mercoledì 29 aprile 2009

lunedì 27 aprile 2009

Maddalena Castagnaro e Ambra Biscuso organizzano la rassegna Idromele

INIZIATIVA PROMOSSA DALLA REGIONE PUGLIA-ASSESSORATO AL MEDITERRANEO-IN COLLABORAZIONE CON L'ASSOCIAZIONE PRESìDI DEL LIBRO

Patrocinio del Comune di Aradeo

Patrocinio del Comune di Sannicola

Collaborazione Biblioteca Comunale di Aradeo, LiberaCompagniaTeatrale-Aradeo, Villa Excelsa- Sannicola


VerbaManent- Presìdio del Libro di Sannicola - Aradeo

presenta

Idromele



dal 30 aprile al 31 maggio 2009

IDROMELE, laddove chi beve poesia si fa poeta, è il titolo della Rassegna pensata e organizzata da VerbaManent-Presìdio del Libro con il patrocinio della Regione Puglia, dei Comuni di Aradeo e Sannicola, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Aradeo, l’Associazione Libera Compagnia Teatrale e Villa Excelsa di Sannicola.

Cinque incontri, nelle raffinate stanze del Fondo Archivio del libro d’artista DROSOS-Palazzo Grassi di Aradeo e di Villa Excelsa a Sannicola, abitati da libri, letture, poesia, arte e musica dedicati ai liberi naviganti della vita che cercano scambi di intese e complicità di sensazioni nel dono di un verso, nella visione di pensieri danzanti, nell’eco di un racconto di una notte stralunata, nella nostalgia di chi è lontano ma non esiliato dai nostri affetti.

Momenti da vivere come esperienze di bellezza e presagi di imprevedibilità. Come bere idromele, la bevanda, chiara, pura, luminosa che dà saggezza e immortalità e rende poeta felice chi la beve.

Programma:

Fondo Archivio del libro d’Artista DROSOS, Palazzo Grassi, ARADEO

Giovedì 30 aprile - ore 20

Stralune di Antonio Errico, ed Manni

Introduce Maddalena Castegnaro

AmbientiVisualiSensibili – Notturno n. 9 di Mirko Gabellone

Voci: Michele Bovino, Giuliana Paciolla, Sabrina Terragno


Fondo Archivio del libro d’Artista DROSOS, Palazzo Grassi, ARADEO

Giovedì 14 maggio - ore 20

La settima stella (miscuglio di seme di sesamo e riso) di Maria Pia Romano, ed Besa

Introduce Maddalena Castegnaro

Voce: Maria Pia Romano

Musica: “Corpi d’Arco” di Francesco Del Prete


Villa Excelsa, SANNICOLA

Venerdì 15 maggio - ore 20

Amorosi Sensi di Rina Durante, ed Manni


Conversari con Rina Durante: Ambra Biscuso e Maddalena Castegnaro

Come farò a diventare un mito. Omaggio a Rina Durante. Un corto di Caterina Gerardi. Sarà presente la Regista


Villa Excelsa, SANNICOLA

Venerdì 22 maggio ore 20

“Per tanta vita che ho nel sangue”


La poesia di Antonia Pozzi e le Carte inquiete di Luigi Scorrano.

Introduce Maddalena Castegnaro

La lettera immaginaria di Ambra Biscuso

AmbientiVisualiSensibili-Delle parole suicide di Mirko Gabellone


Fondo Archivio del Libro d’Artista DROSOS, Palazzo Grassi, Aradeo

Domenica 31 maggio - dalle ore 20

Ispir’AZIONinedite ovvero laddove chi beve poesia si fa poeta

Passaggi tra poesia musica performances

Domenica 31 maggio, ARADEO

La serata si propone come un raduno di poeti e poete che offriranno liberamente all’ascolto del pubblico il dono delle loro poesie inedite e manoscritte , poi raccolte in un grande libro fabbricato dall’Associazione VerbaManent e conservate nel Fondo Archivio del Libro d’Artista Drosos (Aradeo). Il testo manoscritto e autografato non dovrà superare le dimensioni di un foglio, formato A4.

Chi vuole partecipare al poetico incontro, dovrà dare la sua adesione telefonica o via mail entro giovedì 21 maggio 2009.

Contatti: Maddalena Castegnaro : 08332 232261 – aneliramc@yahoo.it

martedì 21 aprile 2009

In libreria per Sellerio Il Silenzio dei Chiostri di Alicia Giménez-Bartlett

“Il giallo è capace di raccontare la realtà e la società come una volta facevano i romanzi epici”.

Alicia Giménez-Bartlett

È Marina, la figlia di otto anni del suo nuovo marito, a lanciare Petra sulle tracce di un assassino.
Al convento del Cuore Immacolato, dove la piccola va a catechismo, è stato ucciso frate Cristóbal, monaco cistercense dedito a ricerche di storia sacra. Dalla cappella è scomparso il corpo incorrotto del beato Asercio, meta di pellegrinaggi e visite turistiche. Petra e Garzón si ritrovano ben lontani dai soliti bassifondi. Madre Guillermina, suora basca tutta d’un pezzo, fumatrice incallita, è ben decisa a dirigere le indagini dal suo ufficio surriscaldato al centro di un labirinto di silenziosi corridoi per preservare la pace delle consorelle. Suore e monaci si danno a formulare ipotesi. Un testimone viene trovato morto in un’officina abbandonata. Il commissario Coronas richiede la consulenza di uno psichiatra famoso. Il mondo mediatico ha gli occhi incollati su una vicenda che si fa sempre più morbosa via via che pezzi della salma del beato cominciano a comparire in giro per la città.
Come sempre ribelle, Petra non vuole saperne di identikit psicologici o di vecchie storie legate al culto delle reliquie o alla Settimana Tragica di Barcellona, ma questa volta il filo da seguire è veramente troppo sottile e lo stress rischia di far fallire anche il suo terzo matrimonio.
In quello che forse è il romanzo più ambizioso della serie, Alicia Giménez-Bartlett salta con disinvoltura fra il divertente ritratto delle nuove famiglie allargate e un acido compendio degli aspetti più oscuri della Spagna profonda.

“Giménez-Bartlett ha un’antenna pazzesca, racconta sempre le cose peggiori che abbiamo intorno”.

Daria Bignardi


“I gialli di Alicia Giménez-Bartlett raccontano la Spagna di oggi meglio di un’inchiesta sociologica”.

Concita De Gregorio


Alicia Giménez-Bartlett, nota al grande pubblico grazie al personaggio della investigatrice Petra Delicado, protagonista dei romanzi Giorno da cani, Messaggeri dell’oscurità, Morti di carta, Riti di morte, Serpenti nel Paradiso, Un bastimento carico di riso, Il caso del lituano, Nido vuoto (tutti pubblicati nella collana La memoria). Con questa casa editrice ha inoltre pubblicato, nella collana Il contesto i romanzi: Una stanza tutta per gli altri (Premio Ostia Mare 2004), Vita sentimentale di un camionista, Segreta Penelope e Giorni d’amore e inganno.
Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 ha vinto il Premio Raymond Chandler organizzato dal “Courmayeur Noir in Festival”.

lunedì 20 aprile 2009

Progetto per una poesia in anonimo, finalmente. Utopia? Un'idea di Annamaria Ferramosca

L’idea della necessità di una poesia anonima mi è venuta leggendo un’intervista al poeta sardo Alberto Masala. Raccontava di certa poesia popolare sarda legata ad antichissime usanze, dove l’oralità e la memorizzazione dei testi ascoltati ne permettevano la trasmissione lungo generazioni. Rimanevano i testi migliori, imparati a memoria, magari anche trasformati di bocca in bocca, e nessuno ricordava più il nome degli autori. Si creavano così “poemi” anonimi, su temi ovviamente popolari e sentiti, un po’ come è successo al pluritesto omerico, frutto di molti cantori-aedi succedutisi nel tempo.

Da qui il mio convincimento che noi poeti siamo solo trasportatori di parole-senso e se qualche senso rimarrà degno d’essere trasmesso, di sicuro nel tempo non importerà tanto l’autore, quanto solo lo spessore e la bellezza condivisa della parola. Da qui la grande lezione di umiltà e di superamento dell’ego che scrive, che deriverebbe dall’anonimato in poesia, perchè un canto condiviso si fa naturalmente universale, non ha bisogno di autoreferenzialità. La parola poetica infatti, quella capace di resistere al tempo, si distacca dall’autore come entità autonoma, diviene logos-luogo profondamente umano cui non serve alcun supporto di correlazione biografica, sebbene possa esserci curiosità da parte del lettore.

Con una poesia in anonimo cadrebbero tutte le velleità autoreferenziali, le pubblicazioni di favore e a pagamento, si ridimensionerebbe il potere editoriale che in poesia ormai pubblica a ruota libera rinunciando alla qualità o nel migliore dei casi pubblica poco e quasi sempre coprendo le spese con il contributo dell’autore. Situazione, questa, ormai abbastanza nota anche al lettore sprovveduto, che resta disorientato di fronte alla mole di poesia pubblicata senza alcuna garanzia di qualità e spesso rinunzia all’acquisto di libri di poesia o si rivolge ai soliti classici. Ma oggi con le possibilità enormi di comunicazione e di coinvolgimento in rete, potrebbe essere possibile almeno tentare una soluzione diversa.

E se chi scrive poesia, noto o anche esordiente, è sicuro della propria scrittura, dovrebbe sentire la necessità di misurarsi con gli altri scriventi e confrontarsi con un largo pubblico, costituito in gran parte proprio da coloro cui la poesia vorrebbe essere rivolta.

Il progetto di massima, ma modificabile ulteriormente nei dettagli da chiunque, sito letterario o casa editrice o critico o semplicemente lettore appassionato, purchè onestamente interessato, procederebbe in tre fasi:

1^fase Concorso

concorso rivolto a tutti gli autori di poesia interessati, da pubblicizzare(a costo zero) in rete, nelle università, biblioteche, scuole, librerie, associazioni culturali, etc.

L’organizzazione del concorso è assunta da una consociazione di siti letterari di poesia e case editrici interessate a pubblicare poi su carta gli autori selezionati.

2^fase Selezione

la selezione dovrebbe avvenire on line per voto unico (tipo sondaggio) su gruppi di testi anonimi, inviati in anonimo dagli autori, che saranno visibili in rete per un congruo periodo di tempo. Prima del voto i lettori sottoscrivono l’ordinazione del libro che verrà poi pubblicato, contenente i testi degli autori che avranno avuto il maggior numero di voti, superando una percentuale minima prestabilita. L’operazione avrà seguito soltanto se si sarà raggiunto un adeguato n.ro di votanti.

3^fase Pubblicazione su carta e distribuzione

L’ operazione è a costo zero per ogni autore ed economicamente vantaggiosa per le case editrici, coperte nei costi dalle sottoscrizioni di acquisto dei lettori votanti.

