giovedì 23 marzo 2017

La tazzina di caffè al Bar Avio di Lecce. Intervento di Paola Scialpi



Il grande Eduardo De Filippo elogiava la tazzina di caffè come qualcosa di imperdibile e di sublime. La tazzina diventava personaggio quasi ad assumere sembianze umane. Per chi ama il caffè in effetti la pausa  che gli dedichiamo è il toccasana per proseguire la giornata nel migliore dei modi e se poi lo beviamo a Lecce al Bar Avio, tutto diventa davvero sublime come diceva Eduardo. Il caffè dell'Avio, ovviamente nell'eccellente qualità Quarta , è tutto un altro discorso . A cominciare dalla tazzina bollente sinonimo di igiene che non si trova così in nessun altro bar, alla cortesia e gentilezza del personale e nei modi affabili del signor Luigi che aggiunge al sapore del caffè quel senso di familiarità che contribuisce a dare a quella pausa una chance in più. La migliore tazzina di caffè è quindi solo al Bar Avio in via 25 Luglio a Lecce nei pressi del Teatro Politeama Greco.

La pausa del benessere all’ Istituto estetico Donna" a Sannicola (Le). Intervento di Paola Scialpi
























Ogni pausa in un centro estetico per noi donne è quel tempo meraviglioso sottratto a tutto quello che per ognuna di noi rappresenta il quotidiano. Farsi, però, coccolare da Tatjana Sederino nel suo "Istituto estetico Donna" a Sannicola (Le) in via Regina Elena 155, (cell. 320/6694294) è tutto più soddisfacente. Professionalità, competenza, esperienza. Tutti gli arredi e gli strumenti da lavoro meticolosamente usati in perfetta igiene. Poi Tatjana è discreta, affabile, ti fa sentire in un'atmosfera amichevole e il tempo che ci dedica vorremmo non finisse mai. Anche Cristina per la manicure e la ricostruzione unghie è ad un ottimo livello. In un'epoca in cui molta gente si improvvisa con tutte le conseguenze che ne derivano affidarsi a mani sicure ed esperte come quelle di Tatjana conviene.

Si presenta Con tutto il cielo in gola di Daniela Palmieri a Salice Salentino



Il Comune di Salice Salentino e CSL Puglia presentano lunedì 27 marzo 2017 alle ore 19,00  presso il Centro Polifunzionale di  Salice Salentino “P. Benigno Perrone” in via P. Leone 36,  il libro di Daniela Palmieri dal titolo “Con tutto il cielo in gola” edito da iQdB Edizioni di Stefano Donno nella collana Salento D’Esportazione. E’ previsto il saluto del Vice Sindaco Dott. Avv. Alessandro Ruggeri. Presenta l’autrice la Dott.ssa Silvia Grasso (sociologa), l’editore Stefano Donno. Ci saranno gli intermezzi musicali a cura di Domy Siciliano (voce) e Giorgio Palma (sax) con le coreografie a cura di Spazio Danza Due di Barbara Vullo e con la performance della ballerina Cecilia Leo. “Con tutto il cielo in gola” di Daniela Palmieri edito da iQdB Edizioni di Stefano Donno è un romanzo sociale, ambientato nella contemporanea città di Lecce. L’autrice, con uno stile semplice e scorrevole, dal ritmo incalzante, racconta le vicende di confine della così nota “zona 167”. Con estrema sincerità Daniela dipinge i volti, le anime e i pensieri turbinosi dei vari personaggi, impegnati a superare le difficoltà che il destino ha posto sul loro cammino. Attorno ai protagonisti ruotano numerosi personaggi, la cui vita è scandita da gesti quotidiani, dagli stessi volti e luoghi in cui ritrovarsi, dalle stesse chiacchiere, dalla storia che sembra ripetersi uguale per tutti, fatta di sconfitte, di frustrazioni e fatica. Le loro vite girano su se stesse e si intrecciano con quelle di Antonio e Matilda. Il primo è un quarantenne deluso e sconfitto dalla vita. Era una “promessa”, avrebbe potuto fare grandi cose, ma, con la scomparsa del padre perde tutto: non solo l’affetto del genitore, ma persino se stesso, il proprio futuro e le speranze. Anche la morte prematura del padre di Matilda cambia completamente la vita della sedicenne. La madre, per pagare i creditori vende tutto, abbandona la casa e il lusso in cui vivevano e si trasferisce, con le due figlie e la nonna, in un quartiere che odora di disperazione e povertà. Uno spazio urbano dove ciascuno sembra condurre la propria esistenza incurante della sofferenza altrui, dove il grigio pervasivo sembra l’unico colore in grado di soffocare qualsiasi possibilità di slancio. Tutto questo fino a quando lo sfratto nudo e crudo di una famiglia in difficoltà “sveglia” gli abitanti della “167”,  e li porta fuori per strada a lottare per una causa. Certo, ciascuno per un motivo differente: chi per sentirsi parte di un qualcosa di grande, chi per farsi perdonare un omissione una negazione, chi per farsi notare dall’uomo di cui è segretamente innamorata, chi semplicemente perché non ha altro da fare. E allora per tutto il quartiere si sente una certa “aria di rivoluzione” …   da respirare a pieni polmoni senza se e senza ma!

