresso nell’era moderna. Sorvolerò sulla rovina del 1929. E pure sulla degenerazione del sogno sorvolerò. Ascolterò senza nostalgia il jazz del mitico Duke Ellington, farò un passo di fox-trot, guarderò belle gambe saltellare nel charleston, e cercherò di struggervi dentro (soltanto un po’) con un tango. Soltanto musica. Nient’altro. Ché tutto quel che ho cennato –tutt’intero- sta ne “Il grande Gatsby”. Io vi dirò altro. Poc’altro. Che riguarda oggi. E, forse, lo stesso disfacimento d’allora. La mia è stata un’infanzia serena… grazie (anche) a mio padre. E poi ho (più di prima) piena coscienza dell’importanza di mio padre per la mia scrittura… Non è un caso che l’incipit de “Il grande Gatsby” scomodi questo rapporto genitoriale: “Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mi padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente. mi disse . Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni giudizio, un’abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche reso vittima di non pochi scocciatori inveterati”. Non dirò nulla, quindi, che abbia a che fare con il ruolo paterno nell’educazione né con altro che non sia quel che ho appena espresso, ossia qualcosa di molto particolare che, a ben vedere, può valere per pochi, per chi –come me- scrive… Saranno stati gli ultimi avvenimenti, le recenti esperienze, questo (e qualche altro) libro, ma credo che qualunque scrittura (e, soprattutto, il romanzo) non possa prescindere da quel ch’è stato (e/o da quel ch’è) il rapporto tra chi scrive e suo padre. Comunque. Nel bene e nel male. Ovvio. E senza distinzione (ultronea) di scrittura maschile e femminile. Senza scomodare scienza alcuna. È una consapevolezza iniziata con una sensazione e diventata sempre più forte nel tempo. Non so dire per quale ragione precisa. Se una ragione precisa c’è. C’è che questo percepisco. Non mi va di indagare. Per me è così. E mi fido. Ché “Ognuno pensa di possedere almeno una delle virtù cardinali, anche la più piccola, e questa è la mia: sono una delle poche persone oneste che io abbia mai conosciuto”. Semmai ho scritto qualcosa di degno d’esser ricordato, semmai ancora dovesse accadermi di farlo, è e sarà perché c’è il respiro di mio padre… Credo che il sogno di ogni scrittore sia quello di non finire mai di scrivere (…) e di pubblicare un solo libro, l’unico che non finirà al macero, quello che non ha temperatura sino a allora conosciuta. Ché “Non c’è fuoco né gelo tale da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore”. Jay Gatsby (che pure non ho amato…) è stato tutto questo: un uomo sbagliato in un mondo sbagliato capace di regalare in un sorriso “l’intero eterno mondo per un attimo”.

ANIMA LUNGA DI STEFANO CRISTANTE (BESA EDITRICE)



Sguardi sul presente che hanno valore di tagli e ferite, dove il fatto sentimentale si snoda come un pericolo attorcigliato sulle reciproche e irriducibili alterità degli amanti e dove la costruzione dei rapporti affettivi passa per materiali irrazionali – premonizioni, percezioni, immedesimazioni istantanee, deja vu – che solo i versi poetici hanno una speranza di poter trattare. Stefano Cristante investe nel dialogo a distanza con i classici della poesia italiana le proprie chance di scrittura. Verso libero ed endecasillabo rappresentano la sostanza formale dei versi di Cristante che, nella parte finale, trasmigrano nella prosa poetica (agganciata alla creazione di una personale cosmogonia), prima di congedarsi con un inno alla solitudine che chiarisce il suo tragitto narrativo e il suo obiettivo esistenziale.

 Stefano Cristante (Venezia, 1961) è sociologo dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento. Anima lunga è la sua terza raccolta di versi, dopo Il rosso dell’oblio (1991) e Visite inattese (2007).

Maurizio Fumarola-Mauro e Simonetta Grezzi presentano "Quelli di Brioni...i figli degli anni terribili" (Besa editrice). Ospite dell’appuntamento l'On. Alfredo Mantovano



Sabato 13 Ottobre alle ore 17.00, presso l'Hotel President di Lecce (Via Salandra), l'avv. Maurizio Fumarola-Mauro e Simonetta Ghezzi parleranno del loro "Quelli di Brioni...i figli degli anni terribili" (Besa editrice). Modera l’Avv. Rodolfo Petrucci. Ospite dell’appuntamento l'On. Alfredo Mantovano.

Dopo sessant’anni Fumarola rompe il silenzio e racconta la propria esperienza nel IX Corso per allievi ufficiali di complemento di Marina, che subì la vergognosa cattura e il conseguente trasferimento nei campi di concentramento nazisti.
La storia di un giovane catapultato da un tranquillo ambiente di provincia alle prove atroci della deportazione e della prigionia, narrata per uscire da quel profondo disorientamento che colpì i reduci quando constatarono amaramente che alcuni avvenimenti storici fondamentali erano stati travisati o compresi parzialmente, e che un ampio settore bellico, compreso tra Istria, Balcani ed Egeo, in cui si era consumato il sacrificio di più di un milione di militari, era stato trascurato o addirittura dimenticato.

Solo oggi che aguzzini e vittime sono entrati tutti “nello stesso stato d’innocenza”, ci si chiede se sia finalmente giunta l’ora non di riscrivere la storia, ma di comprenderla fuori da schemi preconcetti, imposti politicamente. In questo senso il testo si prefigge lo scopo di offrire, attraverso una sofferta testimonianza e prescindendo dall’ottica di una sola nazione e di un solo schieramento, una visione più completa e un giudizio più equanime sul significato di quanto in quegli anni terribili accadde.