L’idea può essere copiata, ampliata, ridotta, modificata. Purchè resti la condizione di una selezione realizzata in anonimo con voto pubblico.

venerdì 17 aprile 2009

IL MATRIMONIO TOMBA DELL’AMORE? PERCORSI DI LETTERATURA E DI ARTE DAL XVI AL XXI SECOLO

Il CAFFÉ LETTERARIO MIMOSE, nell’ambito della RASSEGNA ITINERARIO ROSA 2009, ha organizzato per venerdì 24 aprile 2009 presso Nuovo Conservatorio S. Anna di Lecce, un incontro che prevede due momenti: una conversazione e l’inaugurazione di una mostra collettiva.

Il tema è FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI: IL MATRIMONIO TOMBA DELL’AMORE?
PERCORSI DI LETTERATURA E DI ARTE DAL XVI AL XXI SECOLO.

Alle ore 18,30 avrà inizio la conversazione. Interverranno:
PAMELA SERAFINO, giornalista e CLELIA COPPOLA, fotografa. Coordina POMPEA VERGARO, giornalista.

Alle ore 20,00 sarà inaugurata la collettiva.
Le artiste saranno presentate da Pompea Vergaro.

Durante la serata, in Duo violino e violoncello, ELISA CARICATO e ANGELICA MOGAVERO si esibiranno con brani di: Ennio Morricone, Georg Philipp Telemann, Johann Sebastian Bach. La mostra rimarrà aperta dal 24 aprile al 3 maggio 2009.
L’evento è curato da Pompea Vergaro.

LA CONVERSAZIONE

“Gli storici sociali riconoscono che quello della coppia coniugale è uno dei temi centrali del XIX secolo, quando per la prima volta si scopre l’idea del sentimento nel matrimonio.
Infatti, questa istituzione universale, fino al 1700 era un contratto fondato su scopi meramente sociali, politici e economici.
L’idea del progetto è nata da un’indagine dalla quale è emersa l’attenzione, la curiosità, la preoccupazione nonché il senso di confusione per una questione che riguarda e coinvolge l’intera società.
La conversazione vuole essere una RIFLESSIONE con l’intento di sdrammatizzare una tematica così importante i cui toni si ritiene non si possano, infine, forzare più di tanto, per cui l’incontro sarà percorso da una vena di sottile ironia, come si evince dal titolo stesso.
Filo conduttore della conversazione sarà uno spumeggiante PERCORSO LETTERARIO(dal ‘500 ai nostri giorni: Manzoni, Tolstoi, Flaubert, Simone De Beauvoir, Mann, Castellaneta, Ibsen) e ARTISTICO (citando quadri famosi come quelli di Lotto, Mantegna, Van Eyck, Van Dyck, Chagall, Botero.

LA COLLETTIVA
Propone nove artiste: ALMADRESSA (alias MARIA BEATRICE PROTINO, ALEMANNO LUCIA, ERRIQUEZ MARIA ANTONIETTA, DEL TINTO MICHELA, LEGNO GABRIELLA, PETARRA MIMMA, SCIURTI ROBERTA, STOMEO GIANNA, VITTI ROSANNA.

Coi loro lavori, traendo ispirazione dal tema, rappresenteranno la cognizione del rapporto coniugale ai nostri giorni, ognuna con la propria tecnica e stile: una delle peculiarità proprie dell’arte contemporanea.
Ci si propone uno scambio di esperienze nell’incontro di differenti personalità: “nove artiste, nove emozioni, nove voli di farfalle che si librano libere nell’aria alla scoperta di se stesse e del mondo”.

mercoledì 15 aprile 2009

Monica Silva a favore della Fondazione Hospice Maria Teresa Chiantore Seràgnoli

L’evento di beneficenza a favore di
Fondazione Hospice Maria Teresa Chiantore Seràgnoli Onlus


Mercoledì 27 Maggio, la Galleria Stefano Forni e l’Associazione Amici dell’Hospice presentano la mostra “Suggestions from Spoon River”, personale della fotografa Monica Silva. Saranno esposte alcuni scatti inediti e altre opere legate al progetto “Life Above All”, ispirato ai personaggi dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Parte del ricavato della vendita delle opere sarà devoluto alla Fondazione Hospice Maria Teresa Chiantore Seràgnoli Onlus. La Fondazione ha come scopo il ricovero e l'assistenza dei malati oncologici in fase avanzata e progressiva, l'applicazione di cure palliative ai pazienti ricoverati al fine di migliorarne la qualità e la dignità della vita, l'erogazione di prestazioni diagnostiche, terapeutiche e di riabilitazione, in accordo o convenzione con l'Azienda sanitaria locale di riferimento, l'attuazione e la promozione della formazione e della ricerca scientifica in campo oncologico e in medicina palliativa.
Per l’occasione è stato ideato un prezioso catalogo contenente le fotografie della mostra e alcune poesie tratte dalla celebre antologia. Il catalogo stampato in tiratura limitata (1000 copie), è stato progettato ai soli fini benefici e i proventi saranno interamente devoluti alla Onlus. La sua acquisizione darà diritto di partecipare ad un’ estrazione effettuata durante la serata di inaugurazione. Il possessore del numero di catalogo sorteggiato, se presente, vincerà un’opera dell’artista di cui sarà protagonista, ritratto in costume come i personaggi di Spoon River.


Il progetto di Monica Silva: “Life Above All”

“L’uso del colore per Monica Silva è essenziale. Sia nel paesaggio che per le figure, l’artista usa la sua notevole creatività per andare alla ricerca dell’energia che le tonalità cromatiche sprigionano, mettendo in evidenza quelle positive usando filtri e oggetti che agiscano come il pennello per un pittore. Queste caratteristiche del suo pensiero fotografico, insieme ad altre, si ritrovano anche in questo complesso progetto dedicato all’Antologia di Spoon River, opera tradotta da Fernanda Pivano e pubblicata per la prima volta in italiano nel 1943 da Einaudi.
[…] Le atmosfere delle fotografie sono al limite della decadenza, come in quelle nature morte definite “vanitas” che nel Seicento venivano infarcite di simboli allusivi alla caducità della vita. Un teschio, uno specchio appannato, un antico libro, oppure un violino silenzioso e uno spartito musicale […]. La fotografa compie così un ribaltamento dell’iconografia classica: attraverso la “licenza fotografica” si consente di trasformare i morti in vivi, in persone vitali, immortali, pronte a ballare, leggere, strimpellare. I volti dei modelli restano mesti, gli sguardi corrucciati, le pose anche, tanto che viene in mente “La Maddalena Penitente” dello stesso Caravaggio. Sono i segnali di un passato non ancora estinto, eppure si percepisce questo sentimento di rinascita in cui tutto è imbevuto, atto di fede della fotografa che crede nel potere rigenerativo della vita anche dopo un trauma esistenziale. I personaggi di Spoon River, essendo morti, non avrebbero più chance di ritornare. Ora invece rinascono giovani e bellissimi, e le ossa sparse per terra non sono lì a rappresentare la sconfitta, non sono trofei collezionati dalla morte, ma piuttosto la rivincita di chi è ancora in questo mondo e ha vinto la morte stessa.”

Barbara Silbe



SEDE: Galleria Stefano Forni – Piazza Cavour, 2 – Bologna
INFORMAZIONI: Galleria Stefano Forni tel. +39 051 225679 – arte@galleriastefanoforni.com


INAUGURAZIONE: Mercoledì 27 maggio 2009 dalle 18.30
DATE: DAL 27 maggio 2009 al .. giugno 2009
ORARI: da martedì – sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30


UFFICIO STAMPA:
FABRIZIO SAVIGNI
Tel. +39 3355214570
fsavigni@gmail.com

PARTNER E SPONSOR DELL’EVENTO:

FONDAZIONE HOSPICE MARIA TERESA CHIANTORE SÉRAGNOLI ONLUS ; BIG TOURS; MINERVA EDIZIONI; LIBRERIE AMBASCIATORI;
CAFFÈ SEGAFREDO; CESARINI SFORZA.

martedì 14 aprile 2009

LUCIA MANCA: L’ARTE E LA MUSICA CONTRO LE DIFFERENTI FORME DI VIOLENZA

E LA MUSICA CONTRO LE DIFFERENTI FORME DI VIOLENZA

Un’ iniziativa ideata da Alessandra De Donatis
in collaborazione con le associazioni “Io Donna” (Brindisi), “Naemi” (Lecce), AWMR – Associazione Donne della Regione Mediterranea, “Soroptimist International”, “ArciLesbica”, “Arcigay”, “Uomini in gioco” (Bari)
con il Patrocinio di: Regione Puglia, Assessorato Pari opportunità e Cultura Provincia di Lecce



L’iniziativa ha come principale obiettivo la sensibilizzazione e l’informazione del pubblico sulle differenti forme di violenza e stimolare la creazione di un coordinamento tra i servizi pubblici e privati – consultori e associazioni - per dare risposte adeguate a tutte le vittime di discriminazioni e di abusi.
Per affrontare in maniera adeguata le differenti tematiche (stalking, violenza sessuale su donne e minori, devianze giovanili e discriminazioni di genere) l’iniziativa si suddividerà in due giornate durante le quali sarà tenuto esposto un telone appositamente realizzato dall’artista Alessandro Passaro che farà tappa nei diversi comuni della Provincia (scelti a campione), e verrà proiettato un video realizzato dall’artista Remo Spada:

Lucia Manca voce
Emanuele Coluccia piano
Andrea Rizzo batteria
Luca Alemanno contrabbasso




Data: giovedì 16 aprile 2009
Ora: 21.00 - 23.30
Luogo: PALAZZO DEI CELESTINI
Città: Lecce, Italy

giovedì 9 aprile 2009

Il peso sottile dell'amore ovvero il primo romanzo di Ersilia Cacace (Enrico Folci editore)



In questi giorni è uscito in libreria per i tipi di Enrico Folci editore il primo romanzo di Ersilia Cacace dal titolo "Il peso sottile dell'amore" ... un giallo che parla d'amore.

Una storia che sembra riemergere dopo anni trascorsi sotto un velo di polvere. un mistero da sciogliere e comprendere. Sospetti da dissipare e dubbi da verificare. Sullo sfondo, forte eppure nascosto, un amore che non ha ancora trovato il coraggio di emergere.

martedì 7 aprile 2009

Da Nancy Motta a Luigia Scardicchio per Civiltà dell’ulivo e della vite / il Salento contemporaneo fotografato


Giovedì 9 aprile alle ore 18, allo Spazio in Via Calvario 77 di Erchie (BR), sarà inaugurata la mostra "Civiltà dell’ulivo e della vite / il Salento contemporaneo fotografato", a cura di Massimo Guastella, nell’ambito delle festività erchiolane dedicate alla patrona Santa Lucia, che quest’anno celebrerà la presenza delle sante reliquie provenienti da Siracusa e il gemellaggio con la città siciliana.

