Quando l'arte diventa un mezzo per raccontarsi e per mostrarsi autentici, anche nel farsi cogliere da un lieve rossore, dato da un piccolo moto dell'animo o dal palpitare del cuore per un amore ricambiato. Quando con l'arte si cerca di attirare l'attenzione verso tutto ciò che sembra anonimo e che ci sfugge. Quando l'arte è denuncia delle condizioni della donna, e non solo. Quando l'arte è poesia e colore.
lunedì 15 aprile 2013
domenica 14 aprile 2013
sabato 13 aprile 2013
giovedì 11 aprile 2013
VITA DI BORGATA. STORIA DI UNA NUOVA UMANITA’ TRA LE BARACCHE DELL'ACQUEDOTTO FELICE A ROMA di Roberto Sardelli (Kurumuny Edizioni)
Nell’ambito della rassegna
“Periferie romane: ieri, oggi” venerdì 12 aprile 2013 alle ore 17,00 ci sarà la
presentazione presso il CONSIGLIO METROPOLITANO di ROMA nella Casa della Città
Autogestita in Via Giovanni Giolitti, 231 a Roma, la presentazione del volume “Vita
di Borgata. Storia di una nuova umanità tra le baracche dell’Acquedotto Felice
a Roma” di Roberto Sardelli edito dalla casa editrice salentina Kurumuny.
Interverranno Roberto Sardelli autore del volume Vita di borgata; Enzo Scandurra
autore del volume Vite periferiche. Solitudine e marginalità in dieci quartieri
di Roma. Discutono con gli autori, Gualtiero Alunni, Gaia Pallottino, Lorenzo
Romito.
Alla fine degli anni Sessanta
(1968) un giovane prete, don Roberto Sardelli, fresco di seminario, formatosi
poi alla scuola di don Milani, si è battuto per il riscatto esistenziale e
morale dei baraccati di Roma. Coerente con la sua scelta di vita decise di
andare a vivere nelle baracche vicino all’Acquedotto Felice proprio perché tra
i baraccati, i suoi veri parrocchiani, più autentica sentiva la sua missione:
don Roberto abbandonò ogni tipo di copertura clericale, ogni privilegio, e
testimoniò una condivisione della loro esistenza, delle loro incertezze, delle
loro speranze, delle loro lotte. Scrive don Sardelli “occorreva aprire una
pagina completamente nuova che restituisse dignità alla scelta di un prete e
dignità alle persone cui egli si rivolgeva” e “incidere su una coscienza
narcotizzata dallo stigma dell’esclusione. Ridestare dal sonno la coscienza e
condurla a mostrare con orgoglio quello che si era nella realtà e a non
nascondersi umiliati, coperti di vergogna”.
Così animato da “un lampo di
follia creativa” Roberto Sardelli fondò la Scuola 725, cosiddetta dal numero civico della baracca
che la ospitava, e propose lo studio come leva per uscire da una situazione
umiliante in cui la città li aveva gettati. Studio a tempo pieno: non solo per
recuperare gli anni perduti in una scuola pubblica che li considerava ragazzi
perduti ma aiutare quei giovani a prendere coscienza della situazione che li
aveva discriminati con l’obiettivo di riconquistare dignità e umanità a chi era
stato relegato ai margini della società.
Questo obiettivo fu recepito e un
giorno i ragazzi della Scuola 725 scrissero una lettera aperta al sindaco
Clelio Darida per denunciare la grave situazione abitativa per la quale la loro
comunità soffriva da troppo tempo. Uno dei paragrafi di questa lettera recita
così: “Il luogo dove viviamo è un inferno. L’acqua nessuno può averla in casa.
La luce illumina solo un quarto dell’Acquedotto. (Dopo venticinque anni, nel
1970, è arrivata la luce elettrica. L’abbiamo presa con un attacco abusivo. Per
questo siamo stati tutti denunciati dal Comune). Dove c’è la scuola si va
avanti con il gas. L’umidità ci tiene compagnia per tutto l’inverno. Il caldo
soffocante l’estate. I pozzi neri si trovano a pochi metri dalle nostre
cosiddette abitazioni. Tutto il quartiere viene a scaricare ogni genere di
immondizie a cento metri dalle baracche”. Nonostante siano passati anni
dall’esperienza della Scuola 725, Vita di Borgata è un libro attuale, che,
mutatis mutandis, ci racconta quelli che sono ancora oggi i problemi di un
Paese che annaspa e fatica a trovare una via d’uscita da una crisi che non è
solo economica ma soprattutto culturale, etica e sociale. Don Roberto ci
insegna che la scuola è prioritaria sempre, anzi maggiore è il disagio
socio-economico e maggiore è la necessità di un luogo dove si formino le
coscienze, dove acquisire gli strumenti per la propria emancipazione, per
costruire il proprio futuro, dove imparare a declinare la propria libertà. E
quelle baracche dove vivevano cittadini italiani, in buona parte abruzzesi di
origine, sono state sostituite altrove da altre baracche, dove vivono altri
cittadini italiani ma di un’etnia diversa: i rom. E dalla parvenza di legalità
delle murature realizzate tra gli archi dell’Acquedotto Felice si è passati
all’illegalità da sgomberare delle lamiere messe insieme a ridosso delle sponde
dell’Aniene o nei vuoti urbani, negli spazi abbandonati al degrado, da ripulire
senza troppi scrupoli. “Proprio ora occorrono lampi di follia creativa.
Purtroppo noto in giro troppe braccia penzoloni e altre pronte a rattoppare i
guasti isolati e moltiplicati dalla crisi… Addormentati dalla cultura
amnestica, non siamo più in grado di attingere dal “fu” e di raccogliere quel
filo rosso che abbiamo lasciato cadere, ma che solo ci permetterebbe di
ritrovare la follia là dove, impaurita, si è annidata. Ci resta difficile
capire che la profezia ha il suo terreno di cultura nella privazione. Insomma
viviamo un tempo triste, ma è anche l’occasione buona per costruire, e la
scuola resta lo spazio principe per dare radici al progetto”.
Info
Kurumuny - http://www.kurumuny.it/
Dal contrasto alla riflessione: quando un bacio non è un bacio e l'acqua santa non è santa
Con le due installazioni “Il
bacio della buonanotte” e “La striscia di Gaza” l'artista genovese Paolo
Lorenzo Parisi parteciperà alla Biennale internazionale di arte moderna e
contemporanea “Ic Arts” che si inaugura il 21 aprile alle 15 nella sala
espositiva “Foro Boario” in piazza Garibaldi a Nizza Monferrato. Curatrici
della mostra Caterina Randazzo e Loredana Trestin, art director Anna Maria
Ferrari. Ancora una volta Parisi stupisce, provoca, sconvolge e fa riflettere
attraverso il contrasto tra sentimenti opposti (dolcezza/rabbia,
tenerezza/angoscia) ispirato dalla cronaca contemporanea o dalla storia del
Novecento e giocato sempre sul filo della dissacrazione.