Info
www.besaeditrice.it



mercoledì 10 ottobre 2012

Alcune Verità non si possono tacere!


Politiche della felicità. Controstoria della filosofia. Vol. 5 di Michel Onfray (Ponte alle Grazie)



Come rifondare la sinistra? Onfray non ha dubbi: ispirandosi ai coraggiosi filosofi che, nell'Ottocento, seppero ripensare la felicità umana e tradurla in programma politico. L'anarchico Bakunin, gli utopisti Fourier e Owen, il "liberalista radicale" John Stuart Mill, l'utilitarista Jeremy Bentham progettarono infatti nuove umanità liberate, basandosi sui principi della felicità materiale per il massimo numero di persone: un ideale anche oggi perseguibile e da perseguire a fondo. Proseguendo la sua opera di demistificazione di venticinque secoli di storiografia filosofica, Onfray dedica questo suo nuovo libro a mostrare la dimensione utopica degli edonismi liberali ottocenteschi e a sottolineare le potenzialità degli edonismi socialisti, comunisti, libertari e anarchici. Contro un aspetto importante della mitologia marxista, che relega nell'utopia ogni altro pensiero socialista, Onfray riabilita varie forme di socialismo che anticiparono acquisizioni moderne: un socialismo femminista con Flora Tristan, individualista con Stuart Mill, sperimentale con Owen, gnostico dionisiaco ed ecologico con Fourier, libertario con Bakunin. Un inno all'epoca filosofica che ha saputo immaginare futuri possibili forse più di ogni altra; una dimostrazione definitiva della validità e della fecondità del pensiero di tanti dei suoi filosofi cosiddetti minori.

martedì 9 ottobre 2012

La fisica del diavolo di Jim Al-Khalili (Bollati Boringhieri)



Jim Al-Khalili è un fisico teorico di grande talento comunicativo. Per lui i paradossi apparentemente insolubili sono un'ottima occasione per spiegare come funziona la scienza. Per questo ne ha scelti nove, tra più e meno noti, e sulla loro traccia ha costruito questo libro, divertente, stimolante, ironico e che ha la capacità di sconcertare con la semplice accumulazione di elementi imprevedibili. Insomma, un libro che non lascia riposare la mente. Si va dal classico paradosso di Achille e la tartaruga (del quale però scopriamo un insospettabile risvolto quantistico) alla più semplice domanda che l'uomo può farsi guardando la volta stellata: perché di notte fa buio? Sembra incredibile, ma dietro a questa domanda apparentemente banale si nasconde una delle più eclatanti scoperte della fisica contemporanea, che era lì, alla portata degli esseri umani fin dalla preistoria, ma che ha trovato una soluzione plausibile solo pochissimo tempo fa. Incontreremo anche l'inquietante diavoletto di Maxwell, il povero gatto di Schrödinger, che è contemporaneamente vivo e morto, lo strano caso degli oggetti che si accorciano viaggiando, quello ancor più strano del tempo che si dilata e si contrae a suo capriccio, per non dire del mistero (paradossale anch'esso, grazie a un'intuizione di Enrico Fermi) della vita extraterrestre. Sono i diabolici paradossi della fisica, che danno da pensare, ma alla fine hanno una soluzione insperata.

lunedì 8 ottobre 2012

Esce per Chiarelettere L’Illusionista a cura di Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio



Esce per Chiarelettere L’Illusionista a cura di Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio. Il regno di Umberto Bossi politico – già barista, fattorino, installatore di antenne, impiegato all’Aci, supplente, infermiere, finto medico, cantante – è durato un ventennio. Come quello di Mussolini, come quello di Berlusconi. Ora che la marcia trionfale che lo ha portato dalla provincia lombarda alla conquista di Roma si è esaurita e un’intera stagione politica si sta chiudendo, è tempo di raccontarne la storia.

Pino Corrias è giornalista e scrittore. Già inviato speciale del quotidiano “La Stampa”, collabora con “la Repubblica”,“il Fatto Quotidiano” e “Vanity Fair”. Dirigente Rai, è sceneggiatore e produttore di film (LA MEGLIO GIOVENTÙ, Rai1 2003). Tra i suoi ultimi libri,VICINI DA MORIRE (Mondadori 2007) e IL CONTABILE E LE MURENE (Feltrinelli 2012).
Renato Pezzini è giornalista de “Il Messaggero”. Ha fondato e dirige “Oblò”, mensile di informazione libera realizzato con i detenuti del carcere di San Vittore. Con Pino Corrias per Rai2 ha curato l’inchiesta MANI PULITE.

Marco Travaglio è vicedirettore de “il Fatto Quotidiano” e collaboratore de “l’Espresso” e della trasmissione di Santoro SERVIZIO PUBBLICO. Dopo il successo di PROMEMORIA, è in scena con lo spettacolo ANESTESIA TOTALE insieme con Isabella Ferrari. Il suo ultimo libro è BERLUSMONTI (Garzanti 2012).

