sabato 14 luglio 2012

“LA CREATIVITA’ GIOVANILE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO”


Una tavola rotonda, nell’ambito del progetto multidisciplinare “Salento Creativo” dedicata ai protagonisti dei nuovi percorsi virtuosi avviati nel territorio. Testimonianze, interventi, proiezioni e degustazioni dei prodotti tipici offerti da “Libera Terra”. Giovedì 19 luglio (ore 20.30), Atrio di Palazzo Risolo – Specchia.


Esperienze, testimonianze e narrazioni. Le storie professionali e umane di chi ha scelto di restare nel Salento per costruire modelli di sviluppo virtuosi, nuovi percorsi professionali e lavorativi nel segno della legalità. Se ne parlerà nella tavola rotonda “La creatività giovanile per lo sviluppo del territorio”, giovedì 19 luglio (ore 20.30) nell’Atrio di Palazzo Risolo, a Specchia.  L’appuntamento con i protagonisti di una nuova pagina scritta nel Salento, rientra nell’ambito del progetto multidisciplinare “Salento Creativo”. A introdurre i lavori, Vincenzo Santoro (Anci Cultura e Politiche giovanili) e Valerio Stendardo (Assessore Politiche giovanili - Comune di Specchia).  Partecipano con le loro testimonianze significative: Alessandro Leo (Libera Terra Mesagne), Mauro Durante (Canzoniere Grecanico Salentino), Carlo Cascione (Salento Bici Tour). Intervengono: Sergio Blasi (Consigliere Regionale), Ivan Stomeo (Presidente Istituto Diego Carpitella), Alessandro Delli Noci (Assessore Politiche giovanili - Comune di Lecce).

Nella stessa serata - alla presenza della regista Chiara Idrusa Scrimieri e del musicista Gabriele Panico - sarà proiettato “Raccontare il territorio”, il video realizzato in 10 piccoli Comuni del Salento dai giovani creativi che hanno partecipato all’omonimo progetto nel 2011.

Al termine dei lavori, la degustazione dei prodotti tipici di “Libera Terra” (offerti dall’associazione Libera Terra di Mesagne), il marchio che contraddistingue le produzioni biologiche realizzate dalle associazioni che gestiscono le terre confiscate alle mafie.

venerdì 13 luglio 2012

Una mia opera sul nuovo numero de El Tanguero


Sul numero 7 luglio-settembre 2012 della rivista El Tanguero, la direttrice artistica Helga Corpora, ha scelto una mia opera dedicata a questo splendido ballo. Ringrazio lei e la redazione. Una splendida esperienza che spero possa ripetersi in futuro

IL SEGNO DELLE TENEBRE DI ROBERTA CIUFFI (LEGGEREDITORE). IN LIBRERIA DAL 26 LUGLIO 2012


Dopo il successo di Un cuore nelle tenebre, Roberta Ciuffi torna in libreria con un nuovo romanzo paranormal ambientato nel mondo dei Lykaon. Una ragazzina sta tornando a casa dal lavoro. È sera, è buio. Da un portone sbucano due braccia che l’attirano all’interno. Lei grida, ma l’assalitore riesce a immobilizzarla e azzittirla. Quando tutto sembra perduto, un ringhio risuona nello scantinato, e un lupo si avventa sulla schiena dell’uomo. Poco tempo dopo, Maura Coulter, insanguinata e sconvolta, fa il suo ingresso all’Hôtel de Clercy, questa volta sotto spoglie umane. Non c’è tempo da perdere, perché quella sera la donna incontrerà il suo peggior nemico, ma anche colui che minaccia di conquistare per sempre il suo cuore. Si tratta del principe Maksìm Andreievic Balanov, rampollo della famiglia che per diversi secoli ha contrastato quella dei Coulter. Tuttavia è giunto il momento di una tregua... anche se la posta in gioco è troppo alta, e l’intera stirpe dei Lykaon rischia di essere annientata per sempre.

Roberta Ciuffi è un’autrice che, con pennellate decise e delicate, è in grado di dipingere un mondo oscuro e penetrante, restituendo al pubblico una versione tutta italiana del genere paranormal. Dopo anni di successi in edicola, con il primo volume della trilogia dei Lykaon, Un cuore nelle tenebre (Leggereditore), ha conquistato critica e lettrici confermando le sue capacità di grande narratrice del romance.


LA SPOSA SPAGNOLA DI KATHLEEN McGREGOR (LEGGEREDITORE). DAL 26 LUGLIO IN LIBRERIA


Nel Mar dei Caraibi, un pirata coraggioso e senza scrupoli e una donna affascinante e di rara bellezza si incontrano... e il loro destino cambierà per sempre. Avventura, emozioni e un’accurata ricostruzione storica fanno di questo romanzo un’imperdibile lettura! Sullo sfondo di paesaggi esotici, dalla bellezza incantatrice, si snodano le vicende del pirata John McFee, uomo senza scrupoli, dal passato oscuro e controverso. Il suo cammino lo porterà a combattere aspramente durante la presa di Panama, a vivere tra gli indios della giungla e a solcare i mari verso l’isola di Barbados. Soprannominato il meticcio dagli occhi di ghiaccio, John vedrà le sue difese sciogliersi al sole dei Caraibi, quando una misteriosa quanto attraente donna farà irruzione nella sua vita. Tuttavia Soledad è restia a fidarsi... la semplice vicinanza dell’uomo la terrorizza, lasciandola senza respiro.

Riuscirà il sentimento, quello puro, a scalfire l’animo inquieto di un pirata fin troppo avvezzo a selvaggi ammutinamenti e a bufere inarrestabili?

Kathleen McGregor è una scrittrice di rara intensità e maestria, capace di fondere l’avventura e la passione con l’esatta documentazione storica. I suoi romanzi, pubblicati da Mondolibri e a Harlequin Mondadori, sono un inno alla libertà, e a ogni pagina riescono a far appassionare il lettore trascinandolo in un viaggio dalle atmosfere esotiche e avvincenti. Per queste edizioni è uscito, nel 2011, Corinna. La regina dei mari.

LA MALEDIZIONE DELLA LUNA NERA DI KAREN MARIE MONING (LEGGEREDITORE). IN LIBRERIA DAL 26 LUGLIO


Il segreto di un libro oscuro e dimenticato, una città dove il passato sembra rivivere con forza e il sentimento che unisce i due protagonisti a caccia di verità, sono i giusti ingredienti per il nuovo e attesissimo grande successo della serie Fever di Karen Moning.