Installazione “La striscia di
Gaza” - Una cartuccera viene riempita con le Madonnine di Lourdes contenenti
acqua santa, oggetti già usati in varie installazioni, e posata su un letto di
guanti di lattice, oggetto di culto di Paolo lorenzo Parisi. La provocazione
segue una serie di opere già presentate a Barcellona con i “Pappa Boys”
(orsetti di pelouches riempiti di guanti e ricuciti da filo chirurgico), “La
culla cinese” (installata a Palazzo Zenobio a Venezia), le foto “Oro Blu la Guerra Santa”
(presentate dopo varie mostre a Caserta al Castello di Casapozzano) e le Torte
Contemporanee esposte in Italia e all'estero.
Installazione “Il bacio della
buonanotte” - una mazza da baseball in legno viene rivestita dalle stagnole
pubblicitarie dei famosi cioccolatini “Baci Perugina”. Il riferimento è a tutto
ciò che si opera nell'oscurità della nostra vita sociale, familiare e pubblica,
ma le suggestioni e le interpretazioni emotive offerte all'osservatore possono
essere molteplici. Anche quest'opera viene posata su un letto di guanti di
lattice. Una curiosità: inizialmente il famoso cioccolatino venne chiamato
“Cazzotto” e solo in seguito diventò
“Bacio”, quasi una premonizione dell'opera.
Paolo Lorenzo Parisi – Biografia
(www.paololorenzoparisi.com)
Nato a Genova nel 1956, vive e
lavora a Genova. Da sempre interessato alla pittura e, in particolare, ai
maestri del '900, negli anni '90 è particolarmente apprezzato e stimato dal
critico d'arte Giuseppe Mortara, dalla scrittrice Milena Milani, che lo
presenta in varie mostre collettive e personali in Italia e all'estero, e dalla
gallerista Rosa Leonardi, esperta d'arte contemporanea. La sua necessità d'espressione non si
manifesta solo con la pittura ma anche nel campo dell'arte concettuale: così collabora
con la Galleria Passo
Blu di Federica Barcellona esponendo le sue installazioni in diverse
manifestazioni a Genova, Milano, Barcellona. Successivamente collabora con le
gallerie genovesi Artrè Gallery di Bruna Solinas, Il Cancello e, negli ultimi anni
si è intensificato il rapporto con la
Studio44 e con Immagine e colore con varie collettive e
personali. Tra le sue personali più significative, "Ho rivisto Elvis"
(Galleria d'arte contemporanea Il Cancello, Genova 2009) e
"Doppiasclero" (Galleria Studio 44, Genova 2008), entrambe di
carattere concettuale. Diverse opere di Parisi sono presenti in spazi
espositivi in Italia e all'estero. Grande successo ha riscosso tra il 2011 e il
2012 la sua installazione “Torte contemporanee” in Svizzera, a Genova, a Londra
e a Venezia. A maggio 2012 è stato ospite della galleria ArtWindow di
Barcellona con l'installazione “Pappa boys” e con una perosnale alla galleria
Immagine e colore gallery di Genova insieme a Maurizio Roman Melis.
Per ulteriori informazioni e per
interviste:
Ufficio stampa di Paolo Lorenzo
Parisi
dott.ssa Alessandra De Gregorio,
339-8906436
mercoledì 10 aprile 2013
martedì 9 aprile 2013
GLI AEDO A LECCE SUL PALCO DEL CONTEST 1MFESTIVAL
Prosegue con successo anche
domani 10 aprile 2013 il contest del 1MFestival, promosso dal primo Maggio in
collaborazione con Puglia Sounds, e continuerà sino al 13 aprile 2013, sul
palco delle “Officine Cantelmo” in Viale De Pietro, nell’ambito del progetto
“Officine della musica”. I vincitori della gara potranno esibirsi al concerto
del 1 maggio a Roma in diretta su Rai3 davanti a milioni di spettatori e
telespettatori. Un occasione irripetibile per band e artisti emergenti, che,
esibendosi dal vivo, si sfideranno a
furor di musica. A votarli saranno gli utenti internet attraverso il sito www.1mfestival.com,
sul quale verranno trasmesse in diretta streaming le esibizioni dei finalisti. Per domani 10 aprile alle ore 22,00, per
primi si esibiranno gli Aedo usciti da meno di un mese per l’etichetta Ululati
di Lupo editore con il loro nuovo lavoro “Saluto al nemico”.
“Molto più che interessante, anzi
intrigante e molto bello questo lavoro degli AEDO. L'album si apre con ACQUA e
si chiude con PENELOPE, come se nell'andirivieni delle onde nel tessere e
disfare una tela ci sia un attesa di qualcosa di positivo l'arrivo anche solo
di una immagine benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura
splendidi brani sono Le orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima
anche LE TUE MANI. Le sonorità sono a volte rarefatte a volte forsennate come
gli stati d'animo di una società in travaglio. Belli i testi con sfumature
agrodolci e le sonorità che vanno dalla ballad a brani più potenti intersecati
da un' etnicità mai banale. Un disco da
non perdere per nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare
sperare attraverso le splendide voci dei cantanti.” (Oliviero Malaspina)
AEDO - Nato nell’agosto del 2010, il progetto AEDO delinea un
percorso lirico che si nutre delle radici del suono piegando il canto popolare
alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e riconsiderazione di antichi
miti fino a giungere a testi di natura contemporanea, lo spettacolo proposto
restituisce un ricercato immaginario arcaico che si distingue in contesti molto
diversi dimostrando di possedere quella natura poliedrica tipica del Teatro
Canzone. Nel 2011 e 2012 gli AEDO si esibiscono in numerosi concerti, dividono
il palco con artisti di fama internazionale come i RADIODERVISH e LUCA MORINO,
realizzano una tournee nazionale che li porta a suonare a ROMA e BARI, vincono
il Concorso OFFICINE DELLA MUSICA in occasione del quale viene prodotto un
videoclip professionale del brano “MACARìA” realizzato dalla PUNTO EXE con la
regia di GIANNI DE BLASI e sostenuto da diversi partner quali: UNIONE EUROPEA,
PUGLIA SOUNDS, REGIONE PUGLIA, TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, PUGLIA PER TUTTE LE
STAGIONI.
Gli AEDO sono: Giovanni Saccomanno (voce e chitarra acustica); Eleonora
Pascarelli (voce); Mauro Pispico (chitarra classica); Chiara Arcadi (violino); Francesco
Spada (organetto); Giuseppe Donadei (percussioni); Giorgio Kwiatkoswski (basso).