L’ILLUSIONISTA è il primo titolo dei PROTAGONISTI DELL’ANTIPOLITICA, una nuova serie della collana Reverse dedicata ai politici che hanno distrutto la politica e ci hanno portato alla rovina. Economica, politica e morale. Le loro vicende appartengono già alla storia, per questo vale la pena fissarle in un fermo immagine che ne faccia vedere tutti i contorni in un racconto per parole e fatti da non dimenticare. E conservare a futura memoria per ricordarci quanto l’Italia è caduta in basso.

domenica 7 ottobre 2012

Coco Chanel. Genio, passione, solitudine di Claude Delay (Lindau)



Chanel salutò per l'ultima volta Claude Delay una domenica pomeriggio, sul marciapiede davanti all'hotel Ritz, dove abitava a Parigi. Morì poche ore dopo, sola, nella sua stanza. Era il 10 gennaio 1971. Il ritratto di Chanel scritto dalla Delay inizia così, "dalla fine", da un'intimità nata dieci anni prima nella boutique Chanel di rue Cambon, tra la grande signora della moda e una giovane cliente: una affinità divenuta nel tempo un'amicizia vera, quotidiana, senza segreti, cui Chanel si affidò con crescente fiducia raccontando di sé, delle ferite dell'infanzia, dei suoi abiti, dei successi e delle sconfitte. E, naturalmente, degli uomini della sua vita: il padre Albert, il grande e tragico amore Boy Capel, gli amanti famosi - il duca di Westminster, il granduca Dimitri Romanov, Pierre Reverdy, Paul Iribe -, gli amici celebri, come Djagilev, Picasso, Misia Sert, Cocteau, Colette. Il racconto di Claude Delay rappresenta un caso a sé nella lunga serie di libri dedicati a Chanel perché riproduce con assoluta fedeltà la "voce" stessa della creatrice di moda, le sue emozioni, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, senza intenti celebrativi, ma con l'obiettivo di far conoscere una donna che fu eccezionale, ma anche infinitamente naturale.

sabato 6 ottobre 2012

La paura non può dormire. Rilfessioni sulla violenza del secolo scorso di Herta Müller (Feltrinelli)



"Ogni vita umana è come uno schiaffo del vento." Così cantava Maria Tanase, la grande interprete rumena che la dittatura volle censurare ma la cui voce non poté spegnere nel cuore della gente. Alla verità di queste parole, alla violenza di un secolo e ai suoi totalitarismi, alla propria esperienza di vita e di scrittura sono dedicati i saggi qui raccolti, che Herta Müller ha scritto nel corso degli ultimi anni e fra i quali è compreso anche il discorso pronunciato dalla scrittrice in occasione del conferimento del premio Nobel nel 2009. Alla lettura intensamente personale dell'opera di autori e artisti, da Elias Canetti al poeta e amico Oskar Pastior, da Emil Cioran a Maria Tanase e altri, si affiancano testi in cui il racconto su di sé è sempre anche l'accusa di ogni collaborazione all'abuso e alla violenza. Ed è nello stesso tempo un profondo scavo nel rapporto fra la percezione e la parola, dal quale sorge una poesia di così dura bellezza. Politica, raffinata riflessione letteraria e sulla scrittura, autobiografia: qui tutto nasce dal medesimo nervo, bruciante e scoperto. Poiché, come scrive l'autrice: "Io non devo una sola frase alla letteratura, bensì all'esperienza vissuta. A me stessa e soltanto a me, perché voglio poter dire quel che mi circonda".

