martedì 10 luglio 2018

NEBK - NEW EBOOKS KINDLE AUTHORS by Stefano Donno

https://newbookskindlebystefanodonno.blogspot.com/

ALFA ROMEO – Giulia e Stelvio

Dionne Warwick - Heartbreaker

Dionne Warwick - That's What Friends Are For

Poesismi Cosmoteandrici di Donato Di Poce, (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, Lecce, 2018) di Nadeia De Gasperis
























Ancora una volta il poeta, l’artista, il mecenate, l’uomo, in un’unica intenzione, in un’unica intuizione, ci restituiscono una realtà senza giunture, totalizzante, una danza armoniosa di parole, pensieri, versi, ora indulgenti ora crudi. Senza la pretesa di insegnare perché solo i poeti conoscono il nulla e vivono con parole fatte di nulla, il poeta travasa la sua esperienza in getti di inchiostro, che si ricompongono nella conoscenza indivisa della realtà.
Per un uomo che soffre, che sia un poeta che tenta di r_esistere come ultimo atto di follia o un povero cristo della diaspora dello “squallore del nostro presente”, le parole si fanno anemocore, si aggrappano al vello dei poeti per essere disseminate, e solo quando “sposano il vento” al poeta non resta che ricamare con punti e virgole e cucire in versi  a filo unico, per tramare la speranza per il futuro, imparando dalle movenze antiche delle donne, che sole, sanno ricucire le ferite del mondo.
Ci racconta, Di Poce, di vedere il futuro con il realismo che solo un poeta distingue, perchè in grado di trasformare la realtà moltiplicando gli orizzonti.
Il silenzio è una parole che ricorre e rincorre il vento, nei versi di Donato di Poce,  ci invita al viaggio, ricordandoci che i veri “falliti, sono coloro che credono di essere arrivati”. Perché viaggiare è un modo per ritrovarsi, anche se al nostro ritorno ci sembra tutto cambiato l’importante non è quello che mettiamo in valigia quando partiamo, ma quello che troviamo quando torniamo.
Il silenzio, come la solitudine, sono sentimenti da coltivare, e mettono radici nell’immateriale. Ed è il valore dell’immateriale che salverà il mondo superando quei paradossi che sono la vita stessa e la scrittura.
Sembra abbia rintracciato la via da uno dei suoi labirinti , in un lampo di luce, in un lampo di verità giocando a nascondino ora con gli dei, ora con i bambini, “tra pieno e vuoto, assenza e presenza” al m’ama o non m’ama con un girasole che si lascia spogliare ma sa sempre dove è la luce, tra zolle di nulla e parole pesanti che chiudono in bozzi di solitudine, Icaro spicca il volo da un nido di leggerezza sprizzando creattività, in quel dedalo che per l’artista era una prigione in cui “si entra con mille perché e si esce con una sola domanda. Perché?” e scoprire di essere altro da sé, rileggere se stessi e riconoscersi, scoprendo quello che non sapevamo di essere . ogni vagheggiamento si fa concretezza se riesci a vedere la follia delle parole  e la loro sostanza, se riesci a pensare con lucida follia, le parole così, in sbuffi di silenzio montano come nuvole e liberano solitudini e dolori  e cambiano la forma e la sostanza delle cose e poi svaniscono lasciandoci il senso più profondo delle cose, non siamo altro da noi  e per continuare la storia, per continuare la creazione,  non siamo niente se non in relazione con gli altri, saremmo altrimenti ghiaccio e gas, comete impazzite.  per aspirare all’armonia dobbiamo essere in consonanza,. Su questa verità cala il silenzio, Il velo della separazione è stato strappato e l’integrazione della realtà comincia con la redenzione dell’uomo”. Le macchie di silenzio che soffocavano impronte di respiro, si nascondevano tra i i solchi della creazione ora si dissolvono in rivoli di inchiostro, che attraversando boschi e foreste, buchi neri ai confini dell’anima, trovano spazi bianchi in cui deflagrare in lampi di verità…  non c’è lana di catrame nero che resiste
Alla purezza del bianco respiro di un sogno. Non resta che scrivere postille di silenzio, in calce a pensieri  Si dice che ogni persona è un'isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è. (José Saramago)  - Sora, Giugno, 2018.