La mostra delle opere di 20 artisti/fotografi è allestita nelle sale di via Calvario 77, da Maddalena De Nuzzo. La scelta curatoriale propone non meri scatti fotografici a carattere documentale o di fotoreportage ma una più articolata contaminazione nella dimensione estetica. Invero non si è scelto, sostiene il prof. Guastella, “celebrare retoricamente i due "motivi", di vite e ulivo, sentinelle perenni del paesaggio salentino, e più in generale del Mediterraneo, ma carpirne la percezione contemporanea, che nello scorrere di una millenaria civiltà, osserva oggi un confronto tra scenari tradizionali e mutazioni ambientali”. Esiti fruibili attraverso la singolarità interpretativa di ventuno fotografi/artisti, che nei caratteri di disomogeneità stilistica ed espressiva per denominatore comune si legano alle origini ovvero al radicamento comune al territorio salentino non privo di relazioni con le dinamiche culturali della globalità.




Tra i fotografi/artisti una certa rilevanza assume la presenza di Pio Tarantini (sua l’immagine logo della mostra), fotografo originario di Torchiarolo da anni trasferitosi a Milano e con un curriculum di ricerca fotografica, espositivo, critico e didattico di certo spessore. Il suo “ritorno” professionale nel Salento rappresenta uno stimolo e un incoraggiamento a sostenere le potenzialità creative del medium fotografico.

Al pari va considerata la partecipazione alla collettiva di Fernando Bevilacqua, riconosciuto esponente di spicco della fotografia salentina, autore di “scatti” assai noti a chi pratica gli ambienti culturali del territorio, che sarà presente con sue opere insieme a quelle del figlio Carlo Elmiro: giusto per indicare una trasversalità non solo generazionale che connota la mostra. In tal senso rilevanti sono le presenze di due accreditati fotoreporter salentini quali Claudio Longo e Massimiliano Spedicato, più noto come “Massimino”, e della fotogiornalista Nancy Motta a cui si affiancano i nomi degli artisti visivi Francesco Bramato, Giuseppe Scarciglia, Francesca Speranza. Partecipano inoltre: Pippo Affinito, Nico Barile, Federica Bruno, Arianna D’Accico, Angelo Locorotondo, Terasia Panagrosso, Alessandro Rodia, Ida Santoro, Luigia Scardicchio, Gabriele Spedicato e Giovanni Membola.

Uno spazio specifico nel percorso espositivo è stato riservato a Carlo Michele Schirinzi, giovane videomaker affermato sul piano nazionale, che presenta Addestramento all’Apocalisse un lavoro sul tema della guerra dove costante è la presenza simbolica di un ulivo.
La mostra, corredata dal catalogo stampato da Locorotondo editore resterà aperta fino al 3 maggio.

Erchie (BR) Spazio via Calvario, 77 dal 9 aprile al 3 maggio 2009
Orari mostra: tutti i giorni feriali 18-21; prefestivi e festivi 10-13, 18-21
Info: tel. 3921040404 - 333 5030680 - fax 0831 767573 - vincenzoconte69@yahoo.it


l'immagine è di Pio Tarantini, Ombra su parete rosa, Salento 2007

venerdì 3 aprile 2009

Laura Tedeschi si racconta ...

Sono nata nel 1968 a Rapallo, cresciuta ad Asiago e poi 16 anni fa trasferita a Vienna,dove curo il mio Atelier.
Il mio avvicinameto all’arte avviene da subito nell’ambiente familiare,grazie a mio padre, maestro impressionista. Da lui apprendo lo spirito dell’artista, le tecniche pittoriche, mi avvicino a grandi maestri, e non meno importante vivo a diretto contatto con il mercato dell’arte. Dedico anni e anni di silenzioso studio al disegno e seguendo il mio carattere sensibile ma solare sono portata fin da subito all’introspezione.
Dopo una „gavetta“ da disegnatrice, mi avvicino timidamente all’impressionismo arrivando all’espressionismo, stile che caratterizza la mia arte attuale.
Ho vissuto sempre a contatto con la natura e anche adesso che abito a Vienna il mio Studio é situato ai piedi del Wienerwald, sulle scie di Klimt e Schiele


Laura Tedeschi
www.lauratedeschiarte.blogspot.com
www.lauratedeschi.com

lunedì 30 marzo 2009

Mariana Ferratto, Inside # 4- Nascondino

MARIANA FERRATTO

INSIDE #4 - Nascondino


The Gallery Apart - Roma - Via della Barchetta, 11


Inaugurazione: 3 aprile 2009 ore 20,00


Il vernissage della mostra è parte integrante del Freaky Friday organizzato in occasione della seconda edizione di ROMA – The Road to Contemporary Art.


Per il quarto appuntamento INSIDE, The Gallery Apart propone nella sua sede di via della Barchetta 11 la videoanimazione Nascondino, ultimo lavoro di Mariana Ferratto che si affianca alla videoinstallazione I pesci rossi crescono in base alla dimensione dell’acquario, contemporaneamente in mostra presso la Fondazione Adriano Olivetti di Roma.

Anche in questo caso si tratta di una prima volta. Così come ne I pesci rossi crescono in base alla dimensione dell’acquario l’artista, finora sempre impegnata nella realizzazione di video che la vedevano attrice protagonista, esordisce nel ruolo di regista lavorando con una troupe e con altri attori, con Nascondino Mariana Ferratto si cimenta per la prima volta con la tecnica della videoanimazione, proponendoci una storia breve ed eterea che al primo impatto produce un cortocircuito tra lo spessore del lavoro di produzione, che comporta centinaia e centinaia di disegni a formare pochi secondi di movimento, e la levità dell’immagine restituita.

Con una resa volutamente primaria e quasi infantile nel tratto, a sottolineare l’essenzialità della materia trattata, Ferratto torna su problematiche tipiche della sua poetica, riconducibili fondamentalmente all’identità di genere e ai rapporti interpersonali, in questo caso alla relazione tra uomo e donna.

Le immagini, nel contempo esplicite e misteriose, coltivano il dubbio e l’ambiguità, nell’intento da una parte di rendere il punto di vista dell’artista e dall’altra di rappresentare per lo spettatore una base di lancio dei propri pensieri e delle proprie visioni. Pochi secondi per affermare l’immagine complessa di relazioni fondate sulla complementarietà, sulla dipendenza, sulla competizione, sulla sopraffazione, sull’amore e sul dolore, poi l’artista lascia il campo ai sogni e agli incubi di ciascuno.

Mike Samaniego ha composto la colonna sonora originale del video, una libera reinterpretazione dell’aria di Papageno de Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart.

Inside #4 - Nascondino - Mariana Ferratto

da venerdì 3 aprile 2009 a lunedì 4 maggio 2009
Luogo: The Gallery Apart Via della Barchetta 11 - Roma, Italy

Telefono: 0668809863
E-mail: info@thegalleryapart.it

venerdì 27 marzo 2009

Madre di mare tratto da Pelle a Pelle di Marthia Carrozzo (LietoColle)

Madre di mare, madre di mare, sono.
Bianco lamento che d'acqua si sgrana.
Molo che sporge, che punge, ferisce.

Madre di mare, madre di mare, sono.
Cale svettanti di spuma incrostata.
Pori più attenti, che apro, che apro. Mi apro.


Madre di mare, madre di mare, sono.
Madre di figlio solcato, arruffato.
Mio capriccioso figliolo di sale.

Madre di mare, madre di mare, sono.
Solco io stessa, io scossa, io presa.
Solco riempito da figlio che spinge,
Porto trabocco di ostriche e perle,
Guizzo amaranto che ingrossa e che viene.

Madre di mare, madre di mare, sono.
Landa discinta che aspetta distesa.
Sabbia sottile che scrive la vela.
Che, già lontana, la scorge, la porta.

Madre di mare, madre di mare, sono.
Distesa azzurra di aguzzi turchesi.
Abbaglio azzurro.
Nero fondale di molli sonagli.
Rotta che insegui, che infili. Mi bevi.

Tu, palombaro, che soffi e che scavi.
Chiami alle valve d'orecchi già tesi.
Lecchi ogni lobo, ogni anfratto, ogni bocca,
a rintracciarne le vene pulsanti,
fino a sentirle, sorgive e più inquiete
bussare forte, bussare dal fondo.

Madre di mare
ti tengo, ti reggo, capace,
a rinfrancare ogni fremito d'acqua.

Madre di mare
t'asciugo la sete e le dita,
la madrevite che mischio e ricucio.

E poi riaffioro, t'inondo, più grande,
tu che del mare possiedi l'odore,
se spingi forte, più forte, più ancora,
fino a che il sangue s'è fatto di Dio.

sabato 21 marzo 2009

Alcune mie opere alla Biennale di Taviano e alla Triennale d'Arte Sacra 09


Eccovi le schede degli appuntamenti dove sono presente con le mie opere
Paola Scialpi


Triennale d'Arte Sacra Contemporanea


La Quinta Triennale d'Arte Sacra Contemporanea, a cura di Toti Carpentieri, e si articola in tre sezioni contemporanee: "Sacra", una mostra/omaggio dedicata a Mimmo Paladino; ''Exempla'', la mostra sul tema ''Il Battesimo porta della fede'' con ventidue opere di altrettanti artisti; il Premio ''Paolo VI'' 2009 ad invito su segnalazione di critici e direttori di Musei ed Istituzioni. Catalogo Martano Editore, testi di Toti Carpentieri, Achille Bonito Oliva e Pietro Marino

Triennale d'Arte Sacra Contemporanea
PERIODO dal 14/3/09
al 3/5/09
CITTÀ Lecce
NAZIONE Italia
SEDE Antico Seminario Vescovile
Piazza Duomo 9



Biennale del Mediterraneo

Dal sabato 21 marzo 2009
al sabato 04 aprile 2009


Avila Pedro | Pablo Diaz | Balsebre Vittorio | Barcelò Roberto | Basso Gianluca | Belik Anatoli Nikolaevich | Biwu Luo | Bondarenko Nikolai Nikiforovich | Bostokov | Botamanenko Oleg Ivanovich | Brahim Achir | Bourguet Mario | Valbuena Eduardo Nunez | Camejos Noammes Rosellò | Caputo Tonino | Chiesa Renato | Cobo Catalina | Coni Roberta | Corallo Giovanni | Dall’Olio Luca | D’Amore Tonino | DE Carvalho Andrea | De Lauri Maria Teresa | D’Elena Giuliano | Dell’Anna Giovanni | De Micco Simone, D’Orazio Fausto, Economidau M., Fiore Riccardo, Frassi G., Galeano Raimondo | Guido Rita | Guzman Cristobal Gonzales | Hagyea | Iatruli Lila | Iorizzo Michelino | Khokhlov Feder Ivanovich | Koka Idlir | Kosin Yakovlev M.N. | Kutorskoi Semen | Abramovic | Dekhis Amor | Labrada Alexis Rosellò | Leroy Alain | Lilanga Gorge | Lupattelli Giorgio | Ma Lin | Maggio Bruno | Malinovski Viktor Petrovich | Mantegazza Flaminia | Mirza Mameldzija | Topcic Sandra | Massari Antonio | Meda Pierluigi | Mura Carla | Nadereau Maceo Efrain | Nazareno Aleksandr Grigorevich | Napduk M. | Nesimovic Samir | Osipenko Andrei Ivanovich | Pagliacci Mirko | Panich Igor Vasilevich | Pavlyuk Georgi Nikolaevich | Pelipenko Nina Kornelevna | Petrik Mikhail Petrovich | Piaccione Gianluca | Polo Osvaldo | Pmokmlov Fedor Ivanovic | Rinaldi Oreste | Russo Vito, Sakarov T. | Scialpi Paola | Sciame Marco | Sergi Luigi | Sergi Milena | Sokolov Artur Mikhailovich | Somoza Abel | Soulè Ariel | Specchia Gigi | Spedicato Salvatore | Stanislavski NMikolai Matveevich | Starostin Aleksei Mikhailovich | Malarico Gabriele | Tarasenko Aleksandr Petrovich | Tomasetti Giampaolo | Tondo Rita | Valido Rino | Veggetti Kanum | Luigi Christopher | Vergas Desmanis Gonzales | Vintenko Boris Mikhailovich | Wang Yu | Wei Chen | Zacero Andrjano | Zappino Eugenio | Zaruba Berlyavskaya | Zguro Fani | Cermaria Claudio | Palomino Yasiel | Vostokov | Guo Lian Yie.