ANTEPRIMA: IMMAGINA LA GIOIA DI VITTORIA COPPOLA ( A NOVEMBRE 2012 PER LUPO EDITORE). ECCOVI LA LETTERA DELL’AUTRICE











“Caro lettore,
Tutto ha avuto inizio più o meno un anno fa. Era il 14 novembre 2011: il mio romanzo d'esordio - "Gli occhi di mia figlia" - è uscito in libreria ed in contemporanea la notizia è comparsa sul web. Sin dalle prime ore, i potenziali lettori sono stati incuriositi dal romanzo per le ragioni più svariate: la trama, la quarta di copertina, la fotografia, realizzata dal fotografo americano Michael McBroom e scelta con gusto dal mio editore, che è stata il primo biglietto da visita per le mie pagine. "Gli occhi di mia figlia" ha fatto parlare di sé su internet: nei blog letterari, nelle pagine di Facebook (ne cito una fra tutte, Libri: Parole d'amare, della giovane e splendida Michela Castagna) dedicate alla lettura e sui forum degli appassionati. Sono stati sempre i lettori a parlare, confrontandosi, interrogandosi. Era dicembre, poco più di un mese dall'uscita in libreria, quando un giornalista del Tg1 – il Dott. Bruno Luverà - che cura, tra l'altro, il focus della domenica dedicato ai libri sulla prima rete nazionale, ha notato il mio romanzo su internet ed ha voluto leggerlo. La lettura si è rivelata per lui emozionante, al punto da spingerlo a premiare "Gli occhi di mia figlia" come "Il libro sotto l'albero di Natale", offrendogli uno spazio all'interno della puntata andata in onda proprio il 25 dicembre. Il passo successivo - su questa inaspettata strada magica - è stato l'inserimento del mio romanzo all'interno del concorso-sondaggio che la rubrica del Tg1 "Billy il vizio di leggere" lancia da qualche anno a gennaio, con lo scopo di fare decretare direttamente dai lettori "Il miglior libro" tra le letture proposte per un intero anno dai giornalisti del Tg1 ai lettori che seguono con passione l'interessante rubrica letteraria. Al di là di ogni aspettativa e - probabilmente - al di là del più bel sogno mai immaginato - "Gli occhi di mia figlia" ha vinto, con ben 162.000 preferenze, nonostante i nomi più alti della letteratura contemporanea gareggiassero anch'essi con opere di indiscutibile valore. La vittoria del concorso ha innescato ulteriore curiosità nei lettori ed anche nei giornalisti di varie testate. Dal Corriere della Sera, a Libero. Da Tutto Libri della Stampa alla rivista Pulp Libri, in un percorso che dalla Puglia è arrivato a toccare ogni regione d'Italia, fino a giornali extra-regionali come Il Centro, principale quotidiano d'Abruzzo o L'Altro Giornale di Verona. Senza tralasciare settimanali di rilevanza nazionale, come Oggi e Tu Style. Diversi sono stati gli spazi dedicati al mio esordio, il passaparola è stato magico e mi ha donato emozioni impagabili. Non è stato certo da meno il sostegno ricevuto direttamente dal mio territorio e dalla mia regione.
I lettori, tutti voi, siete stati fondamentali sin dal primo giorno. È stato un anno in cui grazie ai miei lettori e stimatori ho avuto tantissime soddisfazioni, alcune delle quali fino a ieri mi sembravano sogni. Ho ricevuto il ventennale Premio Vrani, della Città di Borgagne, per aver “onorato e divulgato il buon nome del Salento”: un momento per me indimenticabile. A tinteggiare questa favola dei colori più vivi della mia terra, ha contribuito la partecipazione al catalogo de "La Notte della Taranta", insieme a nomi come Goran Bregovic, Teresa De Sio, Carlo Ossola, Corrado Bologna, Antonio Prete, Lidia Ravera, Caterina Bonvicini, Ornela Vorpsi. Assieme al loro, il mio nome è stato citato all'interno di un'interessante “Lezione leopardiana” su Il Sole 24 Ore, a cura del sopra citato Carlo Ossola. Le testate locali e regionali hanno dedicato continuamente spazio alla mia prima creatura: Nuovo Quotidiano di Puglia, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Corriere del Mezzogiorno, Il Paese Nuovo, Qui Salento, Belpaese. Diversi giornali "free press" e non solo (basti pensare alla sopraggiunta distribuzione nelle edicole, resa possibile grazie a quiSalento, o alla copertina – e non solo - dedicatami da Salento in Tasca. E ancora, Piazza Salento, e tutti gli altri siti che si sono occupati della mia scrittura. La televisione ha voluto interessarsi del "caso della scrittrice sostenuta dal web", con i servizi e gli approfondimenti di Telenorba, Tele Rama, Antenna Sud. Per arrivare a Rai Uno, con il Dott. Marzullo – 'storico' giornalista e scrittore - che mi ha ospitato a Sottovoce e a L'Appuntamento. Ed il giornalista Guido Barlozzetti, che ha voluto gustare "Gli occhi di mia figlia" con il primissimo caffè, nello spazio di Uno Mattina. Poco dopo, Luisella Berrino ha voluto “far conoscere la mia bella storia” agli ascoltatori di Radio Monte Carlo. E ancora – e ancora prima - Radio Uno Rai. Dalla Puglia: Radio Venere, Radio Reteotto, Radio Salentuosi. Dalla Toscana, Radio Siena. Ebbene, in tutto questo vortice, nulla sarebbe valso, se non avessi sentito nel cuore l'affetto della gente. Ho scoperto e apprezzato la solidarietà delle mie 'colleghe di penna'. Due fra tutte, Nicoletta Bortolotti (autrice Sperling&Kupfer, redattrice, splendida mamma pendolare) e Catena Fiorello (attualmente, scrittrice per Rizzoli. Giornalista, autrice televisiva, vulcanica donna che il Salento e non solo sarebbe felice di adottare). Donne straordinarie, perché vere, "senza fronzoli": un po' come me, un po' come vuole fortemente essere la mia scrittura. E il sogno adesso si rinnova e diventa ancora più prezioso: ora c’è una nuova e piccola creatura, che vorrà sfiorare il vostro cuore in speranzosa attesa di essere accolta. "E come credi che mi senta, caro lettore? Beh... Immagina la gioia".”

Qui

Il nuovo appuntamento di Arcadia per il 3 novembre 2012 - Non c’è nulla di accuratamente nascosto che non verrà rivelato (Luca 8:17)


venerdì 5 ottobre 2012

Maria Pia Romano presenta “L’anello inutile” (Besa editrice)



(avvertenza: in caso di maltempo l’evento si terrà presso la Biblioteca di Tuglie). Il libro, giunto alla sua seconda edizione, viene in questa occasione presentato nella sua nuova veste.

Maria Pia Romano a Tuglie (LE) con “L’anello inutile” (Besa editrice) incontrerà il pubblico dei suoi lettori sabato 6 Ottobre 2012, ore 19,30 presso i Giardini Residenza Mosco (Via Cesare Battisti) a Tuglie (LE) nell’ambito del Festival Nazionale del Libro “Impressioni d’autore”. Dialogherà con l’autrice Ilaria Lia, interverrà, insieme a Maria Pia Romano, Simona Cleopazzo. (avvertenza: in caso di maltempo l’evento si terrà presso la Biblioteca di Tuglie). Il libro, giunto alla sua seconda edizione, viene in questa occasione presentato nella sua nuova veste.

