giovedì 11 aprile 2013

VITA DI BORGATA. STORIA DI UNA NUOVA UMANITA’ TRA LE BARACCHE DELL'ACQUEDOTTO FELICE A ROMA di Roberto Sardelli (Kurumuny Edizioni)




Nell’ambito della rassegna “Periferie romane: ieri, oggi” venerdì 12 aprile 2013 alle ore 17,00 ci sarà la presentazione presso il CONSIGLIO METROPOLITANO di ROMA nella Casa della Città Autogestita in Via Giovanni Giolitti, 231 a Roma, la presentazione del volume “Vita di Borgata. Storia di una nuova umanità tra le baracche dell’Acquedotto Felice a Roma” di Roberto Sardelli edito dalla casa editrice salentina Kurumuny. Interverranno Roberto Sardelli autore del volume Vita di borgata; Enzo Scandurra autore del volume Vite periferiche. Solitudine e marginalità in dieci quartieri di Roma. Discutono con gli autori, Gualtiero Alunni, Gaia Pallottino, Lorenzo Romito.

Alla fine degli anni Sessanta (1968) un giovane prete, don Roberto Sardelli, fresco di seminario, formatosi poi alla scuola di don Milani, si è battuto per il riscatto esistenziale e morale dei baraccati di Roma. Coerente con la sua scelta di vita decise di andare a vivere nelle baracche vicino all’Acquedotto Felice proprio perché tra i baraccati, i suoi veri parrocchiani, più autentica sentiva la sua missione: don Roberto abbandonò ogni tipo di copertura clericale, ogni privilegio, e testimoniò una condivisione della loro esistenza, delle loro incertezze, delle loro speranze, delle loro lotte. Scrive don Sardelli “occorreva aprire una pagina completamente nuova che restituisse dignità alla scelta di un prete e dignità alle persone cui egli si rivolgeva” e “incidere su una coscienza narcotizzata dallo stigma dell’esclusione. Ridestare dal sonno la coscienza e condurla a mostrare con orgoglio quello che si era nella realtà e a non nascondersi umiliati, coperti di vergogna”.

Così animato da “un lampo di follia creativa” Roberto Sardelli fondò la Scuola 725, cosiddetta dal numero civico della baracca che la ospitava, e propose lo studio come leva per uscire da una situazione umiliante in cui la città li aveva gettati. Studio a tempo pieno: non solo per recuperare gli anni perduti in una scuola pubblica che li considerava ragazzi perduti ma aiutare quei giovani a prendere coscienza della situazione che li aveva discriminati con l’obiettivo di riconquistare dignità e umanità a chi era stato relegato ai margini della società.

Questo obiettivo fu recepito e un giorno i ragazzi della Scuola 725 scrissero una lettera aperta al sindaco Clelio Darida per denunciare la grave situazione abitativa per la quale la loro comunità soffriva da troppo tempo. Uno dei paragrafi di questa lettera recita così: “Il luogo dove viviamo è un inferno. L’acqua nessuno può averla in casa. La luce illumina solo un quarto dell’Acquedotto. (Dopo venticinque anni, nel 1970, è arrivata la luce elettrica. L’abbiamo presa con un attacco abusivo. Per questo siamo stati tutti denunciati dal Comune). Dove c’è la scuola si va avanti con il gas. L’umidità ci tiene compagnia per tutto l’inverno. Il caldo soffocante l’estate. I pozzi neri si trovano a pochi metri dalle nostre cosiddette abitazioni. Tutto il quartiere viene a scaricare ogni genere di immondizie a cento metri dalle baracche”. Nonostante siano passati anni dall’esperienza della Scuola 725, Vita di Borgata è un libro attuale, che, mutatis mutandis, ci racconta quelli che sono ancora oggi i problemi di un Paese che annaspa e fatica a trovare una via d’uscita da una crisi che non è solo economica ma soprattutto culturale, etica e sociale. Don Roberto ci insegna che la scuola è prioritaria sempre, anzi maggiore è il disagio socio-economico e maggiore è la necessità di un luogo dove si formino le coscienze, dove acquisire gli strumenti per la propria emancipazione, per costruire il proprio futuro, dove imparare a declinare la propria libertà. E quelle baracche dove vivevano cittadini italiani, in buona parte abruzzesi di origine, sono state sostituite altrove da altre baracche, dove vivono altri cittadini italiani ma di un’etnia diversa: i rom. E dalla parvenza di legalità delle murature realizzate tra gli archi dell’Acquedotto Felice si è passati all’illegalità da sgomberare delle lamiere messe insieme a ridosso delle sponde dell’Aniene o nei vuoti urbani, negli spazi abbandonati al degrado, da ripulire senza troppi scrupoli. “Proprio ora occorrono lampi di follia creativa. Purtroppo noto in giro troppe braccia penzoloni e altre pronte a rattoppare i guasti isolati e moltiplicati dalla crisi… Addormentati dalla cultura amnestica, non siamo più in grado di attingere dal “fu” e di raccogliere quel filo rosso che abbiamo lasciato cadere, ma che solo ci permetterebbe di ritrovare la follia là dove, impaurita, si è annidata. Ci resta difficile capire che la profezia ha il suo terreno di cultura nella privazione. Insomma viviamo un tempo triste, ma è anche l’occasione buona per costruire, e la scuola resta lo spazio principe per dare radici al progetto”.

Info


Dal contrasto alla riflessione: quando un bacio non è un bacio e l'acqua santa non è santa




Con le due installazioni “Il bacio della buonanotte” e “La striscia di Gaza” l'artista genovese Paolo Lorenzo Parisi parteciperà alla Biennale internazionale di arte moderna e contemporanea “Ic Arts” che si inaugura il 21 aprile alle 15 nella sala espositiva “Foro Boario” in piazza Garibaldi a Nizza Monferrato. Curatrici della mostra Caterina Randazzo e Loredana Trestin, art director Anna Maria Ferrari. Ancora una volta Parisi stupisce, provoca, sconvolge e fa riflettere attraverso il contrasto tra sentimenti opposti (dolcezza/rabbia, tenerezza/angoscia) ispirato dalla cronaca contemporanea o dalla storia del Novecento e giocato sempre sul filo della dissacrazione.   

Installazione “La striscia di Gaza” - Una cartuccera viene riempita con le Madonnine di Lourdes contenenti acqua santa, oggetti già usati in varie installazioni, e posata su un letto di guanti di lattice, oggetto di culto di Paolo lorenzo Parisi. La provocazione segue una serie di opere già presentate a Barcellona con i “Pappa Boys” (orsetti di pelouches riempiti di guanti e ricuciti da filo chirurgico), “La culla cinese” (installata a Palazzo Zenobio a Venezia), le foto “Oro Blu la Guerra Santa” (presentate dopo varie mostre a Caserta al Castello di Casapozzano) e le Torte Contemporanee esposte in Italia e all'estero.