La rassegna di arti figurative si svolgerà a Taviano dal 24 marzo al 4 aprile. Più di 150 opere, scultoree e pittoriche, saranno esposte nelle sale di Palazzo Marchesale ed in altri siti culturali comunali. Grazie al coinvolgimento delle ambasciate italiane all’estero e dei consolati, saranno presenti alla biennale diversi paesi europei, del Medio Oriente, dell’Asia e del Centro America, tra cui: Russia, Georgia, Ucraina, Cina, Cuba, Brasile, Messico, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Corazia, Albania, Grecia, Germania, Tanzania, Argentina, Australia, ecc... Esporranno artisti internazionali del calibro di Arie Soule, Andriano Zacero, Ponomareko, Vostokov, Panov, Fani Zguro ed altri appartenenti ai vari filoni artistici nazionali e stranieri, quali: il Realismo socialista, l’Impressionismo, l’Avanguardia, l’Astrattismo, ecc… Tra gli italiani: Mirko Pagliacci, Vito Russo, Lupattelli, Tonino Caputo, Talarico, ecc… La direzione artistica della Biennale è affidata al dott. Corrado Calò, direttore del Cen.Int. Italia; supervisore della rassegna è la dott.ssa Reghini, professoressa di antropologia culturale e storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha curato nel ’94 la sezione Bulgaria della Biennale di Venezia. Interverranno alla conferenza stampa di venerdì il Sindaco del Comune di Taviano, dott. Salvatore D’Argento; l’Assessore comunale alla Cultura, dott. Stefano Ria; il direttore artistico della Biennale del Mediterraneo-Città dei Fiori, il dott. Corrado Calò; il preside della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università del Salento, prof. Giovanni Invitto; il Consigliere culturale dell’Ambasciata cinese a Roma, dott. Zang Yhand; la critica d’arte cinese Hu Yu Qing, e l’artista-filosofo Giuliano D’Elena. Sarà, inoltre, presente una rappresentanza cinese di artisti e critici d’arte. Organizzatore della rassegna è il Comune di Taviano, con il contributo della Regione Puglia, il patrocinio della Provincia di Lecce e di Confindustria Lecce. La Biennale ha l’obiettivo precipuo di far conoscere, al grande pubblico, artisti salentini, nazionali ed internazionali che operano nel campo figurativo e che sono interpreti delle tensioni coscienziali della nostra epoca. L’esposizione sarà preceduta da seminari e convegni di preparazione sui temi della inter-culturalità, della interreligiosità, della cooperazione e dello sviluppo internazionale, con l’intervento di autorevoli personalità. La rassegna sarà accompagnata dalla realizzazione di un catalogo illustrativo rappresentativo delle principali opere esposte. Seguirà una manifestazione pubblica conclusiva con la partecipazione di alcuni degli autori protagonisti.

Direttore artistico Dott. Corrado Calò

Palazzo Marchesale De Franchis
Citta dei Fiori, Taviano


fonte iconografica Irene Leo

Elena Mutinelli, Sculture

Durante l'apertura ufficiale dello Sportello Comunale
presso la Galleria Auchan di Cesano Boscone saranno esposte tre sculture di

Elena Mutinelli

Domenica 22 marzo 2009 ore 11

Le opere saranno esposte fino al 11 aprile

in collaborazione tra il direttore della Galleria Auchan, Maurizio Martella
e Giorgio Lodetti della Libreria Bocca di Milano



Elena Mutinelli nasce a Milano il 4 luglio 1967.

Dopo aver conseguito il diploma di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel 1989/90 con i docenti A. Cavaliere, Cascella, L. Silvestri, si trasferisce a Pietrasanta per apprendere la tecnica del marmo.

Si stabilisce definitivamente nel 1995 a Milano, collabora con le Gallerie d’Arte: Compagnia del Disegno, Galleria Marieschi, Galleria Gabriele Cappelletti Arte Contemporanea, Galleria Entroterra e la Galleria Franco Senesi Fine Art a Positano (SA).

Le opere di Elena sono state esposte presso il Museo Lo Studiolo di Milano, il Jolly Hotel Madison Towers di New York, e all'Università di Storia dell’Arte di Siena, fanno parte di collezioni private e pubbliche nazionali ed interanazionali.

Nel 2005 Il comune di Reana del Royale (UD) inaugura il monumento in marmo, nella piazza municipale: Vuoto di mani congiunte.

Ad oggi sono numerose le mostre personali e collettive alla quali partecipa in Italia e all'estero.


Giorgio Lodetti

Libreria Bocca dal 1775
www.libreriabocca.com
02.86462321 02.876572

lunedì 16 marzo 2009

PopCo di Scarlett Thomas

Dopo Che fine ha fatto Mr. Y arriva in Italia PopCo per una storia tutta da decifrare
Già nel 2001 Scarlett Thomas era stata definita dall’Indipendent on Sunday “una tra i venti migliori scrittori inglesi”.

All’epoca la giovane autrice, nata nel 1972, aveva al suo attivo solo quattro romanzi e una manciata di racconti. Negli anni successivi sono arrivati Going Out, pubblicato nel 2002, PopCo, del 2004 ma appena edito in Italia, e Che fine ha fatto Mr. Y, del 2006, opera che ha fatto conoscere il suo talento anche da noi.




Quest’ultimo romanzo, incentrato su un elemento classico come può essere un libro maledetto, è costituito da un cocktail quasi irresistibile di avventura e di riflessioni che spaziano dalla filosofia di Derida alla fisica quantistica. A questi elementi si aggiunge, da un certo momento, l’ingresso nella Troposfera, una realtà difficile da definire che consente di entrare nelle menti altrui e di viaggiare nel tempo e nello spazio. E sarà proprio l’ingresso in questa realtà fantastica a costituire la svolta del romanzo, fino a giungere alla sorprendente conclusione.

Protagonista della storia è Ariel Manto, studentessa impegnata nella tesi di dottorato capace di passare da una situazione scabrosa e degradata all’astratto mondo della teoria con estrema disinvoltura senza per questo perdere in credibilità.

Il successo non si è fatto attendere anche nel nostro Paese, con le sue 85.000 copie vendute fra edizione rilegata ed economica.

E a giudicare dalle 20.000 copie vendute in un solo mese sembra proprio che PopCo sia destinato a ripercorrerne le orme.

Proposto in un’affascinante veste grafica, con copertina imbottita e bordo delle pagine dello stesso intenso colore azzurro, indaga nel mondo delle multinazionali attraverso strumenti inconsueti come la crittografia e la matematica. Senza dimenticare che si tratta comunque di un’avventura, e che a volte per risolvere un enigma può essere molto utile avere a disposizione una mappa del tesoro.

Sul sito della casa editrice è possibile visionare il booktrailer.

La quarta di copertina:

Cosa sta succedendo ad Alice Butler, esperta in analisi statistica e seriamente impegnata a combattere dall’interno l´ordine mondiale propugnato dalla cattivissima PopCo., la multinazionale del giocattolo per la quale lavora? Chi si nasconde dietro i messaggi in codice — rigorosamente anonimi — che negli ultimi tempi qualcuno le scrive regolarmente? Si tratta di pericolosi avvertimenti o, dietro queste curiose sequenze alfanumeriche, si cela una voce che viene dal passato? Muovendosi sul filo dell’avventura e della memoria, Alice rifiuta di votarsi al carrierismo e all’ipocrisia che dominano il suo ambiente di lavoro e si tuffa alla scoperta di un segreto che custodisce fin da quando era bambina. Si tratta di un monile molto particolare, un dono del nonno che, in quel gioiello, ha nascosto la mappa di un tesoro speciale. Quando gli avidi manager della PopCo. si rivelano pronti a tutto per accaparrarsi la chiave di un'ipotetica fortuna, ecco che la giovane matematica scopre di non essere sola. Dietro le scrivanie della PopCo., infatti, siedono altri impiegati sovversivi, gli adepti di un gruppo antiglobalizzazione — il NoCo. — schierato dalla parte dei diritti umani contro ogni forma di mercimonio. Inevitabile, tra la PopCo. e il NoCo. si scatena una guerra sotterranea senza esclusione di colpi: un´emozionante girandola di colpi di scena in cui lo stile di Scarlett Thomas regala sorprese in grado di stupire il lettore dalla prima fino all’ultima pagina.


Scarlett Thomas, PopCo (PopCo, 2004), Newton Compton Editori, collana Nuova Narrativa Newton.