Daniela Palmieri è proprietaria dell’omonima libreria, una delle più antiche di Lecce. Ha scritto “La Cerva” per Besa Editrice “Parole in prestito” per iQdB edizioni.   

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martedì 21 marzo 2017

Per una gradevole e soddisfacente pausa: il bar Bamboo a Lecce. Intervento di Paola Scialpi



L'aperitivo a Lecce? Unico e imperdibile al Bar Bamboo in via Michelangelo Schipa, 2 ( nei pressi di Piazza Mazzini) di Tommaso Lecci e Luana Torsello con i figli Gabriele e Marco. Se volete fare un'ottima pausa  per un aperitivo il Bar Bamboo vi offre tutto ciò che di meglio possiate desiderare. La qualità ottima, i prodotti freschi, abbondanti e sfiziosi: panini ,piadine, toast, pizzette, olive, arachidi, mozzarelle e tanto altro ancora. Il personale poi con Danilo Grande, Gianpiero Spiri e Morena Bruno è efficiente, educato e rapido proprio per chi è impaziente di dar sfogo al proprio appetito. Loro sono sempre pronti per un sorriso e per servire i clienti nel migliore dei modi. La musica di sottofondo buona e discreta, mai oltre le righe. Ormai il concetto di aperitivo in sostituzione di pranzo o cena è molto utilizzato. Spesso però in alcuni locali conserva il significato di una volta, cioè di apertura al pranzo o alla cena e non soddisfa nella maggior parte dei casi. Ma in un periodo così frenetico dove il tempo è sempre tiranno ognuno vuole dedicare una piccola pausa per il suo appetito per poi, sazio e sodisfatto, continuare a fare ciò che aveva interrotto. Comunque qualsiasi cosa voi stiate facendo, se non lo avete ancora fatto, andate al Bar Bamboo, non solo non ve ne pentirete ma sicuramente ritornerete!

Vasco Rossi - Come Nelle Favole

lunedì 20 marzo 2017

Rialzarsi dalle macerie. Intervento di Paola Scialpi



Tutto il mondo è stato testimone della tragedia che ha colpito Amatrice e tutti i paesi coinvolti dal terribile sisma che dal 24 agosto non ha lasciato scampo distruggendo tutto, rendendo degli splendidi paesini un ammasso di macerie. Le perdite anche in vite umane sono state enormi e molte persone hanno perso tutto ciò che avevano costruito con una vita di sacrifici. Ferite che lasciano il segno e naturalmente non parliamo delle perdite di vite umane, che creano ferite nell'animo che non si cicatrizzeranno mai. Parliamo delle perdita di beni materiali: case, esercizi pubblici, terreni, stalle, fabbriche con conseguenti perdite di lavoro. Poi il mondo gira lo sguardo da un'altra parte e dimentica. Ma tutti noi dovremmo prendere come esempio il modo di reagire di queste popolazioni probabilmente abituate a rimboccarsi le maniche e a guardare avanti. Potremmo dire che altro ci sarebbe da fare. Chi non ha subito questa tragedia dovrebbe chiedersi perchè il benessere ci fa dimenticare cosa significa il "bicchiere mezzo pieno". Ci lamentiamo sempre di qualsiasi cosa, lo stipendio che è poco, e che non basta mai senza pensare a chi non ce l'ha proprio. Ci lamentiamo che la spesa costa troppo senza pensare a chi rovista nei cassonetti per poter mangiare, ci lamentiamo che qualche ruga sta lievemente danneggiando il nostro volto senza pensare che molte donne, non si guardano allo specchio perchè non ce l'hanno e poi perchè dormono per strada. Dovremmo insegnare ai ragazzi che crescono a non attaccarsi morbosamente alle cose materiali e curare molto di più l'anima che nei giovanissimi sembra sia andata a farsi un giro. Rialzarsi dalle macerie vuol dire sentire alto il valore della vita, viverlo come un dono del cielo e se un giorno tutto ciò che possediamo viene portato via, il dono della vita ci consentirà di riemergere e lottare nuovamente con la convinzione che nulla è eterno tranne la fede profonda nella vita.

venerdì 17 marzo 2017

La vita in pillole. Intervento di Paola Scialpi



Una vecchia canzone diceva più o meno così : " nel duemila noi non mangeremo più nè bistecche nè spaghetti col ragù mangeremo soltanto pillole in quantità e la fame passerà".  Noi a questo ci stiamo arrivando un pò in ritardo, ma siamo alle soglie di una nuova era dell'alimentazione. Si stanno incominciando a creare cibi confezionati in laboratori, tipo hamburgher sintetici,  mi pare questa sia la definizione specifica. Non vorrei addentrarmi nei meandri della scienza anche perchè ci sono cose che non capisco e che non condivido.  Ma vorrei fare una riflessione. Verso quale pianeta sconosciuto ci stiamo dirigendo: sarà tutto sintetico?  E dove finirà il piacere della tavola, la convivialità. Andremo al ristorante, se ancora esisteranno,  e ordineremo due pillole una a base di carne e una per la pasta e dopo averle ingerite saremo sazi ?!  Ho paura che ci costruiremo in laboratorio anche un possibile compagno della nostra vita magari ovviamente con le nostre identiche idee, con i nostri stessi desideri , lo stesso gusto della moda e così via così non avremo  neanche il fastidio di litigare. Che noia!!!