Installazione “Il bacio della buonanotte” - una mazza da baseball in legno viene rivestita dalle stagnole pubblicitarie dei famosi cioccolatini “Baci Perugina”. Il riferimento è a tutto ciò che si opera nell'oscurità della nostra vita sociale, familiare e pubblica, ma le suggestioni e le interpretazioni emotive offerte all'osservatore possono essere molteplici. Anche quest'opera viene posata su un letto di guanti di lattice. Una curiosità: inizialmente il famoso cioccolatino venne chiamato “Cazzotto” e solo in seguito  diventò “Bacio”, quasi una premonizione dell'opera.

Paolo Lorenzo Parisi – Biografia (www.paololorenzoparisi.com)

Nato a Genova nel 1956, vive e lavora a Genova. Da sempre interessato alla pittura e, in particolare, ai maestri del '900, negli anni '90 è particolarmente apprezzato e stimato dal critico d'arte Giuseppe Mortara, dalla scrittrice Milena Milani, che lo presenta in varie mostre collettive e personali in Italia e all'estero, e dalla gallerista Rosa Leonardi, esperta d'arte contemporanea.  La sua necessità d'espressione non si manifesta solo con la pittura ma anche nel campo dell'arte concettuale: così collabora con la Galleria Passo Blu di Federica Barcellona esponendo le sue installazioni in diverse manifestazioni a Genova, Milano, Barcellona. Successivamente collabora con le gallerie genovesi Artrè Gallery di Bruna Solinas, Il Cancello e, negli ultimi anni si è intensificato il rapporto con la Studio44 e con Immagine e colore con varie collettive e personali. Tra le sue personali più significative, "Ho rivisto Elvis" (Galleria d'arte contemporanea Il Cancello, Genova 2009) e "Doppiasclero" (Galleria Studio 44, Genova 2008), entrambe di carattere concettuale. Diverse opere di Parisi sono presenti in spazi espositivi in Italia e all'estero. Grande successo ha riscosso tra il 2011 e il 2012 la sua installazione “Torte contemporanee” in Svizzera, a Genova, a Londra e a Venezia. A maggio 2012 è stato ospite della galleria ArtWindow di Barcellona con l'installazione “Pappa boys” e con una perosnale alla galleria Immagine e colore gallery di Genova insieme a Maurizio Roman Melis.


Per ulteriori informazioni e per interviste:
Ufficio stampa di Paolo Lorenzo Parisi
dott.ssa Alessandra De Gregorio, 339-8906436

martedì 9 aprile 2013

GLI AEDO A LECCE SUL PALCO DEL CONTEST 1MFESTIVAL




Prosegue con successo anche domani 10 aprile 2013 il contest del 1MFestival, promosso dal primo Maggio in collaborazione con Puglia Sounds, e continuerà sino al 13 aprile 2013, sul palco delle “Officine Cantelmo” in Viale De Pietro, nell’ambito del progetto “Officine della musica”. I vincitori della gara potranno esibirsi al concerto del 1 maggio a Roma in diretta su Rai3 davanti a milioni di spettatori e telespettatori. Un occasione irripetibile per band e artisti emergenti, che, esibendosi dal vivo,  si sfideranno a furor di musica. A votarli saranno gli utenti internet attraverso il sito www.1mfestival.com, sul quale verranno trasmesse in diretta streaming le esibizioni dei finalisti. Per domani 10 aprile alle ore 22,00, per primi si esibiranno gli Aedo usciti da meno di un mese per l’etichetta Ululati di Lupo editore con il loro nuovo lavoro “Saluto al nemico”.
“Molto più che interessante, anzi intrigante e molto bello questo lavoro degli AEDO. L'album si apre con ACQUA e si chiude con PENELOPE, come se nell'andirivieni delle onde nel tessere e disfare una tela ci sia un attesa di qualcosa di positivo l'arrivo anche solo di una immagine benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura splendidi brani sono Le orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima anche LE TUE MANI. Le sonorità sono a volte rarefatte a volte forsennate come gli stati d'animo di una società in travaglio. Belli i testi con sfumature agrodolci e le sonorità che vanno dalla ballad a brani più potenti intersecati da un' etnicità mai banale.  Un disco da non perdere per nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare sperare attraverso le splendide voci dei cantanti.” (Oliviero Malaspina)

AEDO - Nato nell’agosto del 2010, il progetto AEDO delinea un percorso lirico che si nutre delle radici del suono piegando il canto popolare alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e riconsiderazione di antichi miti fino a giungere a testi di natura contemporanea, lo spettacolo proposto restituisce un ricercato immaginario arcaico che si distingue in contesti molto diversi dimostrando di possedere quella natura poliedrica tipica del Teatro Canzone. Nel 2011 e 2012 gli AEDO si esibiscono in numerosi concerti, dividono il palco con artisti di fama internazionale come i RADIODERVISH e LUCA MORINO, realizzano una tournee nazionale che li porta a suonare a ROMA e BARI, vincono il Concorso OFFICINE DELLA MUSICA in occasione del quale viene prodotto un videoclip professionale del brano “MACARìA” realizzato dalla PUNTO EXE con la regia di GIANNI DE BLASI e sostenuto da diversi partner quali: UNIONE EUROPEA, PUGLIA SOUNDS, REGIONE PUGLIA, TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, PUGLIA PER TUTTE LE STAGIONI.

Gli AEDO sono: Giovanni Saccomanno (voce e chitarra acustica); Eleonora Pascarelli (voce); Mauro Pispico (chitarra classica); Chiara Arcadi (violino); Francesco Spada (organetto); Giuseppe Donadei (percussioni); Giorgio Kwiatkoswski (basso).



Info Lupo editore - http://www.lupoeditore.it/lupo/

Nel Cerchio dell'Arte - Incontro con artisti l'11 aprile al Centro Trevi | Comunicati stampa | Servizio stampa | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige

Nel Cerchio dell'Arte - Incontro con artisti l'11 aprile al Centro Trevi | Comunicati stampa | Servizio stampa | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige

Arte contro mafia scuole educazione legalità 2013

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La Stampa - Indovina chi viene a cena? L'arte si sposta nelle case

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domenica 7 aprile 2013

“SENZA RUMORE” DI FERDINANDO SCAVRAN (Lupo Editore) ALLA FELTRINELLI POINT DI LECCE



La libreria Feltrinelli Point di Lecce non si fa sfuggire neanche questa volta l’occasione di presentare al pubblico l’intrigante romanzo di Ferdinando Scavran dal titolo “Senza Rumore” (Lupo Editore) con la firma delle copie per opera dell’autore. L’appuntamento è per lunedì 8 aprile 2013 alla Feltrinelli Point in via Cavallotti 7/a (LECCE) ore 19,30.