Pag. 480, 12,90 €, ISBN 978-88-541-1349-7

fonte http://www.fantasymagazine.it/notizie/9971/il-ritorno-di-scarlett-thomas/

venerdì 13 marzo 2009

La mia personale In punta di Libro per Itinerario Rosa 09


Riporto il comunicato che verrà diffuso prima della mia personale "In Punta di Libro", per Itinerario Rosa 09. Segnalo inoltre due appuntamenti a Lecce, di rilievo con la poetessa Annamaria Ferramosca, che presenta il 2 aprile insieme a Elisabetta Liguori, Bianca Medeccia, Antonio Cavallo, e Carmela cataldo, presso la sala conferenze dell'ex Conservatorio S. Anna il suo Curve di Livello (Marsilio ed.). Invece il 20 marzo sarà la volta di Luisa Ruggio con il suo La Nuca (Controluce edizioni)presso le Officine Cantelmo alle ore 18,00

Paola Scialpi

Roberto Cotroneo ha dedicato un suo libro a lei, e alla storia della sua libreria voluta fortemente con il marito Edo. Dice Roberto Cotroneo in un’intervista rilasciata a Sandra Petrignani sul numero di Panorama del 7 febbraio 2006: “Edo era un ex calciatore che amava i libri e voleva aprire una libreria. Anna insegnava. Gli diede lezioni private perché lui voleva prendere il diploma liceale. Si conobbero così. Insieme aprirono la libreria Palmieri, nel centro di Lecce. Io lei l'ho conosciuta entrando nel suo negozio. Mi colpì la sua storia, che in città conoscono in molti”.
In occasione dei quaranta anni di attività della Libreria Palmieri, l’artista leccese Paola Scialpi dedica ad Anna Palmieri una piccola grande mostra dal titolo “ In punta di libro ....”, dodici opere grafico – pittoriche che danno corposità al libro come vero protagonista delle nostre vite e delle società che s’impegnano, liberamente ispirate ad opere di autori tra gli altri come Calvino, Moravia, Maraini, Einstein, e il salentino Raffaele Gorgoni.
La mostra è dedicata a tutti coloro che come Anna Palmieri amano veramente il libro, che sono ancora capaci di emozionarsi dinanzi ad un bel romanzo e comunque dinanzi alla buona scrittura. La mostra,all'interno del programma Itinerario Rosa 09,sarà possibile visitarla dal 29 marzo al 5 aprile 2009 presso Palazzo Turrisi in via Marco Basseo a Lecce dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 20,30. Inaugurazione il 29 marzo alle 18,00.
Qualcuno ha detto “ la bellezza ci salverà “ e la cultura è il miglior veicolo per la salvezza.

Paola Scialpi – “Ho incominciato a dipingere ancora prima di imparare a scrivere. Ho studiato affinché il disegno e il colore potessero aiutare a risolvere i disagi esistenziali sia nell'infanzia che nell'emarginazione adulta (in particolare nelle carceri). Insegno Arte da trent'anni e amo il mio lavoro. Le mie opere sono state esposte nelle più importanti sedi nazionali e internazionali”

giovedì 12 marzo 2009

SONIA CECCOTTI "FACCE RICICLATE"

Inaugurazione sabato 28 marzo 2009 - ore 19,00
testo in catalogo: Barbara Meneghel
dal 28 marzo al 20 giugno 2009
catalogo edizioni GiaMaArt studio
direzione Gianfranco Matarazzo
http://www.giamaartstudio.it/




Alla sua prima personale presso la galleria GiaMaArt studio, Sonia Ceccotti presenta una serie di lavori a carboncino di varia dimensione, dedicati al tema del ritratto. Il titolo scelto per la mostra, “Facce riciclate”, fa innanzitutto riferimento alla volontà di proporre una serie di disegni i cui soggetti siano già stati utilizzati in precedenti lavori: l’artista stessa (il soggetto in cui riesce ad esprimersi meglio); il compagno; gli affetti famigliari, ma anche immagini femminili tratte da internet in base a scelte meramente estetiche. Nello stesso tempo, però, il concetto del “riciclaggio” rimanda anche alla scelta di inserire nel disegno elementi “poveri”. Si tratta di materiali tratti direttamente dalla vita quotidiana, e in particolare dal materiale da imballaggio: cartone ondulato (che funge da supporto al disegno), nastri adesivi da pacco, nastri isolanti, codici a barre. Elementi che vengono distribuiti sul supporto del disegno a inframmezzarne i tratti, a sottolineare particolari punti di luce e ombra, a dare intensità agli sguardi. Il tutto dà vita a un’estetica del recupero che da un lato interroga e illumina i tratti figurativi del carboncino, dall’altro intrattiene un dialogo con la vita quotidiana muovendosi in una precisa direzione: quella della riabilitazione del “basso”, di qualcosa che altrimenti verrebbe fisicamente scartato e svalutato. Il risultato è un interessante connubio di figurazione tradizionale e intervento materico, che contribuisce a suscitare interesse e attrazione nello spettatore. Con questa precisa scelta estetica, Sonia Ceccotti inaugura un nuovo filone di ricerca che si affianca alla pittura a olio fin qui utilizzata. Non una sostituzione, ma un modo alternativo di sentire e interpretare il proprio lavoro, nato da una circostanza puramente casuale: il continuo utilizzo del materiale da imballaggio per avvolgere le proprie tele (comune a tutti gli artisti). Da qui, la curiosità e l’urgenza di tradurre in opera la propria esperienza quotidiana, facendo passare i soggetti ritratti quasi in secondo piano rispetto alla modalità stessa del fare.

mercoledì 11 marzo 2009

Alle signore piace il nero

Sarà disponibile nelle librerie a partire dal 3 marzo questa nuova antologia dedicata al noir al femminile, edita da Sperling&Kupfer e curata da Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani, si intitolerà “Alle signore piace il nero - Storie di delitti, crimini e misfatti”.

A confrontarsi con il genere più in voga del momento saranno Carmen Covito, Grazia Verasani, Barbara Garlaschelli, Cinzia Tani, Nicoletta Vallorani, Donatella Diamanti, Licia Giaquinto, Adele Marini, Elisabetta Bucciarelli, Daniela Piegai, Daniela Losini, Claudia Salvatori, Diana Lama e Nicoletta Sipos. Ma la principale novità del progetto è la scia di anticipazioni che le 14 autrici, da qui alla data di uscita, lasceranno su internet: piccoli assaggi di ogni racconto verranno infatti pubblicati ogni giorno sul blog MissFatti - Arsenico e nuovi merletti.

Potrebbe essere molto interessante tenere d’occhio i dati di vendita di questo prodotto, giusto per capire quanto il contatto diretto con i lettori via internet, peculiarità di tutte e 14 le ragazze in nero, darà o meno i buoni frutti che lascia sperare.

fonte www.booksblog.it

giovedì 5 marzo 2009

LE DONNE DI SPOON RIVER di Monica Silva

Le donne di Spoon River dell’artista MONICA SILVA apre la stagione espositiva di Pomposa Arte 2009. Le fotografie selezionate per la mostra, che inaugura domenica 8 Marzo all’Abbazia di Pomposa, costituiscono un estratto del progetto Life Above All, liberamente ispirato ai personaggi dell’Antologia di Spoon River del poeta americano Edgar Lee Masters. In questa iniziativa organizzata dal Comune di Codigoro, sono le donne ad essere protagoniste, fotografate dall’artista brasiliana con grande intensità e originalità. Il progetto Life Above All, è nato da una esigenza personale oltre che artistica della fotografa: quella di dare un corpo ed un volto – anche psicologico – a quegli spaccati di umanità che hanno popolato l’infanzia di Masters nella provincia america del Mid-West all'inizio del XX secolo. Il progetto è caratterizzato dall’utilizzo di colori dal forte impatto emotivo in modo da sottolineare il paesaggio interiore del personaggio ritratto, messo in posa in ambientazioni eloquenti, scarne e al tempo stesso ricche di particolari come in un raffinato gioco di incastro in cui tutto è ugualmente imprescindibile.


Artista: Monica Silva
Titolo: Le donne di Spoon River (Tratto dal progetto “Life Above All”)
Luogo: Palazzina Informazioni Turistiche dell’Abbazia di Pomposa ( 1° piano)
Organizzazione: Comune di Codigoro (FE), con il patrocinio della Provincia di Ferrara
In collaborazione con la Galleria Stefano Forni di Bologna
Inaugurazione: Domenica 8 Marzo 2009 ore 10.30
Durata: 8 Marzo -13 Aprile 2009
Orari: tutti i giorni, ore 9,00-13,00 e 15,30-19,00 -ingresso libero
Info: 0533/719110

venerdì 27 febbraio 2009

Amélie Nothomb, Causa di forza maggiore, Voland

Amélie Nothomb è una autrice di culto in Francia e lo sta diventando anche nel nostro Paese. Corretta e seria nei suoi rapporti con la prima casa editrice italiana che l’ha scoperta e tradotta, Voland, non ha mai abbandonato questo marchio per passare a un altro con maggiore diffusione e visibilità. Non ne ha bisogno. E la Voland ha fatto un accordo con la Guanda che sta ripubblicando i titoli già editi dell’autrice belga, in edizione economica nelle Fenici Tascabili, ma mantenendo, con buona pace di tutti, ogni diritto di pubblicazione delle sue opere. Disponibile a incontrare il pubblico, a rispondere a ogni domanda, con pazienza, è anche sommersa di doni (strana abitudine dei suoi fans, poco diffusa in ambito letterario), pensieri, fotografie, e-mail. Non è cinica né scostante, e neppure fredda. Il suo dark è limitato a un certo aspetto, che non fa “paura”. Non è minuta come può apparire in fotografia, è “normalmente” pallida, come lo sono tante donne europee, non si atteggia a scrittrice maledetta, sorride spesso e ha l’aria consapevole e matura di una donna della sua età, non più giovanissima. È un’autrice che ha scritto 55 romanzi ma ne ha pubblicati molti meno, dunque è anche dotata di una certa dose di autocritica che le fa scegliere con attenzione tra i suoi testi quelli più adatti alla pubblicazione, forse quelli più riusciti e completi.
Ha una passione letteraria compulsiva: legge ogni tipo di autore, è curiosa di tutto. E la sua formazione di lettrice ha radici “antiche”, come lei stessa racconta proprio in questo libro. Incredibile che i suoi libri pre-adolescenziali siano stati I miserabili, La cire verte di Colette, Il padiglione d’oro di Mishima, La certosa di Parma, L’altrui mestiere, Se questo è un uomo, La metamorfosi di Kafka e Le ragazze da marito di Montherlant.
Torniamo alla fame per riprendere in chiusura l’inizio della biografia: probabilmente, come scrive la Nothomb, l’unico popolo che non conosce la fame è quello delle isole dell’arcipelago Vanuatu (un luogo che “sembra quasi non interessi a nessuno”), dove non manca nulla, dove il nutrimento si trova senza fatica, e la vita è talmente facile da diventare noiosa. Tutto ciò che arriva da quella parte di mondo è insipido, privo di personalità e interesse. Perché? Perché “quella gente non sogna il cibo”, non ha mai avuto fame, dalla notte dei tempi. Sarà davvero così? La fame è l’essenza della vita, della creatività, del passato e del futuro?