Info Lupo editore - http://www.lupoeditore.it/lupo/
lunedì 8 aprile 2013
domenica 7 aprile 2013
“SENZA RUMORE” DI FERDINANDO SCAVRAN (Lupo Editore) ALLA FELTRINELLI POINT DI LECCE
La libreria Feltrinelli Point di
Lecce non si fa sfuggire neanche questa volta l’occasione di presentare al
pubblico l’intrigante romanzo di Ferdinando Scavran dal titolo “Senza Rumore” (Lupo
Editore) con la firma delle copie per opera dell’autore. L’appuntamento è per lunedì
8 aprile 2013 alla Feltrinelli Point in via Cavallotti 7/a (LECCE) ore 19,30.
Ares, un cinquantenne che
gestisce un piccolo ristorantino a Ioànnina, in Grecia, vive una vita semplice
e silenziosa, immerso nei suoi impegni quotidiani. Ripensa ad Anja, una donna
che sempre aveva ricercato e respinto, che vive in lui come un dolce tormento.
La vita tranquilla di ristoratore, che gli permette di assaporare un senso di
libertà, si trasformerà presto in un viaggio che lo porterà alla ricerca di sé,
immergendolo in un presente che ricorda un passato remoto intriso di mito e
letteratura. Durante quest’oscuro viaggio, Ares supererà le insidie del Fato e
il volere degli Dèi; sarà trascinato verso luoghi enigmatici e affronterà donne
che rievocano personaggi omerici. Ares scoprirà presto che realtà e mito si
fondono nell’uomo e un lontano passato storico è sempre pronto a riemergere,
all’improvviso. Senza rumore è la voce degli dèi che, con il loro volere,
conducono l’uomo verso il destino.
Ferdinando SCAVRAN - Di origine
veneta - nasce nella colonia spartana di Taranto, nel 1957. Oggi vive nel
Salento. Sociologo dal 1981 collabora con riviste e testate giornalistiche
nazionali. Studioso delle tradizioni, della storia, della religione e della
cultura greca, vive un'esperienza unica, intrisa di spiritualità e ascesi, come
ospite per motivi di studio, presso la Repubblica Teocratica
del Monte Athos in Calcidica nel 1983. Nel giugno del 1988, presso l'Istituto
Italiano di Cultura di Atene, presenta una raccolta di introspezioni legata da
un filo narrativo Io guerriero di Sparta, opera tradotta successivamente in
lingua greca. Il matrimonio con Flavia e la nascita dei figli Ares e Dafne
scrivono le pagine più importanti della sua vita. Nel 2000 pubblica Percorsi in
quota sul Massiccio del Pollino con mappa annessa (Ermes editore Potenza). Tra
il 2010 e il 2012 pubblica E gli dèi mi chiesero di tornare, e Ascolta le Ninfe
(Artebaria editore,Taranto) primi due romanzi di una trilogia che vede il
guerriero Ares tornare a vivere in un uomo di oggi.
Ufficio Stampa OverecoAgenzia
Feltrinelli Point - via
Cavallotti 7/a, 0832/331999
T’AMO in progress ovvero Centodieci artisti parlano d’amore. Patrocinio del Comune di Bitonto
Espongono: M.Addamiano,
G.M.Addante, I.Albano, C.Allegretta, A.Bagnardi, G.Barile, A.Barracchia,
L.Basile, Benna, R.Benetti, L.Bergamini, A.Biondi, M.Bonaduce, C.Bossi, A.Cacciapaglia,
L.Cacucciolo, D.Calfapietro, R.Cappelluti, V.Capurso, M.Caradonna, F.Carbone,
E.Carniani, E.Chiavarone, F.Chiricallo, M.Cipriani, M.Colonna, A.Copertino,
A.Cossu, N.Cultrera, V.deLeo, A.D'Elia, G.D'Elia, W.delliCarri, S.DePalma,
P.DeScisciolo, K.DiBari, C.Dicillo S.DiCostanzo, A.DiMichele, G.Dorigo,
D.Ferro, W.Festuccia, F.Fioriello, N.Filazzola, E.E.Gadaleta, L.Gelao,
S.Gesmundo, M.Gomes, C.Giulianelli, I.Guastamacchia, P.Guastamacchia, M.Labbe,
N.Liberatore, O.Liuzzi, E.Luiso, M.Manduzio, F.Manzini, G.Margini, G.Martino,
N.Maffia, N.Mastandrea, E.Mastria, G.Messenio, F.Mestria, P.Millico,
M.Molinari, F.Molinario, G.Morgese, K.Murrighile, L.Nannini, P.Ober, S.Orlando,
M.Paloscia, O.Panebianco, M.Pansini, PG.Pantaleo, G.Passerini, S.Pelle, G.Pensato,
P.Petrucci, B.Pierozzi, A.Pilato, M.Pompeo, A.Rapio, P.Ricco, M.Romani,
S.Rossi, E.Ruggiero, I.A.Rutigliano, V.Rutigliano, D.Salvadore, P.Sani,
A.Saracino, A.Savoi, D.Scarongella, P.Scialpi, D.Sforza, B.Simone, N.Sisto,
A.Spizzico, F.Tullo, G.Vallarelli, V.Vasallucci, S.Vendola, G.Visentini,
G.Volpe, C.Zanella, I.Zingaro
A cura di Giovanni Morgese
Interverranno:
Rocco Mangini ( Assessore al marketing
territoriale comune di Bitonto)
Luigi
Dello Russo (Critico e storico
dell’arte galleria Adsum)
Matteo
Masiello (artista)
Vernissage
giovedì 11 aprile 2013 ore 19,00
Presso
Civica Galleria di arte contemporanea –
Torrione Angioino - Bitonto
visitabile
dall’ 11 aprile al 10 maggio 2013
orari: dal
lunedì al sabato 10,00-13,00 16,00-20,00
Questa
mostra appare come uno spaccato, un microcosmo del multiforme ingegno artistico
italiano. Volutamente abbiamo messo insieme artisti di tutti i generi artistici
per documentare il variegato mondo dell’arte, astenendoci dal compito ingrato
della selezione. Siamo tutti sulla stessa barca!
Immaginate una grande
nave da crociera stracolma di viaggiatori, accomunati dagli stessi interessi e animati dalla comune passione per
l’arte, di ogni tendenza o corrente artistica, convinti di avere qualcosa da
dire e da comunicare agli altri e con la certezza e la libertà di essere
accettati in nome di un AMORE che supera le barriere del nostro IO artistico. Lo
sappiamo: ogni artista si crede migliore degli altri. Ma su questa nave
immaginaria vige la legge della convivenza pacifica e della condivisione.