Una Dublino piovosa, oscura e inquietante è il teatro di una caccia che si fa sempre più dura e implacabile. MacKayla Lane è ancora sulle tracce del Sinsar Dubh, un libro antico, potentissimo e misterioso, e per cercarlo si è trasformata in una predatrice spietata. Lei è l’unica a poter ‘sentire’ il Libro, e la sua dote attrae inesorabilmente altri cacciatori: Gerico Barrons, dalla sensualità prorompente, che vorrebbe acquisire i poteri magici del Libro, V’lane, dalla bellezza sovrannaturale, e che lo vorrebbe per consegnarlo alla sua Regina, e infine Rowena, la Gran Signora delle veggenti sidhe, la stirpe di cui anche Mac fa parte. A cosa dovrà arrivare Mac per contrastare questa minaccia terribile? Di chi si può veramente fidare? Con i suoi poteri, la sua forza e la sua intelligenza riuscirà a salvare l’umanità e a portare la Luce in un mondo che appare sempre più buio e oscuro?

Karen Marie Moning è nata in Ohio. I suoi romanzi hanno scalato le classifiche più prestigiose, New York Times, Usa Today, Publishers Weekly. In Italia ha riscosso il favore del pubblico con i romanzi della serie Highlander – Amori nel tempo, Torna da me e L’ultimo dei templari – e con i primi due titoli della serie Fever, Il segreto del libro proibito e Il mistero del talismano perduto, tutti pubblicati in questa stessa collana.

IN LIBRERIA DAL 26 LUGLIO I RICORDI DELLA CASA SUL LAGO DI ROSIE THOMAS (LEGGEREDITORE)


Un affresco esotico, avventuroso e indimenticabile dell’ India e del suo fascino ineguagliabile, raccontato attraverso due generazioni di donne e una storia di solidarietà ed amicizia, di segreti di famiglia, di amori proibiti sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale in Kashmir. Un segreto di famiglia nascosto fra le pieghe di uno scialle di ineguagliabile bellezza. Una foto ingiallita dal tempo ritrae quattro donne, cosa le unisce? Mair Ellis, dopo la morte del padre, decide di partire alla volta del Kashmir per ripercorrere la storia della sua famiglia e dei suoi nonni, affrontando un viaggio che cambierà la sua vita per sempre. L’india degli anni ’40 del Novecento si alterna ai volti e ai colori dell’India di oggi, Ellis per scoprire la verità dovrà tessere i fili di una storia troppo a lungo taciuta, facendone riaffiorare il finale perduto...

Rosie Thomas è un'autrice bestseller sia nel Regno Unito che in diversi Paesi europei. La sua grande passione per i viaggi e le escursioni l'ha portata a scalare le Alpi e l'Himalaya, ma anche a trascorrere un periodo in una stazione di ricerca in Antartide e a percorrere l'antichissima via della seta.

giovedì 12 luglio 2012

HEAVEN TEXAS DI SUSAN ELIZABETH PHILIPS (LEGGEREDITORE). DAL 26 LUGLIO IN LIBRERIA


Dall’autrice del best seller Il gioco della seduzione, arriva in libreria un nuovo romance sensuale e divertente. Susan Elizabeth Philips è stata vincitrice dei celeberrimi RITA Awards con tre diversi romanzi. Dopo aver ormai compiuto trent’anni, Gracie Snow decide di lasciarsi alle spalle un’intera vita trascorsa nella casa di cura dei suoi genitori, accettando un’offerta di lavoro a Hollywood come assistente di produzione. Subito però le viene affidato un incarico difficile: deve convincere Bobby Tom Denton, un affascinante ex-giocatore di football, a presentarsi sul set per iniziare le riprese del suo primo film. Così Gracie, goffa e bruttina ma straordinariamente intelligente, entra in contatto con un mondo fatto di party selvaggi, donne con un fisico mozzafiato, jet privati e alberghi lussuosi. Dopo qualche fraintendimento e un buffo spogliarello improvvisato, Gracie riesce a convincere bobby a farsi accompagnare nella sua città natale, Telarosa, dove avranno luogo le riprese del film. Ma a Telarosa tutti cercano in qualche maniera di ottenere qualcosa da lui. Il futuro di Bobby e della città potrebbe essere salvo, ma solo a patto che Gracie accetti una scandalosa e seducente condizione...


Susan Elizabeth Phillips è una delle maestre del romanzo femminile internazionale. I suoi 20 romanzi si sono posizionati ai vertici delle classifiche Usa, conquistando anche quelle di paesi come la Germania e il Regno Unito. Il suo successo è legato alla capacità di cogliere con estrema delicatezza e con un tocco di ironia le sfumature dell’animo femminile, dando vita a scene di grande sensualità e intensità. Leggereditore ha già pubblicato Il gioco della seduzione.

mercoledì 11 luglio 2012

MINO DE SANTIS A MARTANO CON IL SUO NUOVO LAVORO CAMINANTE


L'estate martanese 2012 vede la riapertura al pubblico degli splendidi Giardini dell'antico Palazzo dei Duchi Gaetani di Castelmola, meraviglioso nella sua essenzialità e nei suoi spazi cordiali e vivibili, che si prestano ad accogliere famiglie e giovani, anziani ed adolescenti, attraverso un calendario di iniziative culturali e di spettacoli d'arte e musica, organizzati dall'associazione culturale Zero Project in collaborazione con il Comune di Martano (Delega Consiliare allo Spettacolo). Già in corso il calendario di luglio, ricco di iniziative, in fase di definizione quello di agosto, ancora più ambizioso, anche attraverso il ritorno di eventi consolidati per Martano come il Faber Festival, dedicato a Fabrizio De Andrè, e Agorà CineFest, rassegna cinematografica alla sua quinta edizione.

Già entrati nelle abitudini dei martanesi, e non solo, le giornate dedicate ogni settimana: il martedì è appuntamento fisso con il liscio, i balli di gruppo e latino-.americani con Paolo Scuro. Mentre il venerdì è la volta delle serate organizzate per i bambini, con intrattenimento, giochi, gonfiabili, teatrino dei burattini, spettacoli ecc.