Di Giulia Mozzato
(www.wuz.it)


L'ulitma pubblicazione della scrittrice per Voland è Causa di forza maggiore nella traduzione di M. Capuano

sabato 21 febbraio 2009

Donna Avventura

Donna Avventura, è il programma docu-reality che dopo venti edizioni e otto anni di messa in onda (questo è il nono), fa parte ormai in maniera integrante della storia della tv italiana. Ogni domenica su Rete4 (Mediaset) sei bellissime ragazze delizieranno il pubblico attraverso un favoloso viaggio che esplorerà gli impervi territori del Brasile, Amazzonia, Jamaica e Caribe. Le elette, sono: Alice Russolo, Barbara Chiodini, Ilaria Cervelli, Marta Salvi, Noemi Campironi (sostituita nelle prime tappe del viaggio da Claudia Armanni) e Shirley Falcone.

fonte www.tvblog.it

lunedì 16 febbraio 2009

Il Bardo ... una casa editrice al femminile a cura di Paola Valentino, Anastasia Leo, Ludovica Leo

“Il Bardo” nasce nel 1991 dalla necessità di far conoscere la storia e la cultura salentina. Il primo numero esce nel settembre di quello stesso anno, contiene pochi articoli e qualche poesia. Non si può certo definire un bel giornale, però ha attirato la curiosità di alcuni storici salentini. Infatti, dal secondo numero, pubblicato nel dicembre dello stesso anno, inizia la collaborazione con grandi firme della cultura salentina: Giancarlo Vallone, Cosimo Franco, Giovanni Cosi, Fernando Verdesca, Mario Cazzato, Alvaro Ancora, Arturo Alessandri, Vittorio Zacchino, Antonio De Meo, Alessandro Laporta, Gino Pisanò, Giovanni Greco, Ennio Bonea, Donato Valli, Luigi Manni, Mario Marti, Elio Paiano, Antonio Faita, Paolo Vincenti, Maurizio Nocera e tanti altri, che a titolo gratuito, hanno dato la loro collaborazione per la realizzazione di questi “fogli di culture”. Nel novembre 1995, nasce “Allestimento – Prove di scrittura-“ fortemente voluto dal direttore editoriale Maurizio Leo, il quale annovera tra i suoi collaboratori i nomi più conosciuti del panorama poetico salentino, come Carlo Alberto Augieri, Stefano Donno, Walter Vergallo, Pierpaolo De Giorgi, Arrigo Colombo, Giuseppe Conte, Antonio Errico, Nicola De Donno, Anna Maria De Benedittis Presicce, Pierlugi Mele, Antonio Iaccarino, Salvatore Caliolo, Vito Antonio Conte, Carlo Stasi, Eugenio Giustizieri, Rossano Astremo, Massimo Manieri, Rosanna Gesualdo, Elio Coriano, nonché lo stesso Maurizio Leo e altri ancora. Sempre nel Novembre ’95, Caterina Gerardi inizia la sua collaborazione grafica fornendo le foto per la prima pagina de “Il Bardo“ e per “Allestimento “ .
Nel 1992 nasce la piccola casa editrice “I quaderni del Bardo” , paragonabile solo per qualità editoriale alle pubblicazioni di Vanni Scheiwiller. Non ha una distribuzione, né un catalogo, non ha un ufficio stampa, non ha un correttore di bozze, eppure fra i suoi 16 titoli troviamo nomi come Paolo Valesio, direttore del dipartimento di italianistica dell’università di Yale, di cui pubblica nel 1999 lo splendido “Anniversari” E ancora un inedito di Vittore Fiore “Nicola a Copertino” (2003), ha fatto ruotare attorno a sé nomi come Rina Durante, Massimo Melillo e Domenico Fazio. 5 i titoli che Maurizio Leo pubblica con “I Quaderni del Bardo”: “Dogmaginazione” (1992); “L’Albergo di latta” (1994); “Fobia” (1995); “non suona più il jukebox nell’appartamento di Allen” (1998); “Il bazar delle parole scomposte” (2002). Nel 1993 Vittorio Zacchino con “Religiosità e tradizione nelle poesie di San Giuseppe da Copertino”; nel 1996 Eleandro A. Buongiorno con “Varvara, Q6 – tra i pispilî del tempo”, Armando Giorgi con “Le pantere grigie”, Carlo Tundo con “Nequizia”. Nel 2000 Stefano Donno pubblica “Monologo - +” , mentre nel 2003 Giovanni Cosi edita “Sette lustri di vita lequilese”; ed ancora nel 2004 “Figli di vostro padre uccidete” di Maurizio Nocera e “Dolorosa impotenza del mestiere delle parole” di Elio Coriano. Nel 2000 viene pubblicata “Absentia” piccola antologia che raccoglie i contributi, di quanti sono in prima linea sul piano poetico, a diretto contatto con un pubblico, quello dei pub, molto spesso non sempre disposto all’ascolto. Hanno scritto per questo volume: Stefano Donno, Maurizio Nocera, Elio Coriano, Rosanna Gesualdo, Mauro Marino, Piero Rapanà, Antonio Tarsi, Massimo Manieri, Antimo Margiotta e Maurizio Leo.





IL BARDO
Via Regina Isabella, 2/D
73043 Copertino (LE)
Info: foglidiculture@libero.it

martedì 10 febbraio 2009

1000 ARTISTI A PALAZZO

Sono lieta di comunicarvi che sarò presente con la mia opera a quest'importante manifestazione voluta da Fiorenzo Barindelli. Il catalogo della rassegna è edito da Giorgio Mondadori e curata da Luciano Caramel.

Paola Scialpi


Si inaugura sabato 7 marzo 2009 alle ore 16,00 a Cesano Maderno nelle nobili sale di Palazzo Arese Borromeo e nell’antica Chiesa di Santo Stefano auditorium “Paolo e Davide Disarò” la mostra collettiva “1000 artisti a Palazzo” con la partecipazione di 1200 artisti rappresentativi del panorama artistico internazionale del primo decennio del terzo millennio.
Una raccolta di opere realizzate in svariate tecniche e nei più diversi stili. Tante opportunità d’espressione, per avviare un confronto tra artisti in ampiezze d’orizzonti culturali che si allargano in molte nazioni del pianeta.

L’iniziativa è stata ideata da Fiorenzo Barindelli, detentore del Guinness World Record dal 1998 per il maggior possesso di orologi Swatch, insieme agli Amici del World Museum che hanno saputo coinvolgere gli artisti professionisti attraverso il ‘passaparola’.
L’evento sarà coordinato da un Comitato Promotore che riunisce le più prestigiose Associazioni del territorio insieme all’Amministrazione Comunale di Cesano Maderno - Assessorato alla Cultura e al Turismo.

Curatore della mostra e del libro catalogo edito da Giorgio Mondadori Editoriale, è il critico d’arte Luciano Caramel.
Il volume, intitolato come l’omonima mostra, vanta 336 pagine e illustra tutte le opere di questa straordinaria vetrina dell’arte contemporanea. Un prezioso strumento di consultazione dunque, per ricordare un evento da “Guinness.”

Durante la kermesse d’arte, dalle ore 10,00 alle 19,00, verrà effettuato un annullo postale ad opera delle Poste Italiane, con l’utilizzo di cartoline realizzate appositamente per l’evento.

Alcuni artisti si esibiranno in performance, a partire dalle ore 14,00.
La cerimonia d’inaugurazione avrà luogo alle ore 16,00 nell’antica Chiesa di Santo Stefano auditorium “Paolo e Davide Disarò”, a pochi metri dal Palazzo Arese Borromeo.
I negozi e i bar della città allestiranno le vetrine dei loro esercizi commerciali con svariati colori, in omaggio a questa grande festa dell’arte contemporanea.

Un laboratorio per i bambini sotto i dieci anni sarà attivo ogni domenica pomeriggio, durante l’orario di apertura della mostra, dalle ore 15,00 alle 18,00. Dopo aver visionato i capolavori dei mille artisti, i piccoli visitatori potranno realizzare una loro opera delle dimensioni 20x20, che verrà esposta lungo il percorso espositivo. E’ possibile inviare un’opera anche via e-mail all’indirizzo reperibile sul sito del museo, www.wordlmuseum2000.com.

La mostra, che trasmette una grande sensibilità verso il panorama artistico contemporaneo, con ingresso libero rimarrà aperta sino a Lunedì 13 aprile.

“Una vetrina dell’arte” così definisce l’evento Luciano Caramel e prosegue “aperta alla presenza internazionale di artisti, creativi-artisti, artisti-creativi, creativi, diversi per scelte e indirizzi, e anche per spessore culturale, qualità e professionalità, di 40 nazioni, europee, americane, asiatiche, estremo-orientali, oceaniche, africane e di generazioni che coprono quasi l’intero Novecento, dai nati negli anni venti ai giovani e giovanissime delle leve più recenti. Uno spaccato di tutto riguardo, che senza presunzioni di sorta contribuisce a dare il polso dell’arte attuale e degli interrogativi che la animano e determinano.”

Così si esprime il Sindaco di Cesano Maderno, Paolo Vaghi: “ ‘Mille artisti a Palazzo’ è un’idea geniale che solo un eclettico artista come Fiorenzo Barindelli poteva avere. Geniale e grandiosa, perché unisce la bellezza delle sale affrescate di Palazzo Arese Borromeo, luogo di eccellenza della Città di Cesano Maderno, con l’incredibile numero di artisti che hanno accettato l’invito. Una kermesse di questo tipo riveste un carattere unico, non solo per la nostra città, e sono certo che darà un impulso decisivo alla crescita dell’offerta culturale del nostro territorio. A Cesano l’Arte e la Cultura sono sempre state in primo piano, e Palazzo Arese Borromeo è sempre stata la casa ideale per ospitare mostre di grandi pittori. Oggi, la presenza di 1200 artisti, provenienti da ogni angolo del mondo, mi inorgoglisce e rafforza la mia convinzione che solo attraverso l’Arte, la Conoscenza e la vera Cultura l’Uomo nobiliti se stesso e la comunità in cui risiede. Ringrazio quindi, con sentita ammirazione, Fiorenzo Barindelli, il cui impegno è da me conosciuto da molti anni ma che, in questa occasione, ha davvero superato se stesso. Ringrazio infine ciascuno degli artisti che hanno accolto l’invito del collega cesanese: l’esplosione di colori e di stili che hanno ricreato a Cesano Maderno è un inno alla mondialità che senza dubbio toccherà gli animi dei tanti visitatori che entreranno nelle sale di Palazzo Arese Borromeo”.



L’Assessore alla Cultura, Turismo e Biblioteche, Luciano Guazzarini, evidenzia: “La donazione al Comune della collezione di Fiorenzo Barindelli, costituita da 1200 opere d’arte, si colloca nella vocazione artistica della nostra città, in cui fondamentale importanza hanno acquisito le collaborazioni con le istituzioni e le associazioni culturali esistenti a Cesano Maderno. Questa raccolta costituisce una suggestione per ciascuno di noi per interrogarsi sul proprio futuro e per comprendere le vere ragioni del fare cultura.
Molteplici sono le tecniche esecutive impiegate per realizzare queste opere e multiformi sono i soggetti raffigurati, ma tutta la raccolta sembra pervasa dalla coscienza che l’arte possa costituire per l’uomo l’occasione di reciproco arricchimento spirituale. Questa nuova offerta culturale, nata dall’iniziativa di un cesanese e immediatamente accolta dall’istituzione comunale, può divenire per tutti i cittadini un’occasione per comprendere maggiormente l’uomo e la sua autentica immagine e, per qualcuno, per intravedere il significato più profondo dell’esistenza umana.”