Il Salento prende alla gola. E ti sa rubare l’anima. Luogo troppo selvatico per lasciarsi conquistare. Anche la sua gente è così. Qui le tarantate dicevano di sentire la noia all’inizio del male. Gli uomini andavano a fare l’olio nelle viscere della terra, incitando gli animali a spingere la ruota e stordendosi con l’oppio per non sentire la fatica. Nelle campagne che s’incontrano andando dalle Orte verso il faro della Palascia, la terra è rossa. Ci si può perdere, inseguendo il filo rosso che qui lega la terra, il cielo e l’acqua. Un sottile scoloramento di memorie adriatiche. Un annebbiamento dei sensi. Un capogiro. Cosa rimane quando non si ha più niente da perdere?

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000.
Scrive per alcune testate regionali e nazionali e inoltre si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa e organizzazione di eventi. Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, Linfa (LiberArs, 1998), L’estraneo (Manni, 2005), Il funambolo sull’erba blu, (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) e il romanzo Onde di Follia (Besa 2006). Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori. Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. E’ stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011. Finalista al Premio Letterario Nabokov edizione 2011

sabato 6 Ottobre 2012 ore 19,30

Giardini Residenza Mosco (Via Cesare Battisti) a Tuglie (LE)
nell’ambito del Festival Nazionale del Libro “Impressioni d’autore”

Dialogherà con l’autrice Ilaria Lia
interverrà, insieme a Maria Pia Romano, Simona Cleopazzo.




Info

Rifrazioni di Paolo Ciabattini

Galleria d’arte contemporanea e Spazio Espositivo Statuto13, Via Statuto, 13 (corte interna) – 20121 Milano

“La materia di cui sono fatti i pensieri è il seme dell’artista. Sogni che hanno origine dal pennello del pittore. E, poiché l’occhio è la sentinella del cervello, trasmetto le mie più intime percezioni tramite l’arte, la mia visione del mondo” (Arshile Gorky).

Paolo Ciabattini dipinge con un potente intimismo, quasi a svelarci un mondo interiore permeato da piccoli segreti cosmici che collegano il suo universo privato, interiore, ad una più forte esigenza di trasmettere al fruitore l’altro universo, quello parallelo. Svelare le percezioni recondite che, come affermato da Gorky nella frase dell’incipit, vengono filtrate dalla retina dell’occhio attraverso la sinergia che si crea nel cervello umano. Quelle percezioni, secondo Ciabattini, se scevre dai giudizi della mente, possono mostrarsi pure; come pura è la visuale a noi circostante e trasfondersi poi nel colore, sulla tela, tramite il segno, il disegno, la materia.

Le sue opere astratte sono il frutto di anni di studi ed approfondimenti che hanno portato l’artista a superare la soglia del figurativo per approdare all’astrattismo come segno di una maturazione spontanea che lo ha dolcemente catturato e che altro non è se non il suo normale passaggio artistico ed introspettivo.

L’influenza dell’ Espressionismo Astratto è intensa ma sicuramente adagiata sulla personalità introspettiva dell’artista Ciabattini che ha sviluppato nel tempo un messaggio stilistico molto personale ed unico.

La vernice della sua mostra personale  si terrà a Milano il 17 Ottobre 2012, dalle h 18,30 alle h 21,00 ed è intitolata: “Rifrazioni”, si svolgerà durante l’inaugurazione della nuova Galleria d’Arte e Spazio Espositivo “Statuto13” (www.statuto13.it) in Via Statuto 13 (corte interna), nel cuore di Brera a Milano; con la curatela di Massimiliano Bisazza. La mostra sarà visitabile fino al 30 Ottobre 2012.

E’ possibile osservare il percorso artistico-pittorico dell’artista milanese direttamente sul sito:



Per maggiori informazioni:

Ufficio Stampa Galleria “Statuto13” (Milano)
Cell. 0039 347 2265227

Noi che costruiamo gli uomini di Luisella Costamagna (Mondadori)



Rassegnate, prive di autostima, incapaci di affrancarsi dai tradizionali ruoli che la società ha sempre loro riservato: ecco l'autoritratto delle italiane emerso da un'indagine Nielsen, a pochi mesi dalla riuscitissima manifestazione "Se non ora quando" che aveva infuso nuova linfa e nuove speranze nel mondo femminile. Tra le interpellate, una su due afferma che le donne sono più inclini a occuparsi dei figli che a svolgere qualunque altro compito, una su tre è convinta che partecipare alla politica sia roba da uomini, una su quattro ritiene giusto che siano gli uomini a comandare e una su tre non ha nulla da obiettare sul fatto che guadagnino di più. È possibile cambiare questa mentalità, che non solo influisce negativamente sulle prospettive professionali, ma può rendere le donne più vulnerabili di fronte a maltrattamenti e soprusi? Luisella Costamagna ne è convinta e risponde raccontando le storie di dieci donne che ce l'hanno fatta, che hanno vinto le piccole o grandi sfide della loro vita e ora sono soddisfatte di se stesse. Prima ancora degli impedimenti esterni, le protagoniste di queste vicende hanno dovuto superare una ben più insidiosa e subdola barriera interiore, "la barriera del questo non posso farlo, o del questo non riuscirò mai a farlo". La loro carta vincente è stata acquisire passo dopo passo, fra mille ostacoli, consapevolezza del proprio valore e della propria dignità.

giovedì 4 ottobre 2012

Anime di carta di Paola Scialpi. Dialogo senso-visivo sugli abusi e sulle violenze sulle donne con la Dott.ssa Albina Tramacere



