martedì 9 settembre 2014

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All’Otranto Film Fund Festival sarà presentato il cortometraggio CRATTA scritto e interpretato da Fausto Romano



Nella cornice settembrina della splendida Otranto, in occasione della rassegna cinematografica “Otranto Film Fund Festival sarà PRESENTATO AL PUBBLICO IL CORTOMETRAGGIO “CRATTA” SCRITTO E INTERPRETATO da Fausto romano con la partecipazione di Cosimo lupo (EDITORE E ASSESSORE ALLA CULTURA DI COPERTINO) E L'ATTRICE gIULIA CARPANETO. L'INTERESSANTE LAVORO HA COINVOLTO ANCHE Francesco di Pierro per la fotografia, Luigi Conte per la scenografia, Angela Chezzi per i costumi, Fernando Alba per il suono, Salvatore Caracuta (Zero Project) per l’organizzazione e Cesare dell’Anna insieme a “Opa Cupa” per le bellissime musiche.
UN EVENTO DA NON PERDERE: “CRATTA” - CORTOMETRAGGIO DI fAUSTO ROMANO - Domenica 14 settembre 2014, ore 21.00 - Largo di Porta Alfonsina - Otranto (Lecce); Castello aragonese (in caso di maltempo) - INGRESSO GRATUITO.

la STORIA è ambientata in un piccolo paese, dove una chiesa e un bar si contendono le sorti degli abitanti divisi tra Dio e la Fortuna, mentre il giovane Paolino (Fausto Romano) cerca disperatamente delle offerte per la festa patronale dedicata alla Madonna. Non riuscendoci tenterà di defecar soldi… come? Bevendo spremute d’arancia.

Fausto Romano, (Galatina, 1988) si diploma in recitazione presso la celebre Accademia NAZIONALE d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” a Roma. Nel novembre 2011 è vincitore del “Premio SIAE” con lo spettacolo “Andare a Teatro” di K. Valentine e premiato a Roma da Andrea Camilleri. È finalista del “Premio Scenario” col suo spettacolo “Bristite”, dove porta in scena “con umorismo e intelligenza” il tema dei bengalesi in Italia. Riceve inoltre numerosi riconoscimenti per diverse sceneggiature di cortometraggi. Nel luglio 2012 è protagonista della trasmissione Rai “Guardami” sui nuovi talenti italiani. Lavora in teatro con le commedie “Rumori fuori scena” e “La pulce nell’orecchio” prodotte dal “Teatro della Gioventù” di Genova. Con Lupo editore pubblica il suo primo romanzo “GRAZIE PER AVER VIAGGIATO CON NOI” (giugno 2013), che viene accolto positivamente da pubblico e critica. Dal libro, Fausto, trae uno spettacolo col quale gira l’Italia accompagnato dall’inseparabile valigia rossa, coprotagonista della storia.
Fonda la “FAUST cinema-teatro-scrittura” con la quale produce diversi suoi lavori (spot, web serie e cortometraggi) tra questi: “Faustbook”, “Brodo di Natale” e “CRATTA”.





venerdì 22 agosto 2014

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Il 31 luglio Cupertinum, cantina sociale di Copertino, ha aperto le porte a quattro studenti americani