Ares, un cinquantenne che gestisce un piccolo ristorantino a Ioànnina, in Grecia, vive una vita semplice e silenziosa, immerso nei suoi impegni quotidiani. Ripensa ad Anja, una donna che sempre aveva ricercato e respinto, che vive in lui come un dolce tormento. La vita tranquilla di ristoratore, che gli permette di assaporare un senso di libertà, si trasformerà presto in un viaggio che lo porterà alla ricerca di sé, immergendolo in un presente che ricorda un passato remoto intriso di mito e letteratura. Durante quest’oscuro viaggio, Ares supererà le insidie del Fato e il volere degli Dèi; sarà trascinato verso luoghi enigmatici e affronterà donne che rievocano personaggi omerici. Ares scoprirà presto che realtà e mito si fondono nell’uomo e un lontano passato storico è sempre pronto a riemergere, all’improvviso. Senza rumore è la voce degli dèi che, con il loro volere, conducono l’uomo verso il destino.

Ferdinando SCAVRAN - Di origine veneta - nasce nella colonia spartana di Taranto, nel 1957. Oggi vive nel Salento. Sociologo dal 1981 collabora con riviste e testate giornalistiche nazionali. Studioso delle tradizioni, della storia, della religione e della cultura greca, vive un'esperienza unica, intrisa di spiritualità e ascesi, come ospite per motivi di studio, presso la Repubblica Teocratica del Monte Athos in Calcidica nel 1983. Nel giugno del 1988, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Atene, presenta una raccolta di introspezioni legata da un filo narrativo Io guerriero di Sparta, opera tradotta successivamente in lingua greca. Il matrimonio con Flavia e la nascita dei figli Ares e Dafne scrivono le pagine più importanti della sua vita. Nel 2000 pubblica Percorsi in quota sul Massiccio del Pollino con mappa annessa (Ermes editore Potenza). Tra il 2010 e il 2012 pubblica E gli dèi mi chiesero di tornare, e Ascolta le Ninfe (Artebaria editore,Taranto) primi due romanzi di una trilogia che vede il guerriero Ares tornare a vivere in un uomo di oggi.

Ufficio Stampa OverecoAgenzia

Feltrinelli Point - via Cavallotti 7/a, 0832/331999

T’AMO in progress ovvero Centodieci artisti parlano d’amore. Patrocinio del Comune di Bitonto



Espongono: M.Addamiano, G.M.Addante, I.Albano, C.Allegretta, A.Bagnardi, G.Barile, A.Barracchia, L.Basile, Benna, R.Benetti, L.Bergamini, A.Biondi, M.Bonaduce, C.Bossi, A.Cacciapaglia, L.Cacucciolo, D.Calfapietro, R.Cappelluti, V.Capurso, M.Caradonna, F.Carbone, E.Carniani, E.Chiavarone, F.Chiricallo, M.Cipriani, M.Colonna, A.Copertino, A.Cossu, N.Cultrera, V.deLeo, A.D'Elia, G.D'Elia, W.delliCarri, S.DePalma, P.DeScisciolo, K.DiBari, C.Dicillo S.DiCostanzo, A.DiMichele, G.Dorigo, D.Ferro, W.Festuccia, F.Fioriello, N.Filazzola, E.E.Gadaleta, L.Gelao, S.Gesmundo, M.Gomes, C.Giulianelli, I.Guastamacchia, P.Guastamacchia, M.Labbe, N.Liberatore, O.Liuzzi, E.Luiso, M.Manduzio, F.Manzini, G.Margini, G.Martino, N.Maffia, N.Mastandrea, E.Mastria, G.Messenio, F.Mestria, P.Millico, M.Molinari, F.Molinario, G.Morgese, K.Murrighile, L.Nannini, P.Ober, S.Orlando, M.Paloscia, O.Panebianco, M.Pansini, PG.Pantaleo, G.Passerini, S.Pelle, G.Pensato, P.Petrucci, B.Pierozzi, A.Pilato, M.Pompeo, A.Rapio, P.Ricco, M.Romani, S.Rossi, E.Ruggiero, I.A.Rutigliano, V.Rutigliano, D.Salvadore, P.Sani, A.Saracino, A.Savoi, D.Scarongella, P.Scialpi, D.Sforza, B.Simone, N.Sisto, A.Spizzico, F.Tullo, G.Vallarelli, V.Vasallucci, S.Vendola, G.Visentini, G.Volpe, C.Zanella, I.Zingaro
A cura di  Giovanni Morgese
Interverranno:
Rocco Mangini ( Assessore al marketing territoriale comune di Bitonto)
Luigi Dello Russo (Critico e storico dell’arte galleria Adsum)
Matteo Masiello (artista)
Vernissage giovedì  11 aprile 2013 ore 19,00
Presso Civica Galleria di arte contemporanea  – Torrione Angioino - Bitonto
visitabile dall’ 11 aprile al 10 maggio 2013
orari: dal lunedì al sabato 10,00-13,00  16,00-20,00
 Questa mostra appare come uno spaccato, un microcosmo del multiforme ingegno artistico italiano. Volutamente abbiamo messo insieme artisti di tutti i generi artistici per documentare il variegato mondo dell’arte, astenendoci dal compito ingrato della selezione. Siamo tutti sulla stessa barca!
Immaginate una grande nave da crociera stracolma di viaggiatori, accomunati dagli stessi  interessi e animati dalla comune passione per l’arte, di ogni tendenza o corrente artistica, convinti di avere qualcosa da dire e da comunicare agli altri e con la certezza e la libertà di essere accettati in nome di un AMORE che supera le barriere del nostro IO artistico. Lo sappiamo: ogni artista si crede migliore degli altri. Ma su questa nave immaginaria vige la legge della convivenza pacifica e della condivisione. Nessuna prevaricazione, nessun arrivismo, nessuna “prima donna”, nessuna ricerca del successo fine a se stesso, nessuna sete di arricchimento personale, nessuna invidia… insomma una comunità rappacificata e felice di convivere con il proprio simile. Ma esiste questa nave? E se esiste quanti sono disposti a salire su di essa e invertire la propria rotta? Quanti hanno il coraggio di riconoscere la vacuità del mondo dell’arte tutto proteso alla cinica autoaffermazione, alla celebrazione del proprio IO, alla discriminazione e quindi decidono di mettersi in discussione? E’ certo, però, che esiste la qualità e la diversità che un occhio esperto riconosce a prima vista. Questa mostra è una dimostrazione di come, pur essendo diversi in qualità, profondità, ricerca della bellezza, tutti  possono convivere in armonia. Quanto detto è solo un’introduzione, una provocazione, un sogno… un “AMO”che lanciamo nel mare agitato dell’arte perché  faccia riflettere e accompagnare il vostro viaggio.