AMACI  (Associazione Musei d’Arte Contemporanea)
in collaborazione con Overeco Academy and Workshop presenta

Anime di carta di Paola Scialpi

Dialogo senso-visivo sugli abusi e sulle violenze sulle donne con la psicologa clinica e psicoterapeuta  Dott.ssa Albina Tramacere

Overeco Academy and   Workshop
Via Casetti 2 – Lecce
6 ottobre 2012 ore 17,30


L'artista Paola Scialpi organizza il 6 ottobre dalle ore 17,30 nel suo centro d'Arte Overeco Academy and  Workshop a Lecce, un percorso espositivo dal titolo “Anime di Carta” che esplora la dimensione meno conosciuta (e forse più dolorosa) nella contemporaneità dell'animo femminile e del corpo della donna, oggetto sovente di abusi psicologici e fisici. Appuntamento al quale si assocerà un incontro dibattito tra sociologi e storici dell'arte sul concetto di inconscio collettivo e colore nella società della crisi, visto dalle donne. Nello specifico l’incontro seminariale avrà come protagonista la donna e le violenze che essa subisce oggi a cura della psicologa clinica e psicoterapeuta Dott.ssa Albina Tramacere. La violenza contro le donne  solo da pochi anni è oggetto di dibattito pubblico, e a dirla tutta persistono ancora  politiche sociali poco corrette, progetti di sensibilizzazione e di formazione ancora poco efficaci. Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni dimostrano che la violenza contro le donne è diffusa sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, e a tutti i ceti economici. L’emergenza dunque è ancora tutta da debellare!



Telefono: 3404951799
Email: paolascialpi@gmail.com

Come fuoco nell’arca di Marisa Pelle (Besa editrice)



Gocciole di cera che il tempo// ha rappreso sulla pelle// le nostre ore sommesse silenziose// Luce affilata che deflagra// da una candela spenta// tersa alabastrina// luce che s’interna nel tessuto// delle cose.


Marisa Pelle, calabrese di origine, è nata ad Ardore ( RC ). Ha pubblicato le seguenti sillogi di poesie: Fiore di cactus (Messina 1987), Scagliosi silenzi (Messina 1991), Fatamorgana (Messina 1996), Sulla cifra del tempo (Messina 2004), Sul crinale del giorno (Besa, Nardò 2008), Dai gradini del Persephoneion (Besa, Nardò 2010) che hanno riscosso il consenso dei critici e sono risultate finaliste in occasione di varie rassegne letterarie. Sue poesie, edite e inedite, sono presenti in diverse antologie e in alcune riviste letterarie; in particolare è risultata finalista per l’edito al Premio A. Contini Bonacossi 2009 con la silloge Sul crinale del giorno, al Premio Rhegium Julii – Inedito 2010 con la silloge Dai gradini del Persephoneion e Inedito 2011 con la silloge L’ala mancante. Il suo profilo letterario e una scelta della sua produzione sono inseriti nell’Antologia a cura di Carmelo Aliberti Poeti siciliani del secondo Novecento (Bastogi Ed. 2003), nella Letteratura italiana Poesia e narrativa dal secondo Novecento ad oggi, a cura di Lia Bronzi - vol. II (Studio critico e testi) – Bastogi Ed. 2007-2008 e nell’Antologia internazionale Poeti della nuova frontiera “Segnali 2008-2009” a cura di Paolo Borruto.(RC) e in “Segnali e Interventi 2010” a cura di Paolo Borruto (RC).


Bambini all’inferno di Cecilia Gentile (Salani)



Un corridoio sospeso nel nulla, in mezzo al deserto di una terra disabitata, sempre sotto il tiro delle armi israeliane. È l'ultimo chilometro prima di entrare nella Striscia di Gaza dal valico di Erez. L'autrice lo ha percorso in completa solitudine, con paura. Alla fine si è trovata davanti i barbuti di Hamas, i versetti del Corano, i taxi scalcinati che portano lontano dal confine, le montagne di detriti e i bambini che raspano con le mani per raccogliere calcinacci da riutilizzare. Nella Striscia vivono un milione e mezzo di persone, strette tra il blocco israeliano e l'integralismo di Hamas. Oltre la metà sono ragazzi con meno di 18 anni, il 44 per cento bambini con meno di 15. Questo libro è nato dal loro incontro con l'autrice, Cecilia Gentile, che è entrata nella loro vita, li ha fatti parlare e raccontare.

mercoledì 3 ottobre 2012

Exit di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)



Exit è una villa di campagna immersa nella natura. Un giardino lussureggiante, stanze e saloni arredati con gusto, quadri antichi, candelabri sul caminetto, lucenti cassettoni sui soffitti. Qui, nell'annuncio abbagliante della calura estiva, uno alla volta arrivano gli ospiti. Due giovani donne: Clarissa, fragile e intensa; l'elegante Pamela, bella quanto caustica. Il finanziere Finn, uomo raffinato e colto, eccellente conversatore. La vedova Tevener, una signora con i capelli rossi allegra e sensuale. Il signor Ottosillabo, macchinista ferroviere, il poeta Léonard, capelli a spazzola e sguardo penetrante, sempre capace di provocare gli altri. In poco tempo diventeranno intimi e amici, pronti a vivere e a dissolversi nel gioco del destino e della passione. Gli ospiti sono stati accolti da due medici in camice bianco e dall'infermiera Matea, specializzata in psicologia, che prepara cene e pranzi squisiti. Sottili fette di roast beef, uova e salsicce, scintillanti frittate, teglie con pasticci di carne e formaggio, aringhe affumicate e cestini traboccanti d'uva. La musica accompagna il passare del tempo, tra canzoni tzigane e boleri, sonate al chiaro di luna e contagiose melodie jazz. Tutti insieme, gli ospiti, i medici e l'infermiera, condividono colazioni e banchetti, passeggiate, escursioni, chiacchiere e battibecchi.