Fiorenzo Barindelli, ideatore dell’iniziativa, spiega le motivazioni che l’hanno condotto a promuovere la grande festa dell’arte con queste parole: “La curiosità di conoscere a tutto tondo il panorama artistico contemporaneo, italiano e mondiale, mi ha spinto ad iniziare una collezione che si è rivelata di grandissimo interesse per la varietà di stili, di tecniche utilizzate. Un patrimonio che risulta essere ‘espressione del nostro tempo’ ed acquisisce valore proprio per la sua disomogeneità, per la presenza di oltre 100 correnti pittoriche significative. Tutti bravi artisti che hanno saputo comunicare tra di loro nel primo decennio del terzo millennio e attraverso il ‘passaparola’, elemento chiave della buona riuscita del progetto, hanno permesso in breve tempo di riunire una straordinaria raccolta, che sarà donata alla mia città.”
E sottolinea: “Importante è stata la partecipazione dell’universo femminile, molto ben rappresentato. Sono anche soddisfatto per aver riunito in un’attiva collaborazione le forze culturali di Cesano Maderno, che hanno aderito con entusiasmo efficientemente coordinate dall’Amministrazione Comunale. Tre anni di grande impegno con lo staff degli Amici del World Museum, per contattare gli artisti, per raccogliere, fotografare e catalogare con cura ogni singola opera, hanno portato al risultato sperato.”




Libro catalogo “1000 artisti a Palazzo” Giorgio Mondadori Editoriale
336 pagine, formato cm 22x 22, brossura cucita, € 25,00



“1000 artisti a Palazzo”, la grande festa dell’arte e del colore a Cesano MadernoPalazzo Arese Borromeo - Cesano Maderno – (Milano)
da sabato 7 marzo a lunedì 13 aprile 2009
Orari di visita: giovedì e venerdì ore 15.00-18.00
sabato e festivi ore 10.00-12.00 e 15.00-18.00 - ingresso gratuito



Per informazioni: World Museum
Piazza Arese n. 12 tel. e fax. +39 0362570971
www.worldmuseum2000.com
info@worldmuseum2000.com
Ufficio Cultura e turismo - piazza Arese n. 12
tel. 0362 513428-550
E-mail: cultura.turismo@comune.cesano-maderno.mi.it.

Comunicato a cura di:
Ketty Magni +39 3338594496
ketty.magni@worldmuseum2000.com
Ufficio Cultura e Turismo Comune di Cesano Maderno
tel. 0362/513455
cultura.turismo@comune.cesano-maderno.mi.it
www.comune.cesano-maderno.mi.it

venerdì 6 febbraio 2009

Luisa Ruggio su Hi-Pop

On line la seconda puntata di Hi-Pop su salento web tv dal titolo La seconda pelle della scrittura. Stefano Donno intervista la scrittrice, giornalista e blogger Luisa Ruggio sul ruolo della scrittura non solo negli ambiti strettamente letterari ed editoriali, ma anche tra le maglie e i pluriversi della Rete. Viene inoltre presentata l’interessante pubblicazione de Il Sole 24 Ore in collaborazione con Nova su Facebook dal titolo Il fenomeno Facebook – La più grande comunità in Rete e il successo dei social network. Ovvero: il fenomeno Facebook ai raggi X, i legami, i gruppi di amici, i comportamenti, i dati e le condizioni, le regole e le avvertenze.
La seconda puntata di Hi-Pop è visibile a questo link:
http://www.salentoweb.tv/index.php?option=com_seyret&task=videodirectlink&Itemid=2&id=296

mercoledì 4 febbraio 2009

Maria Grazia Lopardi. La Presenza (Celestino ed il tesoro dei Templari). Edizioni Il Ternario

Perché il misterioso abate Sauniére di Rennes Le Chateau si è procurato proprio la riproduzione del quadro “L’Incoronazione di Celestino V “? Un romanzo? O un racconto ispirato? L’eremita Pietro ed il templare Giovanni si incontrano a Lione. Riferisce la storiografia che nel 1274 Pietro del Morrone, il futuro Celestino V, si è recato nella città francese in occasione del Concilio indetto da Gregorio X ottenendo ospitalità nella Magione templare che sorgeva dove ora si trova il Teatro dei Celestini. Riconosciuto come il predestinato a custodire l’elemento più prezioso del tesoro dei Templari, assiste alla costruzione di Santa Maria di Collemaggio, la Notre Dame dell’Aquila che lo affiderà ai posteri.

domenica 1 febbraio 2009

Simonetta Cerrini e la Rivoluzione dei Templari

La storia dei templari è costellata di vicende oscure, episodi favolosi e figure mitiche. A partire dal processo all'ultimo maestro dell'ordine del Tempio, Jacques de Molay, torturato e messo al rogo nel 1314 a Parigi, i misteri si sono moltiplicati fino ai nostri giorni, al punto che l'alone fantastico in cui sono avvolti i "Poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone" tende a riemergere ancora oggi nelle opere che ne ripercorrono le gesta. Simonetta Cerrini, studiosa che da anni si occupa di questo argomento, si pone l'obiettivo di sfatare le leggende fiorite nel corso dei secoli, di abbandonare i luoghi comuni storiografici e soprattutto di intraprendere nuove vie di ricerca basandosi sull'analisi sistematica dei testi fondatori dell'ordine del Tempio. Grazie a un accurato esame di nove manoscritti e di documenti coevi, viene così alla luce la visione 'rivoluzionaria' dei templari e del loro rapporto con la fede. Proprio quando nel mondo cristiano si afferma la netta separazione tra chierici e laici, e i primi assumono l'esclusiva gestione della sfera del sacro, l'ordine del Tempio si impone come punto di riferimento spirituale per ogni cristiano, pur essendo composto da laici. I templari rappresentano dunque un elemento di rottura nella partizione della società medievale: sono al tempo stesso 'oratores' e 'bellatores', proprio perché non aderiscono in senso stretto né al modello di vita clericale, né a quello cavalleresco. Sono dei cavalieri ma seguono senza esitazioni una regola 'antieroica'; sono dei frati ma seguono rigorosamente una regola 'antiascetica'. Attraverso la puntuale e affascinante ricostruzione della loro dottrina, Simonetta Cerrini ci racconta la vita quotidiana di questi singolari cavalieri, scandita allo stesso modo dalla preghiera e dalla guerra, e ci svela un aspetto ancora sconosciuto della loro attività: al di là dell'impegno militare nell'esercito crociato, i templari utilizzarono l'autonomia spirituale di cui godevano per diffondere il cristianesimo in lingua volgare e per confrontarsi con altre esperienze religiose. Nel cuore della società medievale d'Oltremare, infatti, furono gli unici fra tutti i cristiani d'Europa a diventare interlocutori privilegiati dei cristiani d'Oriente e dei musulmani. In un epoca come la nostra, segnata da un durissimo scontro fra integralisti islamici e tradizionalisti cristiani, l'archetipo della fede templare può dunque indicare la via per un possibile dialogo e una reciproca comprensione tra i monoteismi e le differenti culture

Edizione 1° anno 2008
Editore: Mondadori - Lingua: italiano
Collana: Le scie Pagine: 238
Traduttore: ISBN: 8804580747
fonte http://www.pickwiki.com/

martedì 27 gennaio 2009

Crolla la sfinge ... di Sara Sofia De Giorgi


Crolla la sfinge che diede i natali
ai vagiti della lingua
alle ombre vane
crolla la primigenia che diede fuori
pargoli voraci
e crollano le forme a cui mi rifacevo
sicura di un baratro occulto.
Ora resta piccola base di terra di pochi centimetri
da riempire con acqua di occhi
e spaghi di capelli.
Partono già i cortei sugli Appennini
sfiorano la costa aggrovigliata
e la marcia intona una colonna d’aria.


Che le somiglianze siano anche lì
nella cassa oblunga
che gli umori siano anche lì
tra l’olezzo marcio dei fiori?

fonte iconografica www.cedavmessina.it

giovedì 22 gennaio 2009

Il punto estremo del suono di Sara Sofia De Giorgi

Cantava arie antiche, minuetti del diciottesimo secolo, ma aveva anche una forte conoscenza della realtà intorno tanto da trattenere mentalmente piccoli segmenti di vita quotidiana per ricordarli nei luoghi e nelle occasioni più improbabili. Stava al pianoforte per ore ed ore, con una lunga vestaglia grigia e delle pantofole sobrie. Sul piano spesso giaceva languida una tazza da tè, che si tratteneva lì anche più giorni o mesi. Accanto allo strumento c’era il suo cane, un pastore maremmano, dai lunghi occhi con forma di fusi che anelavano al padrone e che lo seguivano nelle sue improvvisate estemporanee. Una parete a vetri era esattamente alle spalle del pianoforte. Da lì si poteva guardare il giardino che si risvegliava intontito ogni mattina, mentre il sole infallibile fiammeggiava sul prato. Suonava con una pulizia estrema e con una caparbia impressionante le Partite di Bach, ossessionato dalle sfumature ipercettibili che avrebbero potuto devastare il suono. Vivisezionava ogni nota e la spogliava di vibrazioni incomplete e di echi corrotti. Esplorava così la marginalità del suono, anche nelle particelle infinitesime, inebetito e orecchie tese, pronto alla modificazione istantanea della distorsione. Voleva acchiappare il falso, sterminare le slabbrature, concentrando tutto in melodia conforme, doppia solo a se stessa, iperrafforzata dalla millimetrica affondatura del tasto, incapsulare i vuoti in bombe sonore. Era il suo primo obiettivo: concentrarsi su una linea cristallina, come fosse di vapori sottili e cere pendenti, fragile e formata, minuziosa di sensi, composta da pareti vitree, incastrata tra lumi adamantini in morbida sintonia polare. La melodia veniva fuori come se fosse di materia improducibile, non partorita dalla terra, ma sottilmente chimica, una alchimia di forze impure e imbattibili, come una danza tra luci fredde e sideree. Le mani scorrevano elastiche e versatili, non più di ossa, nessun attrito, nessun incrocio di nervi contrastanti. Le vene erano tanto grosse che avrebbero potuto sembrare un reticolato in sostegno al corpo e il busto era ripiegato sulla tastiera con il volto che a volte sfiorava le mani. Ma nel complesso il portamento era quasi regale, da piccolo lord, da uomo di altri tempi e maniere, e lui quasi ignorava che qualcuno lo potesse guardare, tanto da rasentare il disgusto per eventuali ascoltatori. Ogni tanto si fermava, si alzava, faceva un giro risolutore intorno al piano e riprendeva la melodia certo e sicuro, come se avesse semplicemente interrotto un discorso. Suonava moltissimo e parlava pochissimo, d’altronde quando era piccolo gli avevano diagnosticato una forma leggera di autismo, che spiegava la scarsa vita sociale e le ore intense passate al pianoforte.
La sindrome di Asperger è un disordine pervasivo dello sviluppo imparentato con l'autismo e comunemente considerato una forma di autismo "ad alto funzionamento”. In generale si ritiene che si tratti di un tipo di autismo caratterizzato dalla difficoltà nelle relazioni sociali piuttosto che da un'alterazione della percezione, rappresentazione e classificazione della realtà, come nell'autismo classico.