In concomitanza con la mostra ci saranno delle visite guidate alle due collezioni permanenti di arte contemporanea presenti nella Galleria Civica del Torrione Angioino a cura dei volontari del servizio civile nazionale : “Bitonto la storia e il futuro”

ADSUM artecontemporanea
www.retearte.it - adsum.arte@libero.it Tel. 3476502478 –
Art director: MARIA BONADUCE e GIOVANNI MORGESE
Critico e storico dell’arte: LUIGI DELLO RUSSO
Ufficio stampa: NICOLO’ MARINO CECI
Comunicazione e marketing: FRANCESCO PARISI
Progetto grafico: SABRINA VENDOLA
Collaboratori: GIANRAFFAELE PORFILIO – NICOLA MASTANDREA – GIUSEPPE MARELLA



Al MiArt c'è fame d'arte: la gente si pappa le opere - IlGiornale.it

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Arte e artisti Calabresi: Domenico Pisani su “il Quotidiano”

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Haut\Haut, l’arte a fior di pelle - Live Sicilia

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mercoledì 3 aprile 2013

“La didattica dell’odio” (Bel Ami Edizioni) di Danilo Cipollini in Puglia il 5, 6 e 7 aprile 2013




Il 5, 6 e 7 aprile Danilo Cipollini presenta il suo libro visionario in tre tappe inedite a Lecce e Bari. E’ stato scritto in tempi non sospetti, tenuto nel cassetto per tre anni e pubblicato soltanto lo scorso gennaio. “La didattica dell’odio”, primo romanzo del ventinovenne romano Danilo Cipollini, sembra predire il futuro e raccontare la realtà politica contemporanea con ironia e sarcasmo, senza risparmiare nessuno. La storia è quella di un dispotico presidente del consiglio e di un comico, sua nemesi, che si ritroverà a dover improvvisamente crescere a quarant’anni capeggiando un’improbabile rivoluzione. Tutto inizia con il comizio del partito Macchia Rossa: apparentemente pacifico, poi ci scappa il morto. E allora che viene istituito il reato di Odio ed un saggio di filosofia diventa un romanzo tutto da scoprire.

 Danilo Cipollini sarà:

- il 5 aprile alle 20.45 al Womb a Cavallino – Lecce (strada vicinale Bernardini), presenta la giornalista Alessandra Bianco;

- il 6 aprile alle 20 al Feltrinelli Point di Lecce (via Felice Cavallotti, 7/a), presenta Stefano Donno critico letterario ed autore della prefazione del libro, interviene Gianluca Pasca empire consulting business department direction e presidente dell'associazione CRF - centro Ricerca e Formazione;

- il 7 aprile alle 19 alla libreria Zaùm/ interno 4 a Bari (via Cardassi 85/87), presenta la giornalista Alessandra Bianco;

 Ai reading, tutti ad ingresso libero, parteciperà anche Marco Inguscio, giovane autore leccese di prose brevi che indagano l’intimità precaria delle nostre generazioni. I suoi testi sono inseriti nell’antologia “Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo” edita anch’essa da Bel Ami Edizioni.



TONY TORMENTA di Rosanna Rubino (Fanucci – Collana Chrono)



“Stanco dell’aldilà, Philip K. Dick si è reincarnato (era ora!) e ha scelto una napoletana tostissima, dalla scrittura implacabile e dalla fantasia assassina, abissale, travolgente. Leggete Tony Tormenta, non ve ne pentirete.”  (Raul Montanari)

A metà strada tra l’Huckleberry Finn di Twain e Il giovane Holden di Salinger, con personaggi che sembrano usciti dalla penna di Joe Lansdale o dello Stephen King di Stand by me, il romanzo d’esordio di questa nuova voce della narrativa italiana,Tony Tormenta. è un grande affresco sull’adolescenza. Un registro che oscilla sempre tra il comico e il grottesco, una sapiente miscela di suspense e azione. Una macchina narrativa poderosa. Una scrittura ipnotica dà vita a un romanzo surreale e lacerante.

Tony Tormenta ha 16 anni, una madre che lo ha tirato su da sola e una smodata passione per i libri di medicina. Due soli veri amici, il cane Boa e la sua bicicletta. Giù in città, a Mammoth Rock, qualcuno dice che Tony sia un po’ ritardato. Secondo alcuni è una specie di menagramo. A detta di altri è una specie di genio. Eppure Tony nasconde un segreto. Dietro l’apparente fragilità il ragazzo cela un potere magnifico e terribile. Ma la vita, per Tony, è soprattutto stupore, incanto, un susseguirsi ininterrotto di avventure. Alla fine, come in ogni romanzo che si rispetti, Tony fa l’incontro della vita. Quello capace di segnare per sempre un’esistenza. Marla è una ragazzina albina. Una teenager sui generis. I due s’innamorano. Sarà la vita a separarli e farli incontrare di nuovo.

Rosanna Rubino, nasce a Napoli nel 1973. Dopo la laurea in architettura e la specializzazione in marketing strategico e strategia d’impresa, ha lavorato nel settore del design come consulente aziendale. Da cinque anni opera nel settore della consulenza finanziaria in ambito immobiliare. Dal 2003 al 2006 ha insegnato Marketing strategico e project management come docente a contratto presso il Politecnico di Milano e presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. È mamma di Sophie, una bambina di tre anni. Vive e lavora a Milano. Tony Tormenta è il suo primo romanzo.



domenica 31 marzo 2013

Gli AEDO oggi al Coffe and Cigarettes




Nel suggestivo locale “Coffee and Cigarettes” di Lecce in via Paladini 23 ci sarà un’occasione nuova per festeggiare la Pasqua e un motivo in più per stare insieme con gli AEDO e il loro lavoro musicale etno-folk. Ci sarà la presentazione a cura di Francesco Spadafora (musicologo).
Imperdibile: Domenica 31 marzo 2013, ore 20.00 al “Coffee and Cigarettes” di via Paladini, 23 a Lecce.