Evento organizzato da Zero Project e dal Consigliere Delegato allo Spettacolo del Comune di Martano, Cristian Farì. INGRESSO LIBERO
Giovedì 12 Luglio, presso i “Giardini del Duca” a Martano, nell'ambito della programmazione culturale estiva promossa da Zero Project, dalle ore 21.00, si terrà la presentazione di “Caminante”, di Mino De Santis, prima produzione di ULULATI, la nuova collana di Lupo Editore nata per diffondere e promuovere musica.
Un nuovo cd, il secondo, per Mino De Santis, il cantautore protagonista di uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni, sulla scia delle ballate impegnate di Fabrizio De André e con un’ironia lacerante, degna del migliore Rino Gaetano. “Caminante” sarà disponibile dal 9 luglio in tutte le librerie, e scaricabile su iTunes.
Sembra passato molto più tempo, in realtà soltanto un anno, da quando l’estate scorsa venne infuocata dagli accordi e dalla voce di Mino De Santis, autore del suo esordio intitolato “Scarcagnizzu”, il suo brano “Tutto è cultura”, in un tam tam partito sul web grazie a un divertentissimo video, fu capace di toccare, in modo davvero popolare e ‘trasversale’ tutte le corde di chi si occupa, nel bene o nel male, di cultura in Salento, e non solo: riferimenti colti si mescolano a note popolari, e l’attenzione ai testi e alla musica è mediata da un’altrettale attenzione verso il messaggio; le atmosfere evocate ricordano, ad esempio, quelle del famoso “Noi semo quella razza”, inno a chi lavora, che Carlo Monni (alias “Bozzone”) cantava nel film di Giuseppe Bertolucci, “Berlinguer ti voglio bene”, seduto sulla canna della bicicletta di un giovanissimo Roberto Benigni. Nel disco, insieme a Mino De Santis suoneranno Pasquale Gianfreda al basso, Pantaleo Colazzo alla fisarmonica, Nazario Simone alle percussioni e la voce di Dario Muci. Importante anche la presenza, nel primo cd di ULULATI, di Mario Perrotta, attore a autore di caratura nazionale, che ha prestato la sua voce per l’introduzione e il finale di “Caminante”.
Ma le sorprese non finiscono qui, ci sarà infatti un altro regalo che Lupo Editore farà durante la serata di presentazione di “Caminante”. Infatti, avverrà anche la proiezione in anteprima assoluta di un videoclip (disponibile in rete dal giorno successivo), realizzato da Lupo Editore per uno dei singoli di “Caminante”, dal titolo “Lu cumpagnamentu”.
“Lu cumpagnamentu” è un vero e proprio cortometraggio, scritto e diretto dal regista Gianni De Blasi e prodotto da “Zero Project”. Per la realizzazione di questo video sono state impegnate oltre ottanta comparse, per quattro giorni di riprese nel comune di Martano. Una nota di colore, due dei quattro giorni di riprese sono stati realizzati interamente presso il Cimitero di Martano. Tutta l’amministrazione del Comune ha dato fin da subito la sua adesione al progetto, nelle persone del Sindaco Massimo Coricciati, del Vice Sindaco, Stefano Gallo, del Comandante della Polizia Municipale Costantino Iorio, fino all’Assessore ai Servizi Cimiteriali, Vito Chiriatti. “Lu cumpagnamentu” è un cortometraggio della durata di circa dieci minuti, che vede coinvolta anche la Banda di Nardò, diretta dai Maestri Andrea e Dario Doremi.
Qual’è il tema de “Lu cumpagnamentu”? L’editore Cosimo Lupo non intende svelare nulla di più di ciò che si può intuire, una cosa è certa, l’opera che Gianni De Blasi ha realizzato per il pezzo di Mino De Santis è un emblema di ciò che un editore, al giorno d’oggi, è disposto a dare per il lancio di un suo prodotto editoriale. Ci sono editori che sono disposti a investire milioni di euro in campagne pubblicitarie, ci sono altri imprenditori che sono disposti a mettere la faccia pur di far scalare le classifiche e il mercato ai loro prodotti. Ce ne sono altri che proseguono il loro lavoro, giorno per giorno, dando il massimo, anche quando ciò comporta il rischio più alto.....ma non c’è nulla da temere, “Lu cumpagnamentu” è soltanto il primo degli ULULATI di Cosimo Lupo.

L’ingresso della serata è libero, tutti sono invitati per vedere...come andrà a finire.


ANNA CHIRIATTI CONSIGLIA: ESCE PER KURUMUNY CICI CAFARO IO SCRIVO LA REALTA' A CURA DI EUGENIO IMBRIANI


Una testimonianza preziosa, un lungo racconto in cui il flusso dei ricordi sembra riannodare le fila del rapporto tra passato e presente, tra memoria e appartenenza. Un’autobiografia che ci rivela una personalità emblematica e rappresentativa della cultura dell’area grica del Salento. Cici Cafaro è un uomo che sembra aver vissuto dieci vite in una: contadino, ambulante, poi emigrante e soldato, sempre cantastorie instancabile che conosce, come gli antichi aedi, il segreto del ritmo delle parole per incantare.


Eugenio Imbriani - ricercatore di discipline demoetnoantropologiche, insegna Antropologia culturale nell’Università del Salento, Facoltà di Scienze sociali, politiche, del territorio, e afferisce al Dipartimento di Scienze sociali e della comunicazione. È in servizio presso l’ateneo leccese dal 2000; in precedenza, dal 1989, è stato in servizio presso l’Università della Basilicata. I suoi interessi e la sua attività di ricerca sono orientati allo studio del folklore, ai temi della cultura popolare, della scrittura etnografica, ai rapporti tra memoria e oblio nella produzione dei patrimoni culturali e dei discorsi sulle identità locali. Ha prodotto numerose pubblicazioni, monografie, saggi apparsi su riviste, in volumi collettanei, atti di convegni.

B22 - è un laboratorio creativo di due menti e quattro mani, Alessandro Sicuro e Francesco Cuna. Nel loro book, in ordine sparso, grafica pubblicitaria, illustrazione, scenografie, fotografia, pittura, disegno dal vivo, abbigliamento e qualsivoglia gesto creativo. Il nostro motto? "Difficile, come affezionarsi ad una mosca, ma non impossibile".

martedì 10 luglio 2012

ANNA CHIRIATTI CONSIGLIA: SCIROCCHI BAROCCHI DI GIUSEPPE RESTA (KURUMUNY) A GALATONE


Giovedì 12 luglio, alle ore 19,30, presso il cortile del LAB 83, in viale XXIV MAGGIO a GALATONE (Le), a cura delle associazioni "MCE Piccolo Principe", "A Levante" e della Libreria Hemingway, si presenterà in prima assoluta il libro "SCIROCCHI BAROCCHI - Racconti meridiani di amore e rancore" scritto da Giuseppe Resta ed edito dalla Casa Editrice Kurumuny. I racconti, molto diversi tra loro ma accomunati da un irrefrenabile spirito savonaroliano, sono scritti in una lingua sincera, potente e sfrenata che è anche cifra stilistica che pervade l’intero volume. Un viaggio nel presente e nel recente passato, tra personaggi e interpreti del Salento di ieri e di oggi. Bozzetti, istantanee, schizzi, novelle, documentari, registrazioni e cartoline non illustrate provenienti dal profondo sud-est della penisola. I racconti che si dipanano nel libro, alternandosi tra commedia e tragedia, sviluppandosi intorno a quella "pulitica" intesa dai vecchi salentini come dignità civica, come rigore etico, presentabilità sociale. Un ritratto ironicamente impietoso, e senza infingimenti, su di una realtà sociologica sciroccata. Da un rapporto d’amore contrastato con questa terra, la riflessione su come eravamo e come siamo diventati, così da ripartire per migliorarci.
Dialogheranno con l'autore ed il pubblico lo scrittore Livio Romano e il saggista Mirko Grasso, l'attore, scrittore e regista Andrea Baccassino e l'Editore Giovanni Chiriatti. Il musicista Luigi Bruno (Opa Cupa -Muffx) predisporrà il commento sonoro.
In conclusione " Degustar di-vino", a cura della Schola Sarmenti Vitivinicoltura, per brindare in qualità all'evento.