Il 31 luglio Cupertinum, cantina sociale di Copertino, ha aperto le porte a quattro studenti americani: Tori Lewis, Alex Kasai, Derick Webb, Shawn McIlvenna, che insieme al Direttore di Programma della US DAVIS Fresno State , avevano espresso il desiderio di conoscere l’azienda e suoi vini. L'attività rientra nel programma di Global Wine Industry Internship Program realizzato da YLTOUR in partnership con l'Università Americana della California.       A fare gli onori di casa, accanto al presidente della cantina Dott. Francesco Trono, troviamo il vicesindaco del comune copertinese, la Dott.ssa Laura Alemanno.  A lei  viene affidato il preciso desiderio di Copertino di impegnarsi entusiasticamente nelle relazioni con altri paesi primo fra tutti gli Stati Uniti d’America. Completano il gruppo l’ingegnere Mirko Manca, l’enologo Dott. Giuseppe Pizzolante Leuzzi e Mr. e Mrs. Hunter, l’unica famiglia Americana residente nel comune che hanno avuto il compito non solo di fungere da interpreti ma anche quello di far sentire a casa gli ospiti. Il vicesindaco esordisce porgendo a nome suo, del sindaco Sandrina Schito e dell’amministrazione comunale tutta, un caloroso benvenuto in questa giornata non solo dedicata al tema del vino, essendo la  Cupertinum naturale punto di riferimento nel campo dell’enologia, ma anche scenario di importante scambio di cultura, di tradizioni e di specificità territoriali.  Il Dott. Francesco Trono ha tenuto in maniera particolare a far conoscere la storia della cantina, fondata nel 1935 da 36 viticoltori con l’obiettivo di valorizzare la cooperazione e di occuparsi direttamente della vinificazione delle proprie uve e del commercio dei vini , il tutto spiegato attraverso documenti storici, foto e pagine di vecchi giornali.  Sarà l’enologo a spiegare agli studenti di agraria che il prodotto affidato loro dai vignaioli consociati,  oggi ormai 300 per una superficie coltivata a vite di 350 ettari, produce vini di alta qualità grazie alla profonda conoscenza delle vigne, delle caratteristiche organolettiche delle loro uve e delle specifiche esigenze di lavorazione.  Al termine del percorso didattico si è passati alla degustazione dei vini derivati dalla lavorazione di uve Negroamaro, Malvasia nera, Primitivo e Malvasia bianca leccese. I saluti finali spettano al consigliere Mauro Valentino, non nuovo a questo tipo di situazione essendo già stato nei mesi passati artefice di importanti scambi economici e culturali con la città di Cupertino in California, gemellata con il nostro comune nel nome del nostro grande Santo.


CUPERTINUM, cantina sociale cooperativa di Copertino
Via Martiri del Risorgimento 6 – 73043 I – Copertino (Lecce)
tel.
++39 0832 947031; fax ++39 0832 947031;


University of California, Davis

California State University, Fresno

Comune di Copertino - Provincia di Lecce 
73043 COPERTINO (Lecce) - Via Malta, 10
Tel. 0832 93 83 11 (centralino) - Fax. 0832 93 35 22
sito web: www.copertino.it
Documento redatto a cura di :
Romina Leo, email: rominaleo@libero.it
Mirko Manca, email: manca.mirko@gmail.com

giovedì 21 agosto 2014

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L’Osteria dei Soprannomi di Marco Sommariva con prefazione di Mauro Macario (Chinaski Edizioni). Intervento di Nunzio Festa



“Sommariva è dominato da due personalità estetiche contrapposte: un realismo che ha le sue radici nel neorealismo del dopoguerra e poi si dispiega nella contemporaneità con coraggio ideologico, e un iperrealismo assolutamente imprevedibile che lo trascende bruscamente e s’accasa nel surreale fumettistico, talora grottesco e funambolico”. Questa precisa definizione, redatta dal solito Macario, descrive la scrittura di Marco Sommariva, che per la prima volta apprezzammo al tempo delle “Pillole Situazioniste” (2005) e della prima edizione de “Il venditore di pianeti” (2006); libri dati alle stampe – entrambi - dalla romana Malatempora ai giorni dell’indimenticato Angelo Quattrocchi. Con il nuovo romanzo “L’Osteria dei soprannomi”, seguito del “Venditore” ristampato nel 2008 dalla Marco Tropea, troviamo un luogo vero e fantastico posizionatosi di fronte alle carceri di Sestri Ponente, un posto che insomma: “non chiude mai ed è pieno di mosche in tutte le stagioni”. Il mondo da raccontare, raccontato dal mago Sommariva. Nell’Osteria e fuori dall’Osteria. Nelle strade di Sestri, nel cielo di Sestri Ponente. Personaggi che son un unico, senza evidentemente toglier nulla al libro, personaggio. L’utopia di Sommariva diviene una presenza fitta di presenze, fatta di proiezioni di storie e cuori. La feccia della società, che tutt’altro invece è. Nel giusto e nell’errore, nella bellezza e nella sporcizia. Al galoppo di citazioni da De André e Guccini. Al trotto d’invocazioni alle vie degli ultimi e di quelli che gli ultimi han scritto e cantato. I mondi incantati di Marco Sommariva, i miti tolti dalle scatolette del disincanto. Le storie reali e surreali di Sommariva sono spiazzanti, eccessive, estreme. Ma somigliano tantissimo alla verità. Se nelle fogne vivono bambine e bambini, sulle strade di Sestri scorrono acque di vite perse. Fra mezze puttane e strani santi laici. Tanti tasselli, mille racconti fanno un romanzo. E il romanzo breve di Sommariva, nuovamente, è la corta modernità di noi tutti e tutte. Evviva l’Osteria, a questo punto.