Molto più che interessante, anzi intrigante e molto bello questo lavoro degli AEDO.
L'album si apre con ACQUA e si chiude con PENELOPE, come se nell'andirivieni delle onde nel tessere e disfare una tela ci sia un attesa di qualcosa di positivo l'arrivo anche solo di una immagine benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura splendidi brani sono Le orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima anche LE TUE MANI. Le sonorità sono a volte rarefatte a volte forsennate come gli stati d'animo di una società in travaglio.
Belli i testi con sfumature agrodolci e le sonorità che vanno dalla ballad a brani più potenti intersecati da un' etnicità mai banale.
Un disco da non perdere per nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare sperare attraverso le splendide voci dei cantanti. (Oliviero Malaspina)

Nato nell’agosto del 2010, il progetto AEDO delinea un percorso lirico che si nutre delle radici del suono piegando il canto popolare alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e riconsiderazione di antichi miti fino a giungere a testi di natura contemporanea, lo spettacolo proposto restituisce un ricercato immaginario arcaico che si distingue in contesti molto diversi dimostrando di possedere quella natura poliedrica tipica del Teatro Canzone. Nel 2011 e 2012 gli AEDO si esibiscono in numerosi concerti, dividono il palco con artisti di fama internazionale come i RADIODERVISH e LUCA MORINO, realizzano una tournee nazionale che li porta a suonare a ROMA e BARI, vincono il Concorso OFFICINE DELLA MUSICA in occasione del quale viene prodotto un videoclip professionale del brano “MACARìA” realizzato dalla PUNTO EXE con la regia di GIANNI DE BLASI e sostenuto da diversi partner quali: UNIONE EUROPEA, PUGLIA SOUNDS, REGIONE PUGLIA, TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, PUGLIA PER TUTTE LE STAGIONI.

Gli AEDO sono:
Giovanni Saccomanno
voce e chitarra acustica
Eleonora Pascarelli voce
Mauro Pispico chitarra classica
Chiara Arcadi violino
Francesco Spada organetto
Giuseppe Donadei percussioni
Giorgio Kwiatkoswski basso


INFO


Coffee and Cigarettes - via Paladini, 23 - 73100 - Lecce
tel. 0832.244877

Dall’archeologia agli States: due giorni nel segno dell’arte - Cronaca - Gazzetta di Modena

Dall’archeologia agli States: due giorni nel segno dell’arte - Cronaca - Gazzetta di Modena

giovedì 28 marzo 2013

Gli AEDO incontrano il musicologo Giacomo Fronzi il 29 marzo 2013 alla Feltrinelli Point di Lecce




Gli AEDO in occasione dell’uscita del loro ultimo lavoro “Saluto al nemico” pubblicato per l’etichetta Ululati di Lupo editore, incontrano domani 29 marzo 2013 ore 19,00 il musicologo Giacomo Fronzi alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a con un’esibizione acustica e un piccolo showcase, mentre alle ore 20.30 saranno ospiti del programma SALENTO LIVE SU RADIO PETERPAN, che si può ascoltare anche in streaming su www.radiopeterpan.it e su iPhone e iPad scaricando l'applicazione gratuita e su tutti i dispositivi con applicazione ANDROID

Giacomo Fronzi (1981) è laureato in Filosofia (Università di Lecce) e in Musicologia (Università “Ca’ Foscari” di Venezia). Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Etica e antropologia filosofica all’Università del Salento, dove collabora e svolge attività di ricerca presso la cattedra di Estetica. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. Si interessa prevalentemente agli sviluppi dell’estetica contemporanea, alle problematiche dell’arte del Novecento e della filosofia della musica. Ha pubblicato i volumi Etica ed estetica della relazione (Milano 2009) e Contaminazioni. Esperienze estetiche nella contemporaneità (Milano 2010).

SALUTO AL NEMICO - Molto più che interessante, anzi intrigante e molto bello questo lavoro degli AEDO. L'album si apre con ACQUA e si chiude con PENELOPE, come se nell'andirivieni delle onde nel tessere e disfare una tela ci sia un attesa di qualcosa di positivo l'arrivo anche solo di una immagine benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura splendidi brani sono Le orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima anche LE TUE MANI. Le sonorità sono a volte rarefatte a volte forsennate come gli stati d'animo di una società in travaglio. Belli i testi con sfumature agrodolci e le sonorità che vanno dalla ballad a brani più potenti intersecati da un' etnicità mai banale.  Un disco da non perdere per nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare sperare attraverso le splendide voci dei cantanti. (Oliviero Malaspina)


AEDO - Nato nell’agosto del 2010, il progetto AEDO delinea un percorso lirico che si nutre delle radici del suono piegando il canto popolare alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e riconsiderazione di antichi miti fino a giungere a testi di natura contemporanea, lo spettacolo proposto restituisce un ricercato immaginario arcaico che si distingue in contesti molto diversi dimostrando di possedere quella natura poliedrica tipica del Teatro Canzone. Nel 2011 e 2012 gli AEDO si esibiscono in numerosi concerti, dividono il palco con artisti di fama internazionale come i RADIODERVISH e LUCA MORINO, realizzano una tournee nazionale che li porta a suonare a ROMA e BARI, vincono il Concorso OFFICINE DELLA MUSICA in occasione del quale viene prodotto un videoclip professionale del brano “MACARìA” realizzato dalla PUNTO EXE con la regia di GIANNI DE BLASI e sostenuto da diversi partner quali: UNIONE EUROPEA, PUGLIA SOUNDS, REGIONE PUGLIA, TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, PUGLIA PER TUTTE LE STAGIONI.

Gli AEDO sono:
Giovanni Saccomanno
voce e chitarra acustica
Eleonora Pascarelli voce
Mauro Pispico chitarra classica
Chiara Arcadi violino
Francesco Spada organetto
Giuseppe Donadei percussioni
Giorgio Kwiatkoswski basso



Info

Ufficio Stampa OverecoAgenzia

Finalmente disponibile: “Il cuore in disparte” di Roberta Pilar Jarussi, ebook 10 – Musicaos.it





 “I racconti di Roberta Jarussi hanno forza di verità perché la sua scrittura ti trascina con impeto espressivo nella vitalità tormentata dell’animo dei personaggi. Le sue parole sono disarmanti, bruciano distanze sentimentali con rapide fiammate. Al tempo stesso, però, divampano con microscopico e geometrico rigore. [...] Il cuore in disparte alterna passato e presente d’un incontro impossibile fino all’epilogo dell’abbandono subito dopo il vertice carnale della passione cosicché sarà per lei inevitabile «associare alla parola “sparizione”, lo strappo in corpo e il piacere assoluto, la ferita che è solo quando la carne si apre e pulsa. Il resto è niente» se non diventa scrittura.”