Nessuna prevaricazione, nessun arrivismo, nessuna “prima donna”, nessuna
ricerca del successo fine a se stesso, nessuna sete di arricchimento personale,
nessuna invidia… insomma una comunità rappacificata e felice di convivere con
il proprio simile. Ma esiste questa nave? E se esiste quanti sono disposti a
salire su di essa e invertire la propria rotta? Quanti hanno il coraggio di
riconoscere la vacuità del mondo dell’arte tutto proteso alla cinica
autoaffermazione, alla celebrazione del proprio IO, alla discriminazione e
quindi decidono di mettersi in discussione? E’ certo, però, che esiste la
qualità e la diversità che un occhio esperto riconosce a prima vista. Questa
mostra è una dimostrazione di come, pur essendo diversi in qualità, profondità,
ricerca della bellezza, tutti possono
convivere in armonia. Quanto detto è solo un’introduzione, una provocazione, un
sogno… un “AMO”che lanciamo nel mare agitato dell’arte perché faccia riflettere e accompagnare il vostro
viaggio.
In concomitanza con la
mostra ci saranno delle visite guidate alle due collezioni permanenti di arte
contemporanea presenti nella Galleria Civica del Torrione Angioino a cura dei
volontari del servizio civile nazionale : “Bitonto la storia e il futuro”
ADSUM
artecontemporanea
www.retearte.it
- adsum.arte@libero.it Tel.
3476502478 –
Art director: MARIA BONADUCE e
GIOVANNI MORGESE
Critico e storico dell’arte:
LUIGI DELLO RUSSO
Ufficio stampa: NICOLO’ MARINO
CECI
Comunicazione e marketing:
FRANCESCO PARISI
Progetto grafico: SABRINA VENDOLA
Collaboratori: GIANRAFFAELE
PORFILIO – NICOLA MASTANDREA – GIUSEPPE MARELLA
sabato 6 aprile 2013
venerdì 5 aprile 2013
mercoledì 3 aprile 2013
“La didattica dell’odio” (Bel Ami Edizioni) di Danilo Cipollini in Puglia il 5, 6 e 7 aprile 2013
Il 5, 6 e 7 aprile Danilo
Cipollini presenta il suo libro visionario in tre tappe inedite a Lecce e Bari.
E’ stato scritto in tempi non sospetti, tenuto nel cassetto per tre anni e
pubblicato soltanto lo scorso gennaio. “La didattica dell’odio”, primo romanzo
del ventinovenne romano Danilo Cipollini, sembra predire il futuro e raccontare
la realtà politica contemporanea con ironia e sarcasmo, senza risparmiare
nessuno. La storia è quella di un dispotico presidente del consiglio e di un
comico, sua nemesi, che si ritroverà a dover improvvisamente crescere a
quarant’anni capeggiando un’improbabile rivoluzione. Tutto inizia con il
comizio del partito Macchia Rossa: apparentemente pacifico, poi ci scappa il
morto. E allora che viene istituito il reato di Odio ed un saggio di filosofia
diventa un romanzo tutto da scoprire.
Danilo Cipollini sarà:
- il 5 aprile alle 20.45 al Womb
a Cavallino – Lecce (strada vicinale Bernardini), presenta la giornalista
Alessandra Bianco;
- il 6 aprile alle 20 al
Feltrinelli Point di Lecce (via Felice Cavallotti, 7/a), presenta Stefano Donno
critico letterario ed autore della prefazione del libro, interviene Gianluca
Pasca empire consulting business department direction e presidente
dell'associazione CRF - centro Ricerca e Formazione;
- il 7 aprile alle 19 alla
libreria Zaùm/ interno 4 a
Bari (via Cardassi 85/87), presenta la giornalista Alessandra Bianco;
Ai reading, tutti ad ingresso libero,
parteciperà anche Marco Inguscio, giovane autore leccese di prose brevi che
indagano l’intimità precaria delle nostre generazioni. I suoi testi sono
inseriti nell’antologia “Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo” edita
anch’essa da Bel Ami Edizioni.
TONY TORMENTA di Rosanna Rubino (Fanucci – Collana Chrono)
“Stanco dell’aldilà, Philip K.
Dick si è reincarnato (era ora!) e ha scelto una napoletana tostissima, dalla
scrittura implacabile e dalla fantasia assassina, abissale, travolgente.
Leggete Tony Tormenta, non ve ne pentirete.”
(Raul Montanari)
A metà strada tra l’Huckleberry
Finn di Twain e Il giovane Holden di Salinger, con personaggi che sembrano
usciti dalla penna di Joe Lansdale o dello Stephen King di Stand by me, il
romanzo d’esordio di questa nuova voce della narrativa italiana,Tony Tormenta.
è un grande affresco sull’adolescenza. Un registro che oscilla sempre tra il
comico e il grottesco, una sapiente miscela di suspense e azione. Una macchina
narrativa poderosa. Una scrittura ipnotica dà vita a un romanzo surreale e
lacerante.
Tony Tormenta ha 16 anni, una
madre che lo ha tirato su da sola e una smodata passione per i libri di
medicina. Due soli veri amici, il cane Boa e la sua bicicletta. Giù in città, a
Mammoth Rock, qualcuno dice che Tony sia un po’ ritardato. Secondo alcuni è una
specie di menagramo. A detta di altri è una specie di genio. Eppure Tony
nasconde un segreto. Dietro l’apparente fragilità il ragazzo cela un potere
magnifico e terribile. Ma la vita, per Tony, è soprattutto stupore, incanto, un
susseguirsi ininterrotto di avventure. Alla fine, come in ogni romanzo che si
rispetti, Tony fa l’incontro della vita. Quello capace di segnare per sempre
un’esistenza. Marla è una ragazzina albina. Una teenager sui generis. I due
s’innamorano. Sarà la vita a separarli e farli incontrare di nuovo.
Rosanna Rubino, nasce a Napoli
nel 1973. Dopo la laurea in architettura e la specializzazione in marketing
strategico e strategia d’impresa, ha lavorato nel settore del design come
consulente aziendale. Da cinque anni opera nel settore della consulenza
finanziaria in ambito immobiliare. Dal 2003 al 2006 ha insegnato Marketing
strategico e project management come docente a contratto presso il Politecnico
di Milano e presso la
Seconda Università degli Studi di Napoli. È mamma di Sophie,
una bambina di tre anni. Vive e lavora a Milano. Tony Tormenta è il suo primo
romanzo.
martedì 2 aprile 2013
lunedì 1 aprile 2013
domenica 31 marzo 2013
Gli AEDO oggi al Coffe and Cigarettes
Nel suggestivo locale “Coffee and
Cigarettes” di Lecce in via Paladini 23 ci sarà un’occasione nuova per
festeggiare la Pasqua
e un motivo in più per stare insieme con gli AEDO e il loro lavoro musicale
etno-folk. Ci sarà la presentazione a cura di Francesco Spadafora (musicologo).
Imperdibile: Domenica 31 marzo
2013, ore 20.00 al “Coffee and Cigarettes” di via Paladini, 23 a Lecce.
Molto più che interessante, anzi
intrigante e molto bello questo lavoro degli AEDO.