venerdì 6 luglio 2018

Euforia ed Estasi del Guerriero . le opere d’arte di Paride Pino alla Fondazione Palmieri di Lecce

L’urlo di euforia, per me questo rappresenta l’unica cosa vera in grado di ridonare unità al corpo e all’anima di un guerriero e non solo; con il suo “Serie 1- Euforia ed Estasi del Guerriero”, l’artista Paride Pino inaugura la sua prima esposizione personale dall’8 al 15 luglio presso la Fondazione Palmieri di Lecce. L’urlo primordiale delle opere a carboncino su carta sembra sostare poco nella definizione di un’espressività conclusa, quasi a voler cercare -subitaneamente e altrove- un senso abbandonato a terra da un dio sconosciuto e silenzioso, interpretato nella pura metamorfosi di un’anima che si fa carne, e mai viceversa. Il gesto è istintivo ed elimina l’equivoco di rievocare ogni formalismo: il neonato scopre la luce, urla e continuerà a farlo ogni qualvolta sentirà l’esigenza di comunicare un bisogno, un’emozione, un puro atto del suo esistere al mondo. Paride Pino afferma: cosa urliamo? Credo, la nostra volontà di lottare per vivere. L’urlo è di colui che non ha ancora paura di nulla.
“Quando il bambino viene alla vita, la prima azione che compie  è urlare. Certo un urlo indotto da uno schiaffetto sul sederino, per liberare i polmoni, ma dopo quando urla lo fa per motivi precisi, il primo, essere nutrito, allattato. Questo urlo è il primo atto di volontà dell’uomo, il bambino con quel gesto mostra e dimostra la sua volontà di vivere, di esserci. Quello stesso urlo appartiene al guerriero; questo non è rivolto contro i suoi avversari, siano essi rappresentati da un uomo, un animale o una cosa, ma contro un dio, l’unico dio a cui il guerriero crede. Mi spiego. Il pantheon nordico, come molti altri, è variegato, ovvero diviso in Asi e Vani. Ora, come nasce la figura del dio? L’ uomo osserva, come ha sempre fatto, il mondo intorno  a sé. Faccio un esempio: Thor, il primitivo fissa e sente  il fulmine, il rumore del tuono, a cui in seguito attribuisce una potenza, a questa potenza da un nome, Thor, in questo modo umanizza e dona una personalità alla potenza, creando la figura del mito. Ecco come Thor con il suo martello riesce a scagliare il tuono, per puro atto di volontà e di rappresentazione del mondo fenomenico. Il mitema genera in tal modo la lettura della mitologia propriamente detta, dunque, ecco ancora una volta come nel racconto Thor, figlio di Odino, con il suo martello scaglia i tuoni contro i suoi avversari, i giganti, e abita  ad Asgardh.” (Testo critico di Eliana Masulli). Il vernissage è previsto l’8 luglio (start h 21,00) alla  Fondazione Palmieri, Lecce. Presentano: Stefano Donno, scrittore ed editore Ed. IQdB; Carlo Alberto Augieri, docente Unisalento; Marco Giannotta, Consigliere comunale

Contatti Artista Paride Pino - paridep.pino@gmail.com

Billie Holiday - The Blues Are Brewin'

Billie Holiday - All of me

martedì 3 luglio 2018

Il Blu Festival (San Foca, Melendugno - Lecce) presenta il 4 luglio 2018 il libro Sono nato cantando tra due mari di Carlo Stasi