(Michele Trecca, La Gazzetta del Mezzogiorno)

“Il cuore in disparte” ci racconta di due mondi e due modi differenti per affrontare non solo la scrittura, ma anche la vita. C’è una via meticolosa dell’essere scrittore, quella di Filippo, che non si è fatta minimamente scalfire dall’ingresso massiccio dell’informatica nel pianeta della scrittura. Filippo scrive ancora con la matita e riempie risme di fogli A4, se non fosse per l’utilizzo sporadico che fa del pc per postare qualche racconto su internet si potrebbe a tutti gli effetti definire un “tecnoleso”, termine che da questo racconto di Roberta Pilar Jarussi entra con prepotenza nel nostro lessico, traducendo l’anglosassone “keeg”, ottenuto come speculare di “geek” (appassionato di tecnologia), e qui sdoganato dal dizionario degli appassionati per diventare pura letteratura.
E poi, accanto a quella di Filippo, c’è una vita, altrettanto meticolosa, maniacale, che si è fatta attraversare completamente dall’innovazione: Anna esce di casa con il portatile, e, quando le viene in mente qualcosa che deve scrivere, magari quando sta facendo una coda presso qualche sportello, piuttosto che prendere un taccuino e una penna apre l’ostrica del suo MacBook bianco (Montblanc per lui, white Mac per lei) e annota il suo pensiero. Ciò non toglie che la sua scrittura, pur immersa nel virtuale, non sia altrettanto ‘incisiva’ e scalfente. I due si sono incontrati per caso a un festival di scrittori, uno dei tanti, anche abbastanza affollato, nel sud del sud, in Lucania.

La bravura di Roberta Pilar Jarussi, in questo come negli altri racconti pubblicati di recente (“Panni sacri”, “La verità” presenti entrambi nella collana di narrativa di Musicaos), sta nel ‘riportare’ al lettore una realtà narrativa suddivisa su livelli differenti, facendo coincidere le diverse vicende, intersecandole, spiazzando, e, in poche pagine, mettendoci a tu per tu con i pensieri dei personaggi, con quello che è il loro passato immediato, con tutte le aspettative che vengono rivolte nel presente, fino a immaginare cosa sta per accadere lì, davanti ai suoi occhi, prontamente disatteso. È davvero difficile non resistere a questo gioco di rimandi e immedesimazioni, senza ‘prendere le parti’ o affezionarsi ai tic e ai modi di fare e dire di Anna e Filippo, per non parlare di tutto ciò che li circonda. Quando uno dei personaggi di Roberta Pilar Jarussi entra in un ambiente, sia esso un bar, un aeroporto o un ufficio, basta una battuta per ‘ottenere’ il personaggio, e tu sei lì, stai vivendo nella stessa scena, catturato da un potere evocativo che ti sbalordisce, ed è uno dei primi ‘sintomi da rilettura’. A questo si aggiunge l’altalena del tempo, con i flash-back, anche questi in perfetto montaggio, eventi passati da cui fuoriescono quelli presenti, e viceversa. La 504. Un numero assurdo, assegnato da un destino bizzarro alla stanza di una pensioncina che di stanze ne ha davvero poche. Un numero che diventerà ‘luogo’ per due corpi che si inseguono.

C’è una grande vastità che si nasconde nel cuore, e che si traduce tutta nella descrizione degli amanti al termine della battaglia d’amore, nei gesti che seguono, in quelli che precedono l’addio o il saluto. Roberta Pilar Jarussi, ne “Il cuore in disparte”, riesce ancora una volta, con una forza e un espressionismo unici, a trasformare in poesia, sorpresa e stupore, tutti quei piccoli frammenti di cui si compone una storia, o una non-storia, d’amore.

(dalla postfazione di Luciano Pagano)

ROBERTA PILAR JARUSSI. Ha pubblicato il romanzo “Nella casa” (2003, Palomar – collana Cromosoma Y, diretta da Michele Trecca e Andrea Consoli) e “Dal vivo”, racconti (2002 , zerozerosud). Nell’ottobre 2003, è selezionata a ‘Ricercare’ convegno-laboratorio per nuove scritture (Reggio Emilia), con un brano dell’allora inedito romanzo “Nella casa”. Con Musicaos ha pubblicato “Panni sacri” (Ebook 06 Musicaos) e “La verità” (Ebook 07 Musicaos).

ENRICO LO STORTO fotografo professionista, autore dell’immagine di copertina de “Il cuore in disparte“, è nato a Cerignola nel 1963, risiede a Foggia. Inizia a fotografare nei primi anni ’80 con una Olympus, per passare subito dopo alla Nikon, di cui possiede vari corpi corredati da ottiche fisse e non. Nel 2004 la sua espressione fotografica ha un forte scossone grazie sopratutto all’avvento del digitale che Lo Storto approfondisce, in ogni direzione. Enrico Lo Storto vanta varie partecipazioni e ammissioni a concorsi Internazionali e ultimamente ha collaborato con l’azienda italiana produttrice di gioielli, Bulgari. Già da numerosi anni è parte attiva del Foto Cine Club di Foggia di cui è anche docente oltre che facente parte delle commissioni Artistica e Formazione.

“IL CUORE IN DISPARTE”, di Roberta Pilar Jarussi, ebook 10 – Musicaos.it

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ebook@musicaos.it



Quando il “Buon Vento” arriva in tavola di Sabrina Merolla edito da il Gelsorosso. Intervento di Vander Tumiatti*



“Buon vento” è un titolo che fa spiccare il volo alla fantasia, fa venire voglia di viaggiare e farsi trasportare dai mille odori e colori di una terra piena di gusto e gente accogliente come la Puglia. Una guida sapiente, “Buon vento” di Sabrina Merolla, è il libro edito da Gelsorosso che porta il lettore a conoscere luoghi, sapori e storie piene di aneddoti curiosi e divertenti. Ma che, soprattutto, fa comprendere come, attraverso il sacrificio e il duro lavoro di qualche imprenditore e di una comunità “illuminata”, a certe latitudini si può realizzare sviluppo nel senso più ampio del termine.Anche di quello “verde”, ma questo lo spiegheremo più avanti! La pubblicazione in questione non è solo una buona mappatura di posti o suggestioni, ma anche un progetto editoriale che realizza una filosofia multisensoriale del piacere della tavola e della scoperta in senso totale. Un lavoro che fa, ad esempio, venir voglia di andare a visitare Alberobello e recarsi dal “Trullo d’oro” di Michele e Davide, sedersi in loro compagnia e gustare un buon piatto fumante di Spaghetti al Trullo. Magari poi fare una tappa alla “Cantina Pietro Taurino” e conoscere Francesco Taurino, figlio di Pietro a cui è stata dedicata la cantina, sorseggiare un bicchiere di spumante rosè come il “Congratulation” e farsi raccontare la storia di un sogno che diventa lavoro e passione.