L'album si apre con ACQUA e si
chiude con PENELOPE, come se nell'andirivieni delle onde nel tessere e disfare
una tela ci sia un attesa di qualcosa di positivo l'arrivo anche solo di una
immagine benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura splendidi brani
sono Le orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima anche LE TUE MANI.
Le sonorità sono a volte rarefatte a volte forsennate come gli stati d'animo di
una società in travaglio.
Belli i testi con sfumature
agrodolci e le sonorità che vanno dalla ballad a brani più potenti intersecati
da un' etnicità mai banale.
Un disco da non perdere per
nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare sperare attraverso le
splendide voci dei cantanti. (Oliviero Malaspina)
Nato nell’agosto del 2010, il
progetto AEDO delinea un percorso lirico che si nutre delle radici del suono
piegando il canto popolare alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e
riconsiderazione di antichi miti fino a giungere a testi di natura
contemporanea, lo spettacolo proposto restituisce un ricercato immaginario
arcaico che si distingue in contesti molto diversi dimostrando di possedere
quella natura poliedrica tipica del Teatro Canzone. Nel 2011 e 2012 gli AEDO si
esibiscono in numerosi concerti, dividono il palco con artisti di fama
internazionale come i RADIODERVISH e LUCA MORINO, realizzano una tournee
nazionale che li porta a suonare a ROMA e BARI, vincono il Concorso OFFICINE
DELLA MUSICA in occasione del quale viene prodotto un videoclip professionale
del brano “MACARìA” realizzato dalla PUNTO EXE con la regia di GIANNI DE BLASI
e sostenuto da diversi partner quali: UNIONE EUROPEA, PUGLIA SOUNDS, REGIONE
PUGLIA, TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, PUGLIA PER TUTTE LE STAGIONI.
Gli AEDO sono:
Giovanni Saccomanno
voce e chitarra acustica
Eleonora Pascarelli voce
Mauro Pispico chitarra classica
Chiara Arcadi violino
Francesco Spada organetto
Giuseppe Donadei percussioni
Giorgio Kwiatkoswski basso
INFO
Coffee and Cigarettes - via
Paladini, 23 - 73100 - Lecce
tel. 0832.244877
sabato 30 marzo 2013
venerdì 29 marzo 2013
giovedì 28 marzo 2013
Gli AEDO incontrano il musicologo Giacomo Fronzi il 29 marzo 2013 alla Feltrinelli Point di Lecce
Gli AEDO in occasione dell’uscita
del loro ultimo lavoro “Saluto al nemico” pubblicato per l’etichetta Ululati di
Lupo editore, incontrano domani 29 marzo 2013 ore 19,00 il musicologo Giacomo
Fronzi alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a con un’esibizione
acustica e un piccolo showcase, mentre alle ore 20.30 saranno ospiti del
programma SALENTO LIVE SU RADIO PETERPAN, che si può ascoltare anche in
streaming su www.radiopeterpan.it e
su iPhone e iPad scaricando l'applicazione gratuita e su tutti i dispositivi
con applicazione ANDROID
Giacomo Fronzi (1981) è laureato in Filosofia (Università di Lecce)
e in Musicologia (Università “Ca’ Foscari” di Venezia). Ha conseguito il titolo
di dottore di ricerca in Etica e antropologia filosofica all’Università del
Salento, dove collabora e svolge attività di ricerca presso la cattedra di
Estetica. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “Tito Schipa” di
Lecce. Si interessa prevalentemente agli sviluppi dell’estetica contemporanea,
alle problematiche dell’arte del Novecento e della filosofia della musica. Ha
pubblicato i volumi Etica ed estetica della relazione (Milano 2009) e
Contaminazioni. Esperienze estetiche nella contemporaneità (Milano 2010).
SALUTO AL NEMICO - Molto più che interessante, anzi intrigante e
molto bello questo lavoro degli AEDO. L'album si apre con ACQUA e si chiude con
PENELOPE, come se nell'andirivieni delle onde nel tessere e disfare una tela ci
sia un attesa di qualcosa di positivo l'arrivo anche solo di una immagine
benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura splendidi brani sono Le
orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima anche LE TUE MANI. Le
sonorità sono a volte rarefatte a volte forsennate come gli stati d'animo di
una società in travaglio. Belli i testi con sfumature agrodolci e le sonorità
che vanno dalla ballad a brani più potenti intersecati da un' etnicità mai
banale. Un disco da non perdere per
nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare sperare attraverso le
splendide voci dei cantanti. (Oliviero Malaspina)
AEDO - Nato nell’agosto del 2010,
il progetto AEDO delinea un percorso lirico che si nutre delle radici del suono
piegando il canto popolare alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e
riconsiderazione di antichi miti fino a giungere a testi di natura
contemporanea, lo spettacolo proposto restituisce un ricercato immaginario
arcaico che si distingue in contesti molto diversi dimostrando di possedere
quella natura poliedrica tipica del Teatro Canzone. Nel 2011 e 2012 gli AEDO si
esibiscono in numerosi concerti, dividono il palco con artisti di fama
internazionale come i RADIODERVISH e LUCA MORINO, realizzano una tournee
nazionale che li porta a suonare a ROMA e BARI, vincono il Concorso OFFICINE
DELLA MUSICA in occasione del quale viene prodotto un videoclip professionale
del brano “MACARìA” realizzato dalla PUNTO EXE con la regia di GIANNI DE BLASI
e sostenuto da diversi partner quali: UNIONE EUROPEA, PUGLIA SOUNDS, REGIONE PUGLIA,
TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, PUGLIA PER TUTTE LE STAGIONI.
Gli AEDO sono:
Giovanni Saccomanno
voce e chitarra acustica
Eleonora Pascarelli voce
Mauro Pispico chitarra classica
Chiara Arcadi violino
Francesco Spada organetto
Giuseppe Donadei percussioni
Giorgio Kwiatkoswski basso
Info
Ufficio Stampa OverecoAgenzia
Finalmente disponibile: “Il cuore in disparte” di Roberta Pilar Jarussi, ebook 10 – Musicaos.it
“I racconti di Roberta Jarussi hanno
forza di verità perché la sua scrittura ti trascina con impeto espressivo nella
vitalità tormentata dell’animo dei personaggi. Le sue parole sono disarmanti,
bruciano distanze sentimentali con rapide fiammate. Al tempo stesso, però,
divampano con microscopico e geometrico rigore. [...] Il cuore in disparte
alterna passato e presente d’un incontro impossibile fino all’epilogo
dell’abbandono subito dopo il vertice carnale della passione cosicché sarà per
lei inevitabile «associare alla parola “sparizione”, lo strappo in corpo e il
piacere assoluto, la ferita che è solo quando la carne si apre e pulsa. Il
resto è niente» se non diventa scrittura.”