Più o meno queste parole le aveva sentite ripetere spesso, o meglio continuamente, da dottori, amici, genitori; le aveva anche semplicemente lette sul dizionario, non soffermandosi mai troppo su esse. Spesso pensava a quello che gli aveva detto sua madre tanti anni prima, quando aveva cercato di spiegargli perché lui non poteva uscire molto spesso con i suoi coetanei. Le parole erano state pronunciate chiare e secche: “Den, tu non sai leggere tra le righe”. E lui ci aveva pensato per giorni e giorni, aveva perfino tentato di riprodurre sul pianoforte quelle parole, con la stessa incisività e con la stessa nettezza con cui erano state pronunciate. Ma per Den restava un mistero tutto ciò che navigava intorno a quella rivelazione e non riusciva a tradurre né con la musica né con la testa il significato di essa. Allora dall’adolescenza in poi si era fatto una ragione di quel subbuglio e aveva iniziato ad ignorare qualsiasi riferimento all’argomento.
Un giorno gli proposero di suonare per un nobile in una casa antica nella periferia di Toronto, lontana dal traffico della città e dal turbinio delle strade. Il conte Leopold Berthier era un uomo distinto che amava la musica. Den era entusiasta di andare lì tanto che scelse anche di vestirsi più elegantemente del solito. Il giorno prestabilito per il concerto si recò nella casa di Berthier ed entrò trionfalmente impettito, attirando l’attenzione della piccola folla che lo aspettava. La casa aveva le fattezze di un castello, una tenuta leggermente diroccata ma imponente e severa sullo sfondo di un cielo grigio e nuvoloso, la cui compattezza era interrotta da rami snelli e neri. La porta principale dava accesso immediato alla sala principale, che aveva un altissimo soffitto e al centro un lampadario di cristallo di Boemia che imponeva di essere ammirato prima di ogni altro oggetto. Avanzò lentamente e salutando cortesemente il padrone di casa, uomo dalla barba fosca e dagli occhi appuntiti. Salutò con un cenno distratto il pubblico composto da parenti e amici del nobile e si diresse verso il pianoforte a coda, immenso delfino nero con denti di avorio, apprestandosi a dominarlo. Si concentrò sulla tastiera e sentì la dentiera del delfino venirgli addosso, incitandolo a difendersi attraverso un uso sapiente delle mani. Doveva domare l’animale con il ritmo, pungolando con le mani gli aspri rettangoli neri e bianchi. Ogni volta che si sedeva al piano gli sembrava di dover decifrare un rebus sonoro e di subentrare solo dopo alcuni minuti in un gioco primordiale tra uomo e animale. Aveva la ferma intenzione di stemperare la rigidità della bestia musicale.
Si sedette di fronte allo strumento tra soffi di voci e mormorii di approvazione. Gli sembrava di udire i fruscii delle onde che si increspano e il fischio del vento attraversare violentemente l’aria salmastra. Guardò nuovamente la belva, dopo alzò lo sguardo e vide un orologio a pendolo dorato, con rifiniture violacee e nere. Percepito immediatamente il ticchettio dell’orologio, capì che era un 2/4 e che sul battere il pendolo oscillava esattamente su ognuno dei due lati del vetro. Pensò al tempo binario, a due accenti, al numero due in sé e alla compresenza di un’opposizione nel tempo, a una parte forte e ad una parte debole, e poi di nuovo ad un accento debole e ad un accento forte. Sentì nel suo corpo la suddivisione e la assimilò come se avesse divorato il pendolo. Iniziò a suonare. Pensò al tre, volle procedere per espansione e sovrapposizione ed incastrò sul tempo del pendolo un ¾, una misura ternaria. Anticamente la misura a tre tempi era considerata la misura perfetta per la sua analogia con la Ss. Trinità e veniva rappresentata graficamente con un cerchio, era il tempus perfectum. Lo sapeva bene Den. Continuò suonando un pezzo che si reggeva su una sovrapposizione di un tempo ternario su un tempo binario, consapevole di essere così arrivato al cerchio, a quello stesso cerchio che faceva fisicamente parte del pendolo. Dunque dal cerchio al cerchio, era facile.

In generale, coloro che sono affetti dalla sindrome di Asperger sono attratti dalle attività in cui si possa ritrovare un certo ordine, come le classificazioni, le liste e simili. Quando questi particolari interessi coincidono con un obiettivo materiale e socialmente utile, l'individuo può portare avanti una vita di successo: per esempio, il bambino con l'ossessione per l'architettura navale può crescere e diventare un ingegnere navale. Nello sforzo per soddisfare questi interessi, l'individuo con la sindrome di Asperger spesso manifesta ragionamenti estremamente sofisticati, un'attenzione pressoché ossessiva, una memoria focalizzata sulle immagini visuali e sui dettagli, detta "eidetica".

Den ora suonava, attentissimo al nitore del suono, alle immagini che venivano fuori dall’armonia complessiva, teso a disegnare un pendolo in tutti i suoi dettagli con note appuntite e fini, precise e nette, a riprodurre le rifiniture e a colorarle di nero e di viola. I suoni si agglomeravano e si comprimevano, come poteva avvenire nell’assemblaggio dei pezzi di un oggetto da parte di un artigiano poco distratto o semplicemente come nel mistero degli atomi che formano la materia, senza alcun intervallo rilevante, se non quello determinato dal confine della forma stessa con il nulla, con l’aria. Den sentiva le note risalire dal centro del suo ventre e trovare un baricentro all’altezza dei tasti, dava loro poi un ordine, una sistemazione, un posto nell’universo, non le lasciava mai sfumare irrisolte. Mai le disperdeva come si disperdono gli effluvi primaverili o il fumo grigio d’un comignolo, le tratteneva e le comprimeva nella memoria, non permetteva l’annullamento. Agiva sempre come se avesse voluto ridimensionare a tutti i costi il naturale annullamento di materia gassosa-musicale, trascinando i segmenti sonori in magnifiche e fasulle opere d’arte figurativa. Oggetti, quadri, piante erano le sue riproduzioni preferite. Le note disegnavano con attenzione i dettagli, gli orpelli, l’inessenzialità della materia, quasi a volerne estirpare l’aspetto irriproducibile e autenticare il surplus. Le mani erano voraci e prensili, come di lattice, morbide e flussuose, ma avevano anche una certa risolutezza che non concedeva alcun logorio inutile o sporcizia vana.

Le persone autistiche hanno risposte emotive forti come le persone comuni o forse ancora più forti, sebbene quello che genera una risposta emotiva può non essere sempre la stessa cosa. Quello che manca a loro è un'innata abilità di esprimere i loro stati emotivi con i gesti, il linguaggio corporeo e l'espressione facciale. Molte persone con la sindrome di Asperger si sentono a disagio nel loro distacco involontario dal mondo comune; manca loro la naturale abilità nel capire ciò che non viene detto esplicitamente nelle relazioni sociali e in pari modo essi hanno difficoltà a comunicare con accuratezza il loro proprio stato emotivo.

Den quella sera conobbe una donna. Ella si avvicinò al termine del concerto, quando il pubblico già frusciava di ammirazione e applaudiva estasiato. Fu Lilian a rivolgergli la parola. Bianca ed esile, apparve nella sua immagine carica di luce, pesante di oro in accumulo sul collo. Den pensò che potesse essere trascinata giù al centro della terra dal peso spropositato della collana aurea ancor prima di aprire bocca. Invece il corpo resse e ne uscì una voce graffiante: - Buonasera. La sua musica è sublime. Mi ha ricordato i campi della Bretagna ove ho trascorso la mia infanzia.
Den la guardò per qualche secondo, cercando di focalizzare il volto di un’austerità che copriva ogni possibile smorfia di dolcezza, e le rispose: - Buonasera. La Bretagna è un gran bel posto. Non credo che ci andrò mai. Ma avrebbe un quadro di questi campi? E la donna: - Certo. Ho molti dipinti. Potrei invitarla nella mia casa per mostrarglieli, sarei onorata se le andasse di suonare.
Den accettò sospeso ancora nell’immagine del pendolo, non troppo cosciente di sè e la donna gli diede un appuntamento per il giorno dopo. Aveva avuto una percezione di familiarità, di unione, aveva pensato al volto niveo femminile come ad uno specchio ovale sonoro, privo però di riflesso, con una grande capacità di accogliere la luce e di trattenerla. Aveva udito nella voce della donna il rumore di un vetro che si infrange sul pavimento e adesso echeggiava nella sua testa un filamento musicale che proveniva da cristalli color ambra spinti dal vento, i quali si erano incontrati sotto la testa di un grande lampadario a cascata. Note così alte erano state emesse solo da sua madre e le aveva udite solo da lei. Ora ritrovava lo stridere delle porte antiche di ferro nella donna sconosciuta, come anche il canto della civetta e assieme a questo il fruscio del bosco, alto e sibilante.
Il giorno dopo Lilian lo accolse con un grande sorriso nella sua casa ma lui non disse una parola. Si sedette immediatamente al pianoforte. Aveva in testa la voce della donna e quella della madre. Il pubblico discreto nel numero attendeva la sua esecuzione. L’aria fremeva di vibrazioni embrionali. Den appoggiò un dito su tasto dell’ultima ottava del pianoforte. Ne uscì una flebile nota acuta. Continuò ininterrottamente a toccare il tasto con una pressione moderata, producendo un sottile e sommesso suono intervallato da piccole pause. Questa volta la lotta con il pianoforte era anche la lotta con la donna. Trovò la melodia. Continuò a suonare incalzando sui tasti delle ultime due ottave, disegnando un’impalcatura sottile ed eliminando qualsiasi accenno roboante e cavernoso delle prime ottave. Dall’impalcatura sgorgò una serie di frasi veloci e galoppanti, leggere e fluttuanti. In quel momento sentì l’essenza della donna che lo guardava tra il pubblico estasiata. Un’essenza apparentemente morbida, sinuosa, complessissima, reggentesi su note acute e taglienti come armi, tanto alte quanto grottesche. La musica gli provocava visioni di monti e castelli di vetro in pezzi prodotti per gemmazione, che proliferavano alla velocità della luce per diventare verso l’alto neri e rossi.
Altezza e fragilità. Totali. Pensò che sarebbe bastato sottrarre una nota, una sola nota per far cadere il monte di cristallo. Ebbe un sussulto. Non smise però di suonare. Percepì che era possibile con un solo errore smontare un’opera complessa e continuò fino alla fine, finchè l’altura non si assestò bene nella sua immaginazione. Poi finì. Una valanga di applausi lo coprì. La donna si alzò e si complimentò con lui. Den annuì senza proferire parola e riconobbe in Lilian i tratti della madre. Pensò che fosse proprio sua madre. La guardò a lungo, raccogliendo la naturale austerità del volto come un’offesa. Poi la salutò e andò via, appesantito da una sensazione di irreversibilità. Aveva raggiunto un punto estremo, da cui non si torna facilmente indietro. Si ripromise di non smuoverlo più, di non sollecitare più quella visione. Almeno per qualche tempo.


su concessione dell'autrice