Irrinunciabile poi la tappa ad Altamura, per fermarsi a “I luoghi di Pitti”. Assaporane l’ospitalità e i piatti prelibati e curati personalmente dai due fratelli che hanno investito tutto il loro amore per realizzare un progetto di vita che avevano sin da ragazzi, anche grazie all’incoraggiamento di nonna Maria Luigia, che cura la cucina e sperimenta ricette.

Come poi non “perdersi”nei vicoli del centro storico di Altamura e farsi catturare dal profumo che si diffonde per le stradine provenendo dal panificio “Il pane di Nunzio”, dal nome del sapiente maestro panificatore che ha ereditato il suo mestiere dalla famiglia. Sono solo esempi minimalistici della splendida pubblicazione realizzata da Sabrina Merolla, dove l’ingrediente fondamentale è l’amore per la propria terra, ma anche un innovativo senso del percepire e del parlare di business, del fare impresa, forse nella convinzione che una buona porzione di green marketing potrebbe passare proprio dal gusto e dall’enogastronomia turistica a “km 0”. Buon vento concretizza e colleziona nelle sue pagine una serie di preziosità territoriali che viaggiano con l’autrice anche oltre i confini regionali.

Sabrina Merolla, infatti, è stata recentemente invitata a Trento all’assemblea nazionale di Unionturismo (prestigioso osservatorio dei flussi, delle tendenze e della storia del turismo Italiano) in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica del Trentino, come fonte ispiratrice della sinergia tra le dolomiti trentine e le magnifiche spiagge della Puglia. Inoltre, a certificazione del carattere divulgativo svolto da questo libro, la scrittrice ha ricevuto il Premio Green 2012 dal Presidente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, “per essersi distinta, attraverso il suo impegno mediatico con il format televisivo e letterario Buon Vento, tra le personalità che più di altre hanno saputo negli ultimi tempi incarnare i due criteri fondamentali della meritocrazia e del green”. Libro dunque assolutamente da leggere e da degustare!

Buon vento. Viaggio nel gusto. Luoghi e protagonisti per scoprire la Puglia – Sabrina Merolla, € 18,00, 256 p., ill., rilegato
Editore – Gelsorosso (collana Fuori collana)

(*) imprenditore e fondatore di Sea Marconi Technologies


mercoledì 27 marzo 2013

TOSCANA vs. PUGLIA "fra tradizione e canzone d'autore"




Ci sarà la chitarra e la voce di MAURIZIO GERI e la voce e la chitarra di MASSIMO DONNO alla San Sebastian Vineria di via Malta a Copertino oggi mercoledì 27 marzo 2013 ore 21,00. L’appuntamento ha per titolo  TOSCANA vs. PUGLIA "fra tradizione e canzone d'autore"

MAURIZIO GERI (Toscana) - Inizia la carriera collaborando con la cantante ricercatrice Caterina Bueno, in seguito al suo recupero del repertorio musicale tradizionale della Montagna Pistoiese, come componente del Collettivo Folcloristico Montano.

Suonando in varie formazioni ha partecipato a festival di tutta Europa, Australia e Nord America, come il Folkest di Udine, Festival Parthenay (Francia - 1996), il Clusone Jazz Festival (1997), l'Expo di Lisbona (1998), Festival Django Reinhardt di Samois (Francia 2000), Festival di Sant Chartier (Francia 2000), Festival d'Ete di Québec (Canada - 2000), Harrison Festival (Canada 2003), Festival di Port Fairy e Blue Mountains (Australia - 2007) ed ha inciso circa dieci cd (vedi sotto discografia) sotto varie etichette. Nel 1989 vince la prima edizione dell'On the Road Festival di Pelago (FI), in coppia con Mimmo Epifani. Nel 2004 vince il Controfestival di Mantova con Banditaliana, nelle categorie Miglior repertorio e miglior esecuzione. Nel 2005 vince il Premio Loano della critica con Banditaliana. Banditaliana è stato riconosciuto come miglior disco dell'anno, per la rivista Folk Bullettin e Thapsos premiato con il Bravo dalla rivista Trad magazine e con lo Choc di Musique.

MASSIMO DONNO (Puglia)

Inizia lo studio della chitarra a tredici anni, a Corigliano d’Otranto, in Salento. Parte dal Blues, Funky, Rock, ma nel corso degli anni si fa forte l’avvicinamento al genere cantautoriale italiano e non. Grazie ai cantautori si fa grande la passione per i suoni acustici, sia del jazz che della musica etnica. Questa passione è ulteriormente accresciuta dalla terra in cui Massimo nasce. La prossimità di quella fascia di Sud, alle tante sfumature ed anime della musica mediterranea, rende ovvia la prossimità dei musicisti alla musica tipica di queste zone e alle varie contaminazioni che questa negli anni ha subito. Intorno al 2000 – 2001 Massimo, insieme a Luca Barrotta e ad altri amici – musicisti, da vita al suo primo progetto di folk d’autore: Allegra brigata Bodhran. In questo ensemble vengono elaborati suoni tradizionali del sud Italia, dei Balcani, i ritmi tradizionali ebraici del klezmer, uniti ai testi di cui Massimo è l’autore. Allegra Brigata viaggia spesso, da Milano a Teramo, da Roma a Pescara, a Parma, Prato, Cremona, Bologna, fino alla semifinale del “premio de Andrè”, a Messina, grazie a due brani scritti e musicati da Massimo. In questi live spesso la band ha avuto il piacere di ospitare musicisti di tutto rispetto nell’ambito della musica popolare, da Guido Sodo a Maurizio Deho, ecc. Con Allegra Brigata Bodhran realizza tre lavori: “Memorie” (2001), “In cerca d’autore” (2003), “Demo” (2006). Diversi brani di Massimo inoltre faranno parte negli anni di varie compilation di musica etnica e word music: ad esempio un brano composto a quattro mani con Gianluca Milanese (flauto traverso) confluisce nel 2005 nella compilation “Musichetnia 2”, prodotto dalla RedLand di Bari. In questi anni va inoltre avanti l’attività didattica di Massimo: si trasferisce a Bologna, dove vive dal 2003 e studia con chitarristi del calibro di Romano Trevisani (chitarrista di Vasco Rossi, Dalla, Nannini,ecc.), Guido Sodo, con cui affronta un approccio centrato sulla musica popolare del sud Italia, Maurizio Geri (Riccardo Tesi, Banditaliana,ecc.) con cui approfondisce lo studio della musica Manouche, un genere di confine tra il jazz, la musica zingara, il Walzer musette francese. Ha studiato scrittura creativa con lo scrittore e critico Michelangelo Zizzi e lettura espressiva/dizione con Paolo Magagna al teatro dell’ascolto nell’anno 2010/2011. Si laurea in Sociologia nel 2008, presso l’ Alma Mater Studiorum – Università degli studi di Bologna. Parallelamente Massimo sviluppa un’altra sensibilità, parallela a quella delle piazze e dei centri in cui si esibisce, e cioè la passione per gli ambienti intimi e raccolti in cui incontrare il pubblico da vicino: scrive per teatro diversi copioni, facendoli interagire con musiche inedite e composizioni cantautorali di De Andrè, Bertoli, Guccini, ecc.