(Michele Trecca, La Gazzetta del Mezzogiorno)
“Il cuore in disparte” ci
racconta di due mondi e due modi differenti per affrontare non solo la
scrittura, ma anche la vita. C’è una via meticolosa dell’essere scrittore,
quella di Filippo, che non si è fatta minimamente scalfire dall’ingresso
massiccio dell’informatica nel pianeta della scrittura. Filippo scrive ancora
con la matita e riempie risme di fogli A4, se non fosse per l’utilizzo
sporadico che fa del pc per postare qualche racconto su internet si potrebbe a
tutti gli effetti definire un “tecnoleso”, termine che da questo racconto di
Roberta Pilar Jarussi entra con prepotenza nel nostro lessico, traducendo
l’anglosassone “keeg”, ottenuto come speculare di “geek” (appassionato di
tecnologia), e qui sdoganato dal dizionario degli appassionati per diventare
pura letteratura.
E poi, accanto a quella di
Filippo, c’è una vita, altrettanto meticolosa, maniacale, che si è fatta
attraversare completamente dall’innovazione: Anna esce di casa con il
portatile, e, quando le viene in mente qualcosa che deve scrivere, magari
quando sta facendo una coda presso qualche sportello, piuttosto che prendere un
taccuino e una penna apre l’ostrica del suo MacBook bianco (Montblanc per lui,
white Mac per lei) e annota il suo pensiero. Ciò non toglie che la sua
scrittura, pur immersa nel virtuale, non sia altrettanto ‘incisiva’ e
scalfente. I due si sono incontrati per caso a un festival di scrittori, uno
dei tanti, anche abbastanza affollato, nel sud del sud, in Lucania.
La bravura di Roberta Pilar Jarussi,
in questo come negli altri racconti pubblicati di recente (“Panni sacri”, “La
verità” presenti entrambi nella collana di narrativa di Musicaos), sta nel
‘riportare’ al lettore una realtà narrativa suddivisa su livelli differenti,
facendo coincidere le diverse vicende, intersecandole, spiazzando, e, in poche
pagine, mettendoci a tu per tu con i pensieri dei personaggi, con quello che è
il loro passato immediato, con tutte le aspettative che vengono rivolte nel
presente, fino a immaginare cosa sta per accadere lì, davanti ai suoi occhi,
prontamente disatteso. È davvero difficile non resistere a questo gioco di
rimandi e immedesimazioni, senza ‘prendere le parti’ o affezionarsi ai tic e ai
modi di fare e dire di Anna e Filippo, per non parlare di tutto ciò che li
circonda. Quando uno dei personaggi di Roberta Pilar Jarussi entra in un
ambiente, sia esso un bar, un aeroporto o un ufficio, basta una battuta per
‘ottenere’ il personaggio, e tu sei lì, stai vivendo nella stessa scena,
catturato da un potere evocativo che ti sbalordisce, ed è uno dei primi
‘sintomi da rilettura’. A questo si aggiunge l’altalena del tempo, con i
flash-back, anche questi in perfetto montaggio, eventi passati da cui
fuoriescono quelli presenti, e viceversa. La 504. Un numero assurdo, assegnato
da un destino bizzarro alla stanza di una pensioncina che di stanze ne ha
davvero poche. Un numero che diventerà ‘luogo’ per due corpi che si inseguono.
C’è una grande vastità che si
nasconde nel cuore, e che si traduce tutta nella descrizione degli amanti al
termine della battaglia d’amore, nei gesti che seguono, in quelli che precedono
l’addio o il saluto. Roberta Pilar Jarussi, ne “Il cuore in disparte”, riesce
ancora una volta, con una forza e un espressionismo unici, a trasformare in
poesia, sorpresa e stupore, tutti quei piccoli frammenti di cui si compone una
storia, o una non-storia, d’amore.
(dalla postfazione di Luciano
Pagano)
ROBERTA PILAR JARUSSI. Ha
pubblicato il romanzo “Nella casa” (2003, Palomar – collana Cromosoma Y,
diretta da Michele Trecca e Andrea Consoli) e “Dal vivo”, racconti (2002 ,
zerozerosud). Nell’ottobre 2003, è selezionata a ‘Ricercare’
convegno-laboratorio per nuove scritture (Reggio Emilia), con un brano
dell’allora inedito romanzo “Nella casa”. Con Musicaos ha pubblicato “Panni
sacri” (Ebook 06 Musicaos) e “La verità” (Ebook 07 Musicaos).
ENRICO LO STORTO fotografo
professionista, autore dell’immagine di copertina de “Il cuore in disparte“, è
nato a Cerignola nel 1963, risiede a Foggia. Inizia a fotografare nei primi
anni ’80 con una Olympus, per passare subito dopo alla Nikon, di cui possiede
vari corpi corredati da ottiche fisse e non. Nel 2004 la sua espressione
fotografica ha un forte scossone grazie sopratutto all’avvento del digitale che
Lo Storto approfondisce, in ogni direzione. Enrico Lo Storto vanta varie
partecipazioni e ammissioni a concorsi Internazionali e ultimamente ha
collaborato con l’azienda italiana produttrice di gioielli, Bulgari. Già da
numerosi anni è parte attiva del Foto Cine Club di Foggia di cui è anche
docente oltre che facente parte delle commissioni Artistica e Formazione.
“IL CUORE IN DISPARTE”, di
Roberta Pilar Jarussi, ebook 10 – Musicaos.it
info
ebook@musicaos.it
Quando il “Buon Vento” arriva in tavola di Sabrina Merolla edito da il Gelsorosso. Intervento di Vander Tumiatti*
“Buon vento” è un titolo che fa
spiccare il volo alla fantasia, fa venire voglia di viaggiare e farsi
trasportare dai mille odori e colori di una terra piena di gusto e gente
accogliente come la
Puglia. Una guida sapiente, “Buon vento” di Sabrina Merolla,
è il libro edito da Gelsorosso che porta il lettore a conoscere luoghi, sapori
e storie piene di aneddoti curiosi e divertenti. Ma che, soprattutto, fa
comprendere come, attraverso il sacrificio e il duro lavoro di qualche
imprenditore e di una comunità “illuminata”, a certe latitudini si può
realizzare sviluppo nel senso più ampio del termine.Anche di quello “verde”, ma
questo lo spiegheremo più avanti! La pubblicazione in questione non è solo una
buona mappatura di posti o suggestioni, ma anche un progetto editoriale che
realizza una filosofia multisensoriale del piacere della tavola e della
scoperta in senso totale. Un lavoro che fa, ad esempio, venir voglia di andare
a visitare Alberobello e recarsi dal “Trullo d’oro” di Michele e Davide,
sedersi in loro compagnia e gustare un buon piatto fumante di Spaghetti al
Trullo. Magari poi fare una tappa alla “Cantina Pietro Taurino” e conoscere
Francesco Taurino, figlio di Pietro a cui è stata dedicata la cantina,
sorseggiare un bicchiere di spumante rosè come il “Congratulation” e farsi
raccontare la storia di un sogno che diventa lavoro e passione.