SCIROCCHI BAROCCHI - RACCONTI MERIDIANI DI AMORE E RANCORE DI GIUSEPPE RESTA CON ILLUSTRAZIONI DI LUCIO MONTINARO (KURUMUNY)

Bozzetti, istantanee, schizBozzetti, istantanee, schizzi, novelle, documentari, registrazioni e cartoline non illustrate provenienti dal profondo sud-est della penisola. Un viaggio nel presente e nel recente passato, tra personaggi e interpreti del Salento di ieri e di oggi. I racconti, alternandosi tra commedia e tragedia, si sviluppano intorno a  quella pulitica intesa dai vecchi salentini come dignità civica, come rigore etico, presentabilità sociale. Un ritratto ironicamente impietoso, e senza infingimenti, su di una realtà sociologica sciroccata. Da un rapporto d’amore contrastato con questa terra, la riflessione su come eravamo e come siamo diventati, così da ripartire per migliorarci.
I racconti, molto diversi tra loro ma accomunati da un irrefrenabile spirito savonaroliano sono scritti in una lingua sincera, potente e sfrenata che è anche cifra stilistica che pervade l’intero volume. Resta mette in scena frammenti di realtà paesana, attuali e antichi, appunti di viaggio, notarelle nostalgiche sulla propria e altrui esistenza: costantemente animato dall’indignazione, animata da un forte sentimento etico-politico ma anche dal rimpianto per valori antichi che sembrano essere stati spazzati via dalla massificazione prima, dalla globalizzazione poi. In molti dei pezzi di questo collage, risuonano parole come “onore”, e si avverte, inconfondibile, una basilare scelta di campo che è quella di raccontare le storie degli uomini dal punto di vista della storia della lotta fra le classi. Ed è così che scorrono istantanee di vita giovanile degli anni Settanta, scritte con lingua mimetica e contaminatissima, e pagine di minuziosi ricordi d’infanzia in cui la personale madeleine dell’autore si incarna nella sessula, sorta di paletta per raccogliere i legumi da un sacco di juta. Gente che si arricchisce, gente che fallisce miseramente, donne virtuose e donne sfrontate, figli che crescono “con pane e senza pane” e monumenti zurighesi all’emigrante e resoconti di vita quotidiana che devono tutto alla propagazione orale e, per questo, via via più contraffatta. In un quadro d’insieme in cui la fiducia per il futuro è assai tenue: come scrive Resta, nel dialetto salentino non esiste il tempo futuro, ma siamo pieni zeppi di passati remoti, c’è ancora spazio per l’incanto dorato di un bagno purificatore in questo nostro mare amato non meno che deturpato di Così cambia la vita.


Giuseppe Resta, nato nel 1957 a Galatone, è architetto e blogger. Poliedrico operatore culturale è impegnato nella difesa e nella valorizzazione del territorio e si spende per l’etica in politica. Allontanatosi dal Salento per una parentesi di nove anni di studio e, poi, di lavoro a Firenze, è ritornato a Galatone, in provincia di Lecce, dove lavora e vive con la famiglia.
Partecipa alle attività culturali e politiche della provincia, è membro della direzione del sito di storia medievale dell’Università di Bari, scrive su varie testate ed è stato per anni tra i redattori del «Giornale di Galatone» e, oggi, della rivista «A Levante». Nonché tutor per l’UNPLI.
Ha pubblicato un libro di storia locale, alcune guide storico-turistico-enogastronomiche (ci tiene al suo attestato di sommelier) e ha collaborato alla scrittura di altri libri di autori vari.


Lucio Montinaro - Dottore in Giurisprudenza e mente vulcanica, ha ben presto disertato l’idea di una carriera forense per eccesso di creatività, dedicandosi principalmente alla progettazione di siti web e soluzioni grafiche all’interno di contesti associativi e aziendali. Ha insegnato tecniche informatiche, grafica e animazione video in progetti scolastici presso diversi istituti. Come webdesigner ha portato avanti lavori riconosciuti a livello nazionale. Nel 2003 ha intrapreso una stretta collaborazione con Dilinò. Da settembre 2006 lavora presso V.A.R.S. Automobili Srl Melpignano (Le).

lunedì 9 luglio 2012

“Donne viaggio in sette film" di Rita Picchi (Edizioni Kurumuny) a Roma per i salotti letterari del cinema


Nell'ambito della rassegna "I salotti letterari dell'isola del cinema" a Roma nello Spazio Tevere sarà presentato l’11 luglio 2012 alle ore 19,00 il volume “Donne viaggio in sette film" di Rita Picchi edito dalla casa editrice Kurumuny. Ne parlerà con l’autrice Ginella Vocca (Direttrice del MedfilmFestival) mentre le letture saranno a cura di Alvia Reale. Modera Alma Daddario.

È un libro che utilizza il cinema per raccontare le donne. Donne di diverse culture, luoghi geografici, religioni e ceti sociali, accomunate da difficoltà simili pur vivendo in paesi e situazioni tanto diverse. Un libro che ha il pregio di affrontare, attraverso la chiave innovativa della narrazione cinematografica, questioni estremamente dolorose che toccano da vicino la vita di molte donne e che, normalmente, apprendiamo solo dalle pagine della cronaca nera. Sette film, sette personaggi femminili con una caratteristica comune: queste donne sono delle guerriere. Sette creature così forti da acquistare vita propria uscendo dai confini della pellicola per entrare nel nostro immaginario: una suggestione che ci invade, una specie di totale immersione in volti, colori, paesaggi.
Un lavoro intenso e raffinato che apre una finestra sull’universo femminile, racconta le donne, le loro difficoltà, ma anche il loro coraggio e la loro forza d’animo. L’autrice infatti affronta temi come le mutilazioni genitali (Moolaadé di Sembène Ousmane), lo stupro (Le chaos di Youssef Chahine), l’integrazione e le unioni interculturali (La sposa turca di Fatih Akin), le adozioni e la maternità (Segreti e bugie di Mike Leigh), la moda e la società (Il diavolo veste Prada di David Frankel), il disagio mentale (Respiro di Emanuele Crialese) e infine mette due donne e due generazioni a confronto: la regina Elisabetta e Diana Spencer (The Queen di Stephen Frears).
In questo libro si parla di passione, di amore per la vita e amore per l’amore stesso, attraverso i film presi in esame l’autrice sviscera l’animo femminile: al centro dell'attenzione della macchina da presa la realtà di donne diverse, ma tutte accomunate da forza, sensibilità e laboriosità. L’analisi parte da pellicole provenienti da tutto il mondo, che raccontano storie di donne forti e coraggiose, che si trovano ad affrontare difficoltà quotidiane più o meno vicine alle nostre, poi il campo d’indagine è esteso all’attualità, con dati e informazioni precise: Rita Picchi ci porta per mano in un viaggio nel reale attraverso le suggestioni del cinema, il segno del libro infatti è la capacità di stabilire una illuminante continuità tra cinema e realtà, muovendo l’analisi con grazia e precisione tra queste due dimensioni, mescolando emozioni legate alle protagoniste che attraversano anche la nostra anima.