martedì 2 ottobre 2012

L’uccello del malaugurio di Camilla Läckberg (Marsilio)



Fjällbacka sta per lasciarsi alle spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella Giunta cittadina c'è chi è ansioso di attirare l'attenzione sul piccolo centro della costa. Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di telespettatori? La proposta è approvata, i riflettori puntati, ma l'arrivo del cast crea non poco scompiglio, tanto più che il produttore, consapevole che gli scandali aumentano l'audience, si diverte ad alimentare le tensioni tra i concorrenti. Ma il trambusto mediatico rischia di assorbire anche le risorse della polizia, e il vicecommissario Patrik Hedström, già distratto dai preparativi per il suo matrimonio con Erica, è in affanno: le indagini su una donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, tra minacce, segreti e sterili menzogne, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale che potrebbero contenere indizi preziosi. E anche un collegamento con un caso molto simile avvenuto solo qualche anno prima. Non gli resta che insistere, per arrivare ad aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di Fjällbacka erge a difesa della propria immagine, che vuole conservare irreprensibile.

lunedì 1 ottobre 2012

SKY WINE 2012 (ALA 12 - 13-14 OTTOBRE 2012) - TRENTINO. UN VINO DELLA MONTAGNA?



 Trentacinque produttori vitivinicoli, oltre 80 etichette in degustazione e in vendita. Una mostra-mercato, tre concerti, dibattiti, tavole rotonde, degustazioni e un workshop con una lunga serie di interventi. Sono questi in breve i numeri di Sky Wine 2012, un evento innovativo e speciale che andrà in scena per la prima volta ad Ala (TN) nei giorni 12-13-14 ottobre 2012. Saranno tre giorni ricchi di appuntamenti, durante i quali produttori, consumatori, esperti, giornalisti, ma anche musicisti, editori on line, wine blogger e semplici appassionati, si incontreranno per assaggiare e acquistare vino trentino, scambiandosi opinioni e punti di vista.  Skywine nasce dalla visione di un territorio che non dissimula le proprie contraddizioni e le proprie diversità. Ma, al contrario, le fa emergere come leva virtuosa di una dinamica economica e sociale che non teme l'autorappresentazione. E' la visione di un territorio che intra-agisce e interagisce. E  che si muove al suo interno e nella proiezione verso l'esterno, senza presunzioni autoreferenziali e senza complessi di inferiorità. Per questa ragione l'edizione 2012 di Skywine, venerdì 12 all'Osteria Vecchio Carnera, si aprirà con una videoconferenza. con il ristorante leccese Le Macare: prodotti del trentino e prodotti del Salento  in una degustazione incrociata. E poi ancora il meridione sarà di scena, sabato sera a Palazzo Azzolini, con il concerto di Mino De Santis, il cantastorie del Salento, che presenterà ad Ala il suo ultimo album: Caminante.  L’evento principale attorno a cui ruota la manifestazione è un Forum sul vino – Quaderni di Viticultura,  accompagnato da una mostra-mercato, a cui parteciperanno 35 aziende rappresentative delle tante anime della viticoltura trentina: ci saranno vignaioli, artigiani e cooperatori, dalle Dolomiti alla Terra dei Forti. Ma durante le tre giornate ci sarà anche un susseguirsi ininterrotto di concerti, dibattiti e workshop, per costruire un discorso e un’esperienza a 360° sulla musica, sulla rete e, soprattutto, sul vino. Dopo un’anteprima venerdì 12 ottobre presso l’Osteria Vecchio Carnera di Ala, l’evento si concentrerà delle splendide sale di Palazzo Azzolini nelle giornate di sabato 13, con dibattiti e concerti, e domenica 14 ottobre, con la mostra mercato e workshop tematici. Attraverso la degustazione e la conoscenza diretta dei prodotti e delle aziende produttrici, l’iniziativa si propone come scopo principale quello di far conoscere il vino trentino, sia in maniera diretta, sia coinvolgendo internet e i nuovi social media, perché la rete rappresenta una grande occasione per estendere e rinnovare la conoscenza. Ma al tempo stesso l’iniziativa è anche un invito alla riflessione, per capire a che punto è arrivato il mercato del vino trentino e quali sono le possibili direzioni di sviluppo per il futuro. Gli argomenti di discussione saranno molteplici: nella giornata di sabato si discuterà su come la rete e i nuovi social media possano migliorare la diffusione e la conoscenza del vino trentino e far emergere le nuove creatività presenti sul territorio. Successivamente, troverà spazio una riflessione su vino e territorio attraverso l’esperienza delle aree marginali. Nella giornata di domenica, invece, oltre quaranta relatori interverranno brevemente per fare il punto sui temi che toccano da vicino il vino del Trentino: produzione, identità, montagna, politica, comunicazione e consumo. Gli interventi saranno trasmessi in streaming su skywine.it. Questo evento è la tappa iniziale di un dialogo e di un confronto che proseguirà poi sulla carta stampata, attraverso l’edizione di un periodico che si occuperà via via dell’approfondimento di queste e di altre tematiche, e non è escluso che possa diventare un appuntamento fisso dell’autunno trentino. Salvo diversa specificazione, tutti gli eventi avranno luogo ad Ala (TN), nella splendida sede del settecentesco Palazzo Azzolini, in piazza San Giovanni.  Il progetto, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Versus, è stato possibile anche grazie all’intervento e alla collaborazione di Trentino Marketing, Comunità della Vallagarina, Comune di Ala, Comune di Avio, Consorzio BIM dell’Adige, Cassa Rurale Bassa Vallagarina, Cassa Rurale di Brentonico.