Irrinunciabile poi la tappa ad
Altamura, per fermarsi a “I luoghi di Pitti”. Assaporane l’ospitalità e i
piatti prelibati e curati personalmente dai due fratelli che hanno investito
tutto il loro amore per realizzare un progetto di vita che avevano sin da
ragazzi, anche grazie all’incoraggiamento di nonna Maria Luigia, che cura la
cucina e sperimenta ricette.
Come poi non “perdersi”nei vicoli
del centro storico di Altamura e farsi catturare dal profumo che si diffonde
per le stradine provenendo dal panificio “Il pane di Nunzio”, dal nome del
sapiente maestro panificatore che ha ereditato il suo mestiere dalla famiglia.
Sono solo esempi minimalistici della splendida pubblicazione realizzata da
Sabrina Merolla, dove l’ingrediente fondamentale è l’amore per la propria
terra, ma anche un innovativo senso del percepire e del parlare di business,
del fare impresa, forse nella convinzione che una buona porzione di green
marketing potrebbe passare proprio dal gusto e dall’enogastronomia turistica a
“km 0”.
Buon vento concretizza e colleziona nelle sue pagine una serie di preziosità
territoriali che viaggiano con l’autrice anche oltre i confini regionali.
Sabrina Merolla, infatti, è stata
recentemente invitata a Trento all’assemblea nazionale di Unionturismo
(prestigioso osservatorio dei flussi, delle tendenze e della storia del turismo
Italiano) in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica del Trentino,
come fonte ispiratrice della sinergia tra le dolomiti trentine e le magnifiche
spiagge della Puglia. Inoltre, a certificazione del carattere divulgativo
svolto da questo libro, la scrittrice ha ricevuto il Premio Green 2012 dal
Presidente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, “per essersi distinta,
attraverso il suo impegno mediatico con il format televisivo e letterario Buon
Vento, tra le personalità che più di altre hanno saputo negli ultimi tempi
incarnare i due criteri fondamentali della meritocrazia e del green”. Libro dunque assolutamente da
leggere e da degustare!
Buon vento. Viaggio nel gusto. Luoghi e protagonisti per scoprire la Puglia – Sabrina Merolla, €
18,00, 256 p., ill., rilegato
Editore – Gelsorosso (collana Fuori collana)
(*) imprenditore e fondatore di
Sea Marconi Technologies
mercoledì 27 marzo 2013
TOSCANA vs. PUGLIA "fra tradizione e canzone d'autore"
Ci sarà la chitarra e la voce di
MAURIZIO GERI e la voce e la chitarra di MASSIMO DONNO alla San Sebastian
Vineria di via Malta a Copertino oggi mercoledì 27 marzo 2013 ore 21,00.
L’appuntamento ha per titolo TOSCANA vs.
PUGLIA "fra tradizione e canzone d'autore"
MAURIZIO GERI (Toscana) - Inizia la carriera collaborando con la
cantante ricercatrice Caterina Bueno, in seguito al suo recupero del repertorio
musicale tradizionale della Montagna Pistoiese, come componente del Collettivo
Folcloristico Montano.
Suonando in varie formazioni ha
partecipato a festival di tutta Europa, Australia e Nord America, come il
Folkest di Udine, Festival Parthenay (Francia - 1996), il Clusone Jazz Festival
(1997), l'Expo di Lisbona (1998), Festival Django Reinhardt di Samois (Francia
2000), Festival di Sant Chartier (Francia 2000), Festival d'Ete di Québec
(Canada - 2000), Harrison Festival (Canada 2003), Festival di Port Fairy e Blue
Mountains (Australia - 2007) ed ha inciso circa dieci cd (vedi sotto
discografia) sotto varie etichette. Nel 1989 vince la prima edizione dell'On
the Road Festival di Pelago (FI), in coppia con Mimmo Epifani. Nel 2004 vince
il Controfestival di Mantova con Banditaliana, nelle categorie Miglior
repertorio e miglior esecuzione. Nel 2005 vince il Premio Loano della critica
con Banditaliana. Banditaliana è stato riconosciuto come miglior disco
dell'anno, per la rivista Folk Bullettin e Thapsos premiato con il Bravo dalla
rivista Trad magazine e con lo Choc di Musique.
MASSIMO DONNO (Puglia)
Inizia lo studio della chitarra a
tredici anni, a Corigliano d’Otranto, in Salento. Parte dal Blues, Funky, Rock,
ma nel corso degli anni si fa forte l’avvicinamento al genere cantautoriale
italiano e non. Grazie ai cantautori si fa grande la passione per i suoni
acustici, sia del jazz che della musica etnica. Questa passione è ulteriormente
accresciuta dalla terra in cui Massimo nasce. La prossimità di quella fascia di
Sud, alle tante sfumature ed anime della musica mediterranea, rende ovvia la
prossimità dei musicisti alla musica tipica di queste zone e alle varie
contaminazioni che questa negli anni ha subito. Intorno al 2000 – 2001 Massimo,
insieme a Luca Barrotta e ad altri amici – musicisti, da vita al suo primo
progetto di folk d’autore: Allegra brigata Bodhran. In questo ensemble vengono
elaborati suoni tradizionali del sud Italia, dei Balcani, i ritmi tradizionali
ebraici del klezmer, uniti ai testi di cui Massimo è l’autore. Allegra Brigata
viaggia spesso, da Milano a Teramo, da Roma a Pescara, a Parma, Prato, Cremona,
Bologna, fino alla semifinale del “premio de Andrè”, a Messina, grazie a due
brani scritti e musicati da Massimo. In questi live spesso la band ha avuto il
piacere di ospitare musicisti di tutto rispetto nell’ambito della musica
popolare, da Guido Sodo a Maurizio Deho, ecc. Con Allegra Brigata Bodhran
realizza tre lavori: “Memorie” (2001), “In cerca d’autore” (2003), “Demo”
(2006). Diversi brani di Massimo inoltre faranno parte negli anni di varie
compilation di musica etnica e word music: ad esempio un brano composto a
quattro mani con Gianluca Milanese (flauto traverso) confluisce nel 2005 nella
compilation “Musichetnia 2”,
prodotto dalla RedLand di Bari. In questi anni va inoltre avanti l’attività
didattica di Massimo: si trasferisce a Bologna, dove vive dal 2003 e studia con
chitarristi del calibro di Romano Trevisani (chitarrista di Vasco Rossi, Dalla,
Nannini,ecc.), Guido Sodo, con cui affronta un approccio centrato sulla musica
popolare del sud Italia, Maurizio Geri (Riccardo Tesi, Banditaliana,ecc.) con
cui approfondisce lo studio della musica Manouche, un genere di confine tra il
jazz, la musica zingara, il Walzer musette francese. Ha studiato scrittura
creativa con lo scrittore e critico Michelangelo Zizzi e lettura
espressiva/dizione con Paolo Magagna al teatro dell’ascolto nell’anno
2010/2011. Si laurea in Sociologia nel 2008, presso l’ Alma Mater Studiorum –
Università degli studi di Bologna. Parallelamente Massimo sviluppa un’altra
sensibilità, parallela a quella delle piazze e dei centri in cui si esibisce, e
cioè la passione per gli ambienti intimi e raccolti in cui incontrare il
pubblico da vicino: scrive per teatro diversi copioni, facendoli interagire con
musiche inedite e composizioni cantautorali di De Andrè, Bertoli, Guccini, ecc.