Per Kurumuny Edizioni – Info (3299886391) (http://www.kurumuny.it)
Info - www.isoladelcinema.com

domenica 8 luglio 2012

Marthia Carrozzo e Kurumuny Edizioni al Festival del Libro Possibile


Nell'ambito del festival "Il libro possibile" che si terrà a Polignano a Mare dall'11 al 14 Luglio la casa editrice Kurumuny presenterà il volume Di bellezza non si pecca eppure. Trilogia di Idrusa di Marthia Carrozzo. Presentazione e reading a cura di Marthia Carrozzo con accompagnamento musicale a cura di Emanuele Coluccia. Appuntamento alla storica Balconata Santo Stefano di Polignano a Mare l’11 luglio alle ore 22,00

Il libro - “Un piccolo gioiello di poesia erotica, o anche un meraviglioso trattatello di tattiche per guerre sentimentali. O anche tutti e due insieme”.(Lello Voce)
Sembra fatta di pura voce, questa novella Idrusa. Nuovo ritratto in versi di Marthia Carrozzo, di quella che fu, nella penna della Corti, la più bella donna di Otranto, capace di calamitare, al suo passaggio, ogni singolo sguardo, diviene, in questa Trilogia di Idrusa, appunto, un purissimo richiamo all'acqua che ne computa il nome, senza dimenticare il sale, stemperando in suoni, in echi di quel mare da cui nasce e a cui torna e vuol tornare, la forza d'un canto di guerra e d'amore, che ingaggia un corpo a corpo col mondo intorno, col mondo tutto con cui vuole e sa dialogare, ricercando in esso, come in un unico grande banchetto totemico, la pelle amata. "Sei brace azzurra, luce lattea che mi scalda. / Che fa ferita, che mi scuce e appresta a resa. / Sei la ferocia della pelle sulla pelle. / Il credo unico che sgrani tra i miei seni". Un poemetto per voce e fiato, che sfugge agli occhi che ne inseguono il ritmo incalzante sulla pagina scritta, che nella pagina non vuole e non sa stare, irriverente e viva, "fatta d'arcobaleno" come fu la bella Idrusa, che di bellezza fa il suo baluardo, la luce che ne ammanta le movenze e ne assolve ogni colpa, perché, citando l'inusuale titolo di quest'opera: Di bellezza non si pecca eppure. E di bellezza, allora, non pecca, ma osa, Idrusa, al limite della colpa, se colpa vi sia in faccende d'amore, perché non si possa mai dire di lei che non abbia vissuto, che non abbia tentato e creduto. Un canto di vita, questa Trilogia di Idrusa, sensuale, di una sensualità cosciente cui già ci aveva abituato Marthia Carrozzo, nel suo scrivere del corpo senza lesinare parole, ma usandole e osandole, nominando, come nella Genesi biblica, in una scelta lessicale attenta e accurata, mai casuale, ogni parte, ciascuno dei sensi con il nome che gli è proprio. Un canto che riprende la modalità formulaica degli antichi rapsodi, perché alla poesia spetti il tornare al proprio ruolo, centrale, di cassa armonica di un sentire comune. Perché Idrusa è Idrusa, certo, ma è tutte e ciascuna insieme: creature, donne e uomini, al cospetto del proprio stesso corpo, per imparare da lui solo le leggi di un sapere troppo spesso messo a margine. «Ogni verbo è prima nei nostri muscoli, che nella nostra lingua», dirà meglio Lello Voce, nella Prefazione, e allora, anafore, allitterazioni, ripetizioni incalzanti sembrano suggerirci, lungo lo svolgersi per Stanze di questo piccolo poema, la necessità estrema di riappropriarci del nostro suono, della nostra capacità di dirci e consegnarci in una voce che non sia vuoto e flebile assenso, ma consapevolezza piena di sé in ogni piega del nostro sentire e mostrarci, così come per l'Idrusa d'antica memoria ("non mi lasciava mai la volontà d'essere bella"). "Solo per smettere, soltanto, e non mentire. / Per non mentire, mentre ancora è troppo presto." Ciò che se ne coglie è, allora, «Una litania di lussuria e abbandono, di libertà e desiderio, una serenata al rischio e all’acrobazia, una melopea per ogni abbandono e per ciascuna ribellione». (Lello Voce), perché Eros è fuoco purissimo, mai volgare, che parla unicamente alla bellezza e la bellezza, come la bella Idrusa, procede scalza di piedi e voce a dirci il «Peso specifico del mare nell'amore», a mostrarci che è ancora possibile.

Di bellezza non si pecca eppure TRILOGIA DI IDRUSA di Marthia Carrozzo con illustrazioni di Ever trip (Kurumuny Edizioni)

sabato 7 luglio 2012

Gli uomini della sua vita di Mary McCarthy (Minimum Fax)


Ambientato nella New York degli anni Trenta, Gli uomini della sua vita è la storia di Margaret Sargent, una donna giovane e brillante che si fa conoscere nei circoli intellettuali più bohémien della città sostenendo posizioni politiche provocatorie e conducendo una vita sessualmente disinibita, lontana anni luce dalla rigida educazione cattolica ricevuta da bambina.
Questo romanzo a episodi fotografa Margaret in sei momenti chiave della sua vita. Di volta in volta la vedremo rivelare un tradimento al marito, lavorare come segretaria per un gallerista truffaldino, attraversare l’America nel vagone letto di un uomo sposato, scandalizzare gli ospiti a una cena mondana, animare la redazione di una rivista culturale e infine stendersi sul lettino dell’analista per una lunga, forse salvifica seduta.
Pubblicato originariamente nel 1942, l’esordio letterario di Mary McCarthy è il ritratto di un personaggio indimenticabile ed estremamente moderno, che a distanza di settant’anni ci affascina ancora con l’anticonvenzionalità e la libertà delle sue idee.