PROGRAMMA:

Venerdì 12 ottobre

Ore 16, SKYpeWine, videodegustazione in collegamento skype fra l'Osteria Vecchio Carnera di Ala e il ristorante salentino Le Macare di Alezio (LE). Degustazione in video conferenza, ad Ala di prodotti enogastronomici del Salento e ad Alezio di prodotti enogastronomici del Trentino. [continua...]
Ore 18,30, VERTICALE SAN LEONARDO 1995 – 2006 (Osteria Vecchio Carnera), degustazione riservata a 8 partecipanti paganti (EURO 35,00). La partecipazione sarà però offerta gratuitamente da Skywine ai cinque concorrenti del nostro contest che risponderanno per primi alle seguenti due domande [continua...]


Sabato 13 ottobre

Ore 16, VERSO UN FESTIVAL DEI ROSSI AUTOCTONI DEL BALDO, Enantio, Casetta, Corvina Dibattito e degustazione (Sala multimediale Osteria Vecchio Carnera) a cura di Internetgourmet.it

Ore 16:00 NETLABEL. Come la rete e i social media hanno cambiato la musica e l'industria discografica.
Ore 18:00 IL TRENTINO NASCOSTO. Riflessioni su vino e territorio attraverso l’esperienza delle aree marginali. Interverranno Franco De Battaglia, Angelo Rossi, Giampiero Girardi. A cura di Imperial Wines.
Ore 21:00 I PARAFONISTI DEL BALDO presentano “AM BLAM STAP”, concerto vitivinicolo con meditazione per coro, oggetti sonori, attrezzi agricoli, campionatore, zither, chitarra, flauto, campane di cristallo e voci narranti.
Ore 22:00 MINO DE SANTIS LIVE. Il cantautore salentino presenta il suo ultimo album: “CAMINANTE”. Lo accompagneranno Nazario Simone alle percussioni, Pasquale Gianfreda al basso e Pantaleo Colazzo alla fisarmonica.

Domenica 14 ottobre

Ore 10:00 – 18:00 MOSTRA MERCATO DEL VINO TRENTINO. 33 aziende e oltre ottanta etichette in degustazione e in vendita al prezzo praticato in cantina. Si potranno degustare e acquistare i vini di: Albino Armani, Bellaveder, Borgo dei Posseri, Cantina Mori Colli Zugna, Cembra Cantina di Montagna, de Tarczal, De Vescovi Ulzbach, Eredi di Aldo Cobelli, Filippi Mattia Viticoltore Errante, I Dolomitici, La Cadalora, La Prebenda, Letrari, Madonna delle Vittorie, Albino Martinelli, Mas de la Fam, Maso Michei, Opera Vitivinicola in Valdicembra, Peter Dipoli, Pojer e Sandri, Pravis, Redondel, Salizzoni, Tenuta San Leonardo, Vivallis.
Ore 10:00 – 18:00 IL FORUM DEL VINO TRENTINO. Oltre quaranta relatori si alterneranno al microfono per fare il punto sui temi che toccano da vicino, e non solo, il vino del Trentino: produzione, identità, montagna, politica, comunicazione e consumo. Il materiale audio e video tratto dall’intera giornata, oltre ad essere trasmesso in tempo reale su skywine.it, sarà liberamente consultabile in rete.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno ad Ala (TN) a Palazzo Azzolini, piazza San Giovanni 1.
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Culturale VERSUS.
Per informazioni su spettacoli, orari, mostra mercato e modalità di partecipazione consultare il sito www.skywine.it, oppure scrivere una mail a posta@skywine.it




Un amore di angelo di Federica Bosco (Newton Compton Edizioni)



"Libera di danzare senza schemi e regole ferree, libera di studiare con chi volevo senza più obbedire ai canoni rigidissimi delle scuole prestigiose o ai capricci di insegnanti frustrati, libera di esprimere me stessa". Mia ha avuto l'occasione che attendeva da sempre: un'audizione alla Royal Ballet School. Ma quando si è trovata su quel palco, quando ha capito che la possibilità di entrare in quella scuola era a portata di mano, ha sentito di non voler rinunciare alla libertà di danzare senza regole, vincoli, costrizioni. Accanto a lei, anche nelle decisioni più difficili, c'è sempre stata la voce di Patrick, eterea presenza che non la lascia mai. Dopo il suo "no" alla Royal, per Mia può iniziare una nuova vita: lei e Nina, superate finalmente tutte le incomprensioni che le avevano divise, decidono di trasferirsi a Londra. Mia trova una scuola d'arte che la entusiasma, la Brit, mentre Nina prova a frequentare un corso di giornalismo. Ma Londra non è solo divertimento e cambiamenti: le due amiche dovranno anche affrontare la difficile gravidanza di Nina. A sostenerle, come sempre, ci sarà l'incorporea figura di Patrick. Finché un giorno...