Il Blu Festival (San Foca, Melendugno - Lecce) presenta il 4 luglio 2018 ore 21,00 - piazzetta dei Pescatori, a San Foca (Melendugno – Lecce) il libro Sono nato cantando tra due mari di Carlo Stasi (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Presenta il giornalista Annibale Gagliani
 “Sono nato cantando… tra due mari” è il titolo del breve saggio del poeta, scrittore e saggista Carlo Stasi dedicato al cantautore salentino Franco Simone pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.  Il pamphlet che a tutt’oggi è molto richiesto e letto, ripercorre la brillante carriera del cantante, nato nel 1949 ad Acquarica del Capo, in provincia di Lecce, salentino doc, dalla vittoria al Festival delle Voci Nuove di Castrocaro nel 1972 con il brano “Con gli occhi chiusi (e i pugni stretti)” sino al recente album “Carissimo Luigi” (nel quale ripropone alcune cover delle canzoni più famose di Luigi Tenco e due canzoni dedicate al cantautore genovese al quale è molto legato) passando per alcuni celebri brani della sua produzione, il successo in America Latina, le collaborazioni con Charles Aznavour, Mia Martini, Maria Carta, Edoardo De Angelis, Michele Cortese, Daniel Cantillana y Los Increibles (cantante degli Inti Illimani) e la realizzazione dell’opera rock sinfonica “Stabat Mater“, ispirata dal testo latino di Jacopone da Todi. Il volume è completato da un’appendice con i testi di alcuni brani (“Tu… e così sia”, “Respiro”, “Paesaggio”, “L’infinito tra le dita”, “Sono nato cantando”, “Gocce”) e un inedito (mai diventato canzone) tratto dai “Pensieri d’amore notturni (non tutto diventa canzone)”.
«Le canzoni, è noto, si ascoltano, si cantano, si respirano, vanno via, ma ritornano», scrive nell’introduzione al volume il critico musicale Eraldo Martucci. «Sono sempre con noi e portano i ricordi, rappresentano anche, in alcuni particolari momenti storici, dei documenti straordinari in grado di indicarci il suono del cambiamento, come quello che riguardò i mutamenti sociali, antropologici, linguistici e lessicali dell’Italia del secondo dopoguerra. E a ripercorrere in maniera assolutamente originale l’incontro di Franco Simone con quel processo, che non riguardava però solo l’Italia, è ora questo pamphlet che con grande maestria è riuscito a mettere insieme vicende personali del cantautore, legate soprattutto alla sua infanzia ed al periodo scolastico ed universitario, alle tante canzoni che si sono ispirate proprio a quei ricordi», prosegue. «La figura che emerge è quella di un artista non solo legata alle canzoni d’amore, che pure hanno una notevole importanza nella sua produzione e ne hanno sancito l’iniziale fama (“Tu… e così sia” e “Respiro” fra tutte), ma anche di un uomo che racconta esperienze non personali con una grande sensibilità ed una forte immedesimazione emotiva nei drammi della società contemporanea. Come quello collegato al problema della deforestazione dell’Amazzonia ed alle prevaricazioni subite dalle popolazioni indigene. Un tema, quello dell’ecologismo, sempre attuale e che troverà collocazione nella magnifica “Amazzonia” del 1988. Ed un altro punto sapientemente sottolineato dall’autore è la grande passione, anzi l’amore sconfinato, che l’America Latina nutre verso Franco Simone, autentico “divo” in Sudamerica con il merito aggiuntivo di aver lanciato e portato molti talenti salentini, come recentemente accaduto con Michele Cortese».

Carlo Stasi, poeta, scrittore e saggista di Acquarica del Capo (Le), è docente di Lingua e Letteratura Inglese presso il Liceo Scientifico “De Giorgi” di Lecce. Ha pubblicato “Poesie” (Gabrieli, Roma 1981), “La Speranza” (Ricerche Poetiche, Fasano 1984), “Leucàsia. Racconti, disegni e poesie” (Presicce 1993, 1996, 2001), “Danza dei 7 pensieri” (Bollate, 2001), “Leucàsia e le Due Sorelle. Storie e leggende del Salento” (Cavallino, 2008, 2012). Ha tenuto mostre-performance di poesia visiva a Bari (1984), Milano (1990), Como (1996, 1997), Tradate (1997), Maglie (2000), Lecce (2001). È inserito in numerose antologie. Collabora con articoli, saggi, recensioni, racconti e poesie a quotidiani e riviste, scrive testi per canzoni (ha inciso “Tango della Tangente”, Nuova Fonit Cetra, Milano 1997), ed un suo testo poetico (“Tigi Luna”) è stato scelto e musicato dai Sud Sound System (2001). 

iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)

Kate Bush - Babooshka - Official Music Video

Kate Bush - Wuthering Heights - Official Music Video - Version 1