venerdì 6 luglio 2012

Consiglio: "Caminante” di Mino De Santis la prima produzione di ULULATI, la nuova collana di Lupo Editore dedicata alla musica


Domenica 8 Luglio, presso l’Oasi Francescana di San Simone, frazione di Sannicola (LE), dalle ore 21.00, si terrà la presentazione di “Caminante”, di Mino De Santis, prima produzione di ULULATI, la nuova collana di Lupo Editore nata per diffondere e promuovere musica. Un nuovo cd, il secondo, per Mino De Santis, il cantautore protagonista di uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni, sulla scia delle ballate impegnate di Fabrizio De André e con un’ironia lacerante, degna del migliore Rino Gaetano. “Caminante” sarà disponibile dal 9 luglio in tutte le librerie, e scaricabile su iTunes. Durante la serata, insieme a Mino De Santis suoneranno Pasquale Gianfreda al basso, Pantaleo Colazzo alla fisarmonica, Nazario Simone alle percussioni e la voce di Dario Muci. Importante anche la presenza, nel primo cd di ULULATI, di Mario Perrotta, attore a autore di caratura nazionale, che ha prestato la sua voce per l’introduzione e il finale di “Caminante”.

giovedì 5 luglio 2012

Kurumuny edizioni a Bari alla Cantina Cianna Cianne con la mostra tratta da Il Prezzario della rinomata casa del piacere e una preziosa performance musicale


L'Associazione “Nuovo sottano” in collaborazione con la storica Cantina di Cianna Cianne organizzano per venerdì 6 luglio alle ore  20.00 c/o la cantina di Cianna Cianne in Vico Corsioli 3, a Bari un incontro con la casa editrice Kurumuny Il giornalista Vinicio Coppola (Gazzetta del Mezzogiorno) presenterà PREZZARIO della rinomata casa del piacere a cura di Stefano Donno e Anna Chiriatti (kurumuny edizioni) e per l'occasione sarà allestita una mostra di immagini tratte dal volume. La serata proseguirà con un intervento musicale con le donne salentine di Cannole che canteranno brani tratti dal loro disco “Ricci i tuoi capelli” (Kurumuny edizioni) a cura di Luigi Chiriatti (con scritti di Luigi Chiriatti, Ciro De Rosa, Salvatore Esposito, Raffaele Cristian Palano, Adriana Benedetta Petrachi, illustrazioni di Lucio Montinaro. Il Cd “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari di Cannole” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS – PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce, dall’Istituto Diego Carpitella e dal Comune di Cannole). La casa editrice KURUMUNY nasce nel 2004, in un Sud animato da un fermento culturale che nel 2001 è stato linfa vitale dell’omonima rivista di cui la casa editrice è naturale proiezione. Ha mosso i primi passi nel mondo del libro con la ferma convinzione di restituire all’editoria un processo creativo e culturale: quest’idea è diventata la sua  vocazione consolidata nel tempo. Un percorso caratterizzato dalla cura artigianale nella costruzione del libro, dall'attenzione agli autori, dalla ricerca del particolare grafico.

Prezzario della rinomata casa del piacere  a cura di Stefano Donno e Anna Chiriatti - Una piccola chicca per gli amanti del genere erotico. Nel 2008 è nato a Parigi il gigantesco archivio on line di fotografie erotiche d’epoca, contiene più di tremila scatti in bianco e nero, risalenti al periodo che va dal 1850 al 1950. La storia del sito affonda le radici nel dna di un parigino, Alexandre Dupoy, collezionista di foto spinte e proprietario di una libreria erotica. La casa editrice salentina Kurumuny pubblica il “Prezzario della rinomata casa del piacere“, un piccolo libro curato da Anna Chiriatti e Stefano Donno e nel quale, accanto a fotografie di nudi in senso classico, eleganti e appolinei - distanti dalle immagini contemporanee stilizzate digitalmente per essere destinati alla pubblicità dei giornali - campeggiano le parole intense dei poeti. Perciò, come sottolineano i curatori nell’introduzione, il Prezzario di Kurumumy è una galleria di fotografie reali, un manifesto della bellezza imperfetta e non certo un catalogo hardcore. Tra uno scatto in seppia e l’altro i Canti erotici dell’Armenia e quelli dei Tuareg, quelli dei Beduini, degli zingari di Mosca, i versi di Verlaine, di Neruda, dei Turcomanni dell’Altai, dei Berberi del Rif e di Keats, di Whitman e di Lorca, e ancora Parini, Gozzano. Cartoline postali per un erotismo quasi romantico come si legge nella nota dell’editore che racconta la collaborazione con Cecilia Mangini, regista documentarista pugliese che ha donato i documenti fotografici suggerendone la pubblicazione avvenuta quando - proprio come in un aneddoto romanzesco - l’editore rintracciò in un mercatino dell’usato la targa in lamiera con gli onorari e le prestazioni che le case del piacere offrivano ai loro clienti, una targa che è diventata, poi, la copertina di questa raccolta di poesie e immagini.


Ricci i tuoi capelli a cura di Luigi Chiriatti (con scritti di Luigi Chiriatti, Ciro De Rosa, Salvatore Esposito, Raffaele Cristian Palano, Adriana Benedetta Petrachi, illustrazioni di Lucio Montinaro. Il Cd “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari di Cannole” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS – PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce, dall’Istituto Diego Carpitella e dal Comune di Cannole). 