Negli anni che vanno dal 2005 ad oggi, realizza diversi spettacoli:
“Ti saluto dai paesi di domani …”
sulla vita di Fabrizio de Andrè;
“A ruota libera” sull’arte come
espressione dei cosiddetti diversi, per natura e per cultura;
“Le Otto ore” ispirato alle
musiche tradizionali di lavoro e immigrazione di tutta Italia;
“Incanti di Tango” orientato alla
reinterpretazione di musica cantautorale in chiave tango/jazz;
“One hand Jack”, tratto da un monologo
di Stefano Benni, con musiche di Fred Buscaglione;
“Ognuno ha l’inverno che merita”
in cui alla sua prosa intreccia composizioni cantate e strumentali inedite.
Inoltre realizza, scrivendo i
monologhi e arrangiando i brani di Fabrizio De Andrè, presso il Teatro
dell’Ascolto di Bologna, una trilogia di spettacoli:
“… e tutto ciò lo chiamavo luna”,
ispirato all’album “La
Buona Novella”;
“Dall’inizio alla fune”, ispirato
all’Album “non al denaro, non all’amore, né al cielo”;
“L’uomo che imparò a volare”,
ispirato a “Storia di un impiegato”.
Negli anni inoltre Massimo è
spesso ospite di progetti altrui, in cui opera da turnista: dalle performance
popolari con i più grandi cultori della musica tradizionale salentina e non
(Emanuela Gabrieli, Gianluca Milanese, Marcello Zappatore, Ovidio Venturoso,
ecc.) alle pièce teatrali di vari registi in cui Massimo canta e suona la
chitarra ( “Navigammo su fragili vascelli” , “stasera è più forte il dolore”,
“Compagno cittadino …” di Alberto Minafra). Nel 2007 ha suonato circondato
dalle coreografie del Maestro Tony Candeloro, uno dei più grandi rappresentati
della danza contemporanea nel mondo. Nel 2009 collabora con l’attore Simone
Franco per la realizzazione di uno spettacolo sulla musica e la letteratura
argentina. Esperienza forte è anche l’incontro con Alberto Bertoli, figlio di
Pierangelo Bertoli, incontro avvenuto nella casa del cantautore scomparso nel
2002. Nasce un’intensa amicizia e collaborazione tra i due: Alberto è spesso
ospite negli spettacoli di Massimo e viceversa, dividendo il palco con artisti
del calibro di Franco Mussida (Premiata Formeria Marconi), Luca Bonaffini, ecc.
In uno di questi live conosce il compianto Andrea Parodi, con il quale avrebbe
diviso il palco in un concerto troppo a ridosso della sua prematura scomparsa.
La collaborazione porta Massimo ed Alberto, accompagnati sempre da Luca
Barrotta alla fisarmonica, ad esibirsi in festival e teatri, da Mantova a
Firenze, fino alla provincia di Lecce. Nel 2010/2011 collabora con
l’Osservatorio Astronomico di Bologna e l’Associazione per la Divulgazione delle
Scienze Sofos, per la realizzazione dello spettacolo di osservazione
astronomica/divulgazione scientifica dal titolo Racconti di cielo – Armonie tra
mito e scienza.
Porta attualmente in giro diverse
performance live, dalla musica etnica, alla cantautoriale, allo swing, al
tango, ecc. fino alle esperienze da solista accompagnato solo da chitarre e
loop machine. Collabora come chitarrista
con la cantante Afro – Brasiliana Nilza Costa e con il polistrumentista
messicano Carlos la
Bandera. Insieme al cantautore Gigi Marras, con cui
collabora, guadagna la finale al premio Bindi 2011 e la finale al Premio
Musicultura 2012 (Ex Premio Città di Recanati), entrando nel cd ufficiale con i
brani dei 16 finalisti. A giugno, con un suo brano “Amore e Marchette”, vince
“Promo”, mini-concorso su Ciao Radio, radio Emiliana, ricevendo il maggior
numero di voti. A luglio 2012 è stato finalista al Premio Bindi riscuotendo
ottimi risultati di pubblico e critica. A settembre 2012 è stato finalista al Festival
delle Arti di Bologna, contest organizzato da Andrea Mingardi. È stato
finalista alla 14a edizione di Biella Festival Autori e Cantautori 2012,
classificandosi tra i primi cinque. E' stato semifinalista al Tour Music Fest,
il più grande festival europeo dedicato alla musica emergente, con la
commissione artistica presieduta da Mogol. In Ottobre 2012 termina la
registrazione del suo album solista in uscita nella primavera del 2013 per
l’etichetta Ululati (Lupo Editore). Il Cd contiene numerose collaborazioni, da
Maurizio Geri a Francesco del Prete, da Guido Sodo (Cantodiscanto) a Nilza
Costa, Ovidio Venturoso e Giuseppe Spedicato (Bandadriatica), ecc.
LETTERATURA
Coltiva la primordiale passione
per la scrittura. Nell’ottobre 2009 risulta tra gli autori scelti per il
concorso indetto dal centro studi Kairos di Lecce che entreranno a far parte di
un testo – raccolta delle opere vicine al tema della resistenza dal titolo
“Lenti spiriti”. Il titolo dell’opera di Massimo è “Sogni al risveglio”,
racconto metropolitano sulle forme di quotidiana ed individuale esistenza. Nel
marzo del 2010 guadagna un secondo posto, con il racconto “Victor”, al concorso
letterario “Lettere Matte – Scrittori per Talitha”, entrando così di diritto
nel volume che comprenderà tutte le composizioni dei finalisti. Ad aprile 2010,
con tre racconti “Pensieri macchiati di rosso”, “Victor”, “l’uomo che imparò a
volare”, giunge tra i finalisti, guadagnando il titolo di “Segnalato” nel
concorso letterario “La vita in prosa”. A settembre 2010 pubblica per l’Agenzia
di Comunicazione IKOS di Bari un racconto nella raccolta di racconti “Cento
storie per cento disegni” edito da Di Marsico.
Info e contatti:
3381200398
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