Negli anni che vanno dal 2005 ad oggi, realizza diversi spettacoli:

“Ti saluto dai paesi di domani …” sulla vita di Fabrizio de Andrè;
“A ruota libera” sull’arte come espressione dei cosiddetti diversi, per natura e per cultura;
“Le Otto ore” ispirato alle musiche tradizionali di lavoro e immigrazione di tutta Italia;
“Incanti di Tango” orientato alla reinterpretazione di musica cantautorale in chiave tango/jazz;
“One hand Jack”, tratto da un monologo di Stefano Benni, con musiche di Fred Buscaglione;
“Ognuno ha l’inverno che merita” in cui alla sua prosa intreccia composizioni cantate e strumentali inedite.
Inoltre realizza, scrivendo i monologhi e arrangiando i brani di Fabrizio De Andrè, presso il Teatro dell’Ascolto di Bologna, una trilogia di spettacoli:
“… e tutto ciò lo chiamavo luna”, ispirato all’album “La Buona Novella”;
“Dall’inizio alla fune”, ispirato all’Album “non al denaro, non all’amore, né al cielo”;
“L’uomo che imparò a volare”, ispirato a “Storia di un impiegato”.

Negli anni inoltre Massimo è spesso ospite di progetti altrui, in cui opera da turnista: dalle performance popolari con i più grandi cultori della musica tradizionale salentina e non (Emanuela Gabrieli, Gianluca Milanese, Marcello Zappatore, Ovidio Venturoso, ecc.) alle pièce teatrali di vari registi in cui Massimo canta e suona la chitarra ( “Navigammo su fragili vascelli” , “stasera è più forte il dolore”, “Compagno cittadino …” di Alberto Minafra). Nel 2007 ha suonato circondato dalle coreografie del Maestro Tony Candeloro, uno dei più grandi rappresentati della danza contemporanea nel mondo. Nel 2009 collabora con l’attore Simone Franco per la realizzazione di uno spettacolo sulla musica e la letteratura argentina. Esperienza forte è anche l’incontro con Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo Bertoli, incontro avvenuto nella casa del cantautore scomparso nel 2002. Nasce un’intensa amicizia e collaborazione tra i due: Alberto è spesso ospite negli spettacoli di Massimo e viceversa, dividendo il palco con artisti del calibro di Franco Mussida (Premiata Formeria Marconi), Luca Bonaffini, ecc. In uno di questi live conosce il compianto Andrea Parodi, con il quale avrebbe diviso il palco in un concerto troppo a ridosso della sua prematura scomparsa. La collaborazione porta Massimo ed Alberto, accompagnati sempre da Luca Barrotta alla fisarmonica, ad esibirsi in festival e teatri, da Mantova a Firenze, fino alla provincia di Lecce. Nel 2010/2011 collabora con l’Osservatorio Astronomico di Bologna e l’Associazione per la Divulgazione delle Scienze Sofos, per la realizzazione dello spettacolo di osservazione astronomica/divulgazione scientifica dal titolo Racconti di cielo – Armonie tra mito e scienza.

Porta attualmente in giro diverse performance live, dalla musica etnica, alla cantautoriale, allo swing, al tango, ecc. fino alle esperienze da solista accompagnato solo da chitarre e loop machine.  Collabora come chitarrista con la cantante Afro – Brasiliana Nilza Costa e con il polistrumentista messicano Carlos la Bandera. Insieme al cantautore Gigi Marras, con cui collabora, guadagna la finale al premio Bindi 2011 e la finale al Premio Musicultura 2012 (Ex Premio Città di Recanati), entrando nel cd ufficiale con i brani dei 16 finalisti. A giugno, con un suo brano “Amore e Marchette”, vince “Promo”, mini-concorso su Ciao Radio, radio Emiliana, ricevendo il maggior numero di voti. A luglio 2012 è stato finalista al Premio Bindi riscuotendo ottimi risultati di pubblico e critica.  A settembre 2012 è stato finalista al Festival delle Arti di Bologna, contest organizzato da Andrea Mingardi. È stato finalista alla 14a edizione di Biella Festival Autori e Cantautori 2012, classificandosi tra i primi cinque. E' stato semifinalista al Tour Music Fest, il più grande festival europeo dedicato alla musica emergente, con la commissione artistica presieduta da Mogol. In Ottobre 2012 termina la registrazione del suo album solista in uscita nella primavera del 2013 per l’etichetta Ululati (Lupo Editore). Il Cd contiene numerose collaborazioni, da Maurizio Geri a Francesco del Prete, da Guido Sodo (Cantodiscanto) a Nilza Costa, Ovidio Venturoso e Giuseppe Spedicato (Bandadriatica), ecc.

LETTERATURA

Coltiva la primordiale passione per la scrittura. Nell’ottobre 2009 risulta tra gli autori scelti per il concorso indetto dal centro studi Kairos di Lecce che entreranno a far parte di un testo – raccolta delle opere vicine al tema della resistenza dal titolo “Lenti spiriti”. Il titolo dell’opera di Massimo è “Sogni al risveglio”, racconto metropolitano sulle forme di quotidiana ed individuale esistenza. Nel marzo del 2010 guadagna un secondo posto, con il racconto “Victor”, al concorso letterario “Lettere Matte – Scrittori per Talitha”, entrando così di diritto nel volume che comprenderà tutte le composizioni dei finalisti. Ad aprile 2010, con tre racconti “Pensieri macchiati di rosso”, “Victor”, “l’uomo che imparò a volare”, giunge tra i finalisti, guadagnando il titolo di “Segnalato” nel concorso letterario “La vita in prosa”. A settembre 2010 pubblica per l’Agenzia di Comunicazione IKOS di Bari un racconto nella raccolta di racconti “Cento storie per cento disegni” edito da Di Marsico.

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