Le donne di Cannole hanno cominciato a cantare insieme in diverse e svariate circostanze: quando andavano insieme sul pullman che le portava alle terme, in giro nelle scampagnate con gli amici. Cantare per loro significa incontrarsi, cucinare, mangiare, dialogare, spettegolare in un tempo che non è caratterizzato dal ricordo del passato, ma che è il presente, il loro modo di esserci e di vivere oggi la loro presenza. Il canto come categoria espressiva del bello che non serve, come in passato, a esorcizzare la morte, la durezza della vita e il destino di una non umanità, ma che rappresenta se stesse in relazione alla loro comunità. Canto come gioia, socializzazione, un modo di ironizzare su altri e su se stesse, alternativa ai luoghi comuni della televisione e della globalizzazione. Ancora una volta la ricerca etnologico-musicale si fonde con lo stare insieme, creando occasioni di festa che sono anche occasioni di scambio reciproco, per le quali il termine concerto è a dir poco riduttivo.
La maggior parte del repertorio presente in questo lavoro è rappresentato dai canti diffusi in tutta la Penisola: canti narrativi e romanze delle opere liriche diffuse dalle bande locali. Questo elemento conferma, ancora una volta, come la poesia popolare e la sua musica, che toccano corde del sentire comune, sono conosciute ovunque, appartengono a tutti e suscitano uguali sentimenti anche se il “modo” di esecuzione assume caratteristiche diverse e le fanno appartenere al luogo e al tempo in cui vengono eseguiti. Al centro dell’indagine che ha dato vita a questa pubblicazione è la voce che è corporeità, spessore, timbro, calore comunicativo, ma che significa anche riannodare i fili della memoria, narrare, testimoniare. Non è un dato casuale, considerata la preponderanza che la voce, vista nel suo profilo performativo, ha assunto nell’odierna analisi demo-etno-antropologica. E il Salento è terra di voci e di canti, benché lo si associ più spesso al battito del tamburello e alla danza. I canti a sole voci di questa raccolta possiedono una marcata valenza emozionale. Sono storie conosciute o meno, nel segno delle sfaccettature dell’amore, della fatica del lavoro, delle relazioni sociali, della quotidianità, dell’emigrazione, della lontananza. Canto giocoso e nudo, senza orpelli e senza palchi e riflettori, un cantare distante dai codici spettacolari. La proposta delle cantatrici di Cannole è il segno di quanto l’analisi della pluralità sonora salentina non possa darsi del tutto completata e riveli ancora tesori, al di là del mare, sole, mieru (vino) e pizzica, giustamente celebrati, ma più spesso spacciati e consumati con superficialità. Il volume è corredato da due Cd che contengono un’antologia di brani scelti, per un totale di 42 tracce. Nel repertorio delle donne di Cannole sono confluite arie, romanze e canti narrativi provenienti da tutta Italia: probabilmente ciò è dovuto al fatto che in questo gruppo ci sono donne che hanno vissuto all’estero per venticinque, trent’anni e che certamente hanno avuto rapporti con connazionali provenienti da altre zone della nostra penisola. Anche i canti salentini del loro repertorio provengono da zone diverse come il Capo o le aree di Martano e altre zone del Salento. Alcune di queste donne infatti non sono native di Cannole: una proviene da Martano, un’altra da Poggiardo, un’altra ancora è originaria di Galatina, trasferitesi poi a Cannole per ragioni di lavoro o piuttosto perché hanno sposato qualcuno del posto. Probabilmente da bambine hanno ascoltato i canti del loro luogo di origine e poi li hanno conservati come antichi ricordi di famiglia.


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Daniela Pispico consiglia: Si parla di Templari a Cannole il 7 luglio


“Sulle tracce dei Templari” (al Museo “Cav. Ubaldo Villani”, in via S. Giovanni a Cannole) è il titolo dell’interessante appuntamento organizzato il 7 luglio dall'Associazione Pro-loco Cerceto di Cannole, con il patrocinio dell'Ordine Militare e Religioso dei Cavalieri di Cristo e l’Ordo Equestris Templi Arcadia di Lecce. Interverranno:Oronzo Piccinno, Presidente Pro-loco Cannole; Dott. Cristiano Donato Villani, vice-presidente Pro-loco e Delegato Provinciale O.M.R.C.C.; Valentino Zanzarella, Gran Maestro dell’Ordo Equestris Templi Arcadia di Lecce; Arch. Salvatore Fiori, autore del libro "Templari in Terra d'Otranto". Si tratta di un appuntamento di grande rilievo culturale soprattutto perché getta delle luci nuove su una porzione della storia del nostro territorio tutta ancora da scoprire.  Per l’appunto il convegno verterà principalmente sulla "VINEA MAYSONIS TEMPLI TURSANI", un sito templare appartenuto alla Precettoria di Lecce da poco riscoperto, grazie al lavoro svolto dagli studiosi/ricercatori  S.Fiori e C. Villani. Moltissime le novità e le scoperte, tra le quali da menzionare una  crocetta da collo in bronzo, le incisioni e gli affreschi medievali provenienti dalla casina Tursani, il sigillo templare e tanto altro ancora. L'evento avverrà all'interno del bellissimo Museo della Civiltà Contadina appena inaugurato, dove saranno esposti alcuni manufatti architettonici templari provenienti dal sito di Tursani.

mercoledì 4 luglio 2012

La donna perfetta di Ira Levin (SUPERBEAT)


È il 1972, e New York è un luogo sporco e pericoloso per crescerci dei figli. Così Joanna Eberhart, moglie, madre e fotografa, si trasferisce con la famiglia nell'idillica cittadina di Stepford. Joanna è una giovane americana degli anni Settanta, figlia di un'epoca in cui le femministe mettono al bando busti, giarrettiere e reggiseni e si ribellano all'ingrato destino di graziosi angeli del focolare. Naturale dunque che, una volta a Stepford, stringa amicizia con Bobbie e Charmaine, le sole donne che, arrivate anche loro da poco nella ridente cittadina, appaiono emancipate e brillanti come lei. Nella linda Stepford, infatti, le mogli sembrano tutte stranamente calme e organizzate, deliziose e avvenenti, come splendide bambole agghindate in modo impeccabile. Bambole insulse che adorano fare shopping, pulire la casa e piegarsi senza batter ciglio ai voleri dei loro uomini. Un weekend trascorso in compagnia dei rispettivi mariti restituisce tuttavia a Joanna un'altra Bobbie e un'altra Charmaine: due zombie carine e benvestite che, come due perfette mogli di Stepford, scodinzolano servizievoli al seguito dei loro uomini. Un evento inspiegabile, misterioso quanto il circolo maschile che si erge sulla collina di Stepford frequentato dal marito di Joanna. Si dice che uno dei membri sia un esperto di materie plastiche, un altro un pioniere della tecnologia robotica. Introduzione di Chuck Palahniuk.


martedì 3 luglio 2012

Consiglio: Lacrimae Rerum di Romano Sambati


Ecco Romano Sambati con il suo “Lacrimae rerum”. Dal 7 luglio fino al 7 settembre 2012 a tequile presso Palazzo Andrioli in piazza San Vito. La mostra è a cura di Emanuele Coppola. Allestimento Andrea Rollo. Il vernissage sarà sabato 7 giugno 2012 ore 18.30 e interverranno Antonio Caiaffa (sindaco); Emidio Buttazzo (assessore alla Cultura); Emanuele Coppola (curatore e autore di alcuni testi in catalogo). Patrocini Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” (Lecce), Regione Puglia, Provincia di Lecce, Università del Salento. Catalogo Romano Sambati. Lacrimae rerum, a cura di Emanuele Coppola, Degli Alami, Lecce 2012. Sponsor Nicolì per l’arte.
A trent’anni esatti dal percorso di ricerca sul De rerum natura di Lucrezio, Romano Sambati presenta l’ultimo risultato della sua attività pittorica e scultorea. Il nuovo ciclo, che trae il nome da un celebre verso dell’Eneide di Virgilio, Lacrimae rerum, comprende dipinti e sculture realizzati negli ultimi sei anni, dopo che nel 2006 una mostra nella Chiesa leccese di San Francesco della Scarpa aveva offerto alla riflessione del pubblico le facce essenzializzate del paesaggio salentino. Lacrimae rerum, in allestimento presso il Palazzo Andrioli di Lequile, è una discesa nel profondo di uno spazio in cui è bandito qualsiasi elemento di riconoscibilità geografica e in cui appaiono tracce di presenze umane, figure di argilla, in una resa estremamente estenuata, spoglia, che frustra sistematicamente ogni tentativo di lettura familiarizzante.  Due temi ricevono un particolare spicco: gli Angeli senza Dio e gli Angeli senza cielo, che si inseriscono con una cifra stilistica ben caratterizzata all’interno dell’angelografia occidentale, accanto ai discendenti contemporanei degli angeli moderni di Paul Klee. Pitture e sculture che annunciano allo sguardo tracce di una trascendenza metafisica, ‘religiosa’ in senso lato, ma in contrasto essenziale con i modi consueti e codificati di vivere il sacro. “Pittore dell’ombra”, lo definisce Lorenzo Mango: “[…] Sambati sa, come il pittore Wladimir di Rilke, che si può dare corpo sensibile solo al tentativo di figurare l’assoluto, si può guardare dentro l’abisso ma solo vederne l’ombra. Quell’ombra, il riflesso originario e fondativo del mondo, il suo mistero, è tutto ciò che possiamo aspirare di vedere, restando lì, come Wladimir, la faccia sulle mani, nel silenzio della notte, ad ascoltarne il suono lontano”.  Nel saggio che accompagna il catalogo, Emanuele Coppola illustra la novità del linguaggio pittorico di Sambati, tracciando un’analogia con la teologia apofatica: “Apofatica è la pittura che ambisce a inverare una contraddizione: far rifluire nei limiti precisi di un luogo fisico ciò che è oltre il fisico, negando parimenti le soluzioni positivo-costruttive e quelle negativo-distruttive; cosicché, se appare palese la sua differenza rispetto ai vari stili che hanno contrassegnato l’epoca d’oro della figurazione classica, meno scontato ma altrettanto netto è lo scarto rispetto a quella semantica della negazione del mondo, che fiorisce con l’Espressionismo astratto e l’Informale”.

Sulla produzione scultorea Antonio Del Guercio ha parole convincenti: “se considero le sculture […] devo prendere atto del prezioso ‘far della mano’, per dirla con linguaggio settecentesco, che in esse si incorpora. Questa straordinaria sapienza artigianale, quasi all’incontro tra l’esattezza del gesto dell’ebanista e la materialità erotica del gesto del pastaio, appare a servizio di tutti quei dati psicologici e culturali che sono nelle pitture: quasi fossero, queste preziose sculture, anche una sottile elegia sulla scomparsa del fare artigianale popolano. Sospese tra amoroso rispetto di tradizioni popolaresche, memoria struggente della plastica antica e crudele senso d’una perdita irreversibile, le sculture di Sambati aggiungono la loro voce non marginale a quella d’una persuasiva storia di pittura”. Accompagna la mostra una pubblicazione a metà strada fra il tradizionale catalogo d’arte e lo studio monografico: il volume, edito da Degli Alami, ospita gli interventi di Antonio Del Guercio e Lorenzo Mango, autori di altri contributi critici su Sambati negli anni Ottanta e Novanta, e un saggio di Emanuele Coppola, che ripercorre ampia parte della carriera artistica di Sambati, impostandone un’interpretazione generale. Sono riprodotti ventotto dipinti, ventidue sculture e sei disegni; seguono, infine, una parte antologica (1981-2006), una breve biografia dell’artista ed i consueti apparati bibliografici.

Romano Sambati nasce a Lequile (LE) nel 1938. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, presso maestri come Emilio Greco e Augusto Perez, ha insegnato discipline pittoriche nel liceo artistico di Lecce fin dai primi anni Sessanta. Ha cercato la sua via personale all’arte utilizzando mezzi poveri e mirando alla resa massima di un’espressione ridotta all’essenziale; il suo percorso ha un culmine nel 1981, con una mostra sul De rerum natura di Lucrezio e una monografia del 1982 curata da Antonio Del Guercio. Negli anni successivi la ricerca si incentra sui fenomeni del buio e della luce, colti nella loro dimensione metafisica (notevole è il ciclo delle Males lunes, con tele esposte in una mostra a Grenoble); nel 1998 presenta le sue prime opere di scultura (Mal d’argilla); da ricordare, fra le esposizioni importanti, Il dolore nel mito (2003, Ex Conservatorio di Sant’Anna, Lecce) e Geografie. Paesaggi a sud del sud (2006, Chiesa di San Francesco della Scarpa, Lecce).


Info e contatti
Comune di Lequile
piazza San Vito n. 23
tel.: 0832/639112
fax: 0832/638903

lunedì 2 luglio 2012

STORIA PARZIALE DELLE CAUSE PERSE DI JENNIFER duBOIS (MONDADORI)


Leningrado, 1980. Il giovane Aleksandr Bezetov è diventato il nuovo campione di scacchi. E con questo è entrato nel mirino del Partito, che gli promette una vita di agi in cambio della sua collaborazione. Aleksandr sceglie invece di unirsi ad alcuni amici per dare vita a una rivista clandestina, iniziando la sua attività di dissidente. Sa di avere scelto di giocare una partita senza possibilità di vittoria, ma una profonda convinzione nei propri ideali, e l'amore per una donna misteriosa, lo spingono ad agire. Cambridge, Massachusetts, 2006. Irina Ellison ha trent'anni e sa di aver ereditato dal padre la corea di Huntington, una grave malattia degenerativa. Facendo ordine tra le sue carte trova una lettera da lui scritta al grande scacchista russo, in cui gli poneva un'unica domanda: come si gioca una partita quando si capisce che è già persa in partenza? Aleksandr non rispose mai. Vedendo progredire i sintomi della malattia, Irina decide di partire per la Russia alla ricerca di Aleksandr, per avere la risposta che il padre non aveva mai ottenuto. Ad attenderla c'è una strada segnata da sconfitte irrimediabili: la malattia, la partita a scacchi contro un invincibile avversario, la Russia del sottomarino Kursk, della scuola di Beslan, dell'omicidio della Politkovskaja. Eppure tutti i protagonisti di questa storia sembrano mossi da un'incrollabile fiducia perché, come Aleksandr, credono che "a volte c'è bisogno di difendere una cosa realmente importante, e non solo il simbolo di una cosa importante"

domenica 1 luglio 2012

IN VERITA’ E’ MEGLIO MENTIRE DI KERSTIN GIER (CORBACCIO)


158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore lasciandola in un mare di guai, primo fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei e a cui non importa se è "troppo" intelligente.