sabato 8 maggio 2010

Le donne di Tunisi di Alessandra Bianco e Stefano Donno









Coltivano il sogno di diventare un esempio per tutto il mondo arabo e per questo sono attivissime nella vita politica del loro paese. “Essere deputato significa essere tunisina” ci ha detto Ben Hassine Zeineb deputato alla camera per il partito costituzionale democratico al lavoro insieme a tutto il governo per ottenere quelle numerose, piccole e grandi conquiste in ambito educativo, sanitario, sociale, economico, culturale e sportivo che hanno già reso il paese del Nord Africa tra i più occidentalizzati, ma che auspicano a diventare sempre di più. Moderazione, tolleranza, uguaglianza sono le carte vincenti di una nazione in cui le donne costituiscono un terzo dei docenti universitari, più del 50% degli studenti, più di un quarto dei giudici e una forte presenza in Parlamento. Abir Moussy, sottosegretario del partito costituzionale democratico si occupa di donne da sempre, nonostante non abbia nemmeno 40 anni. Spiega che “dal 1956, da quando venne abolita e punita la poligamia, ai mariti fu impedito il divorzio unilaterale ed attribuite alle donne più diritti di custodia dei figli, tutto è cambiato e sono venute meno quelle forti discrepanze tra uomo e donna”. Il resto lo ha fatto il presidente Zin el Abidin Ben Ali. E’ sua la volontà politica di creare prestigio intorno alla figura della donna tunisina. Un approccio modernista ed una visione riformatrice globale e profonda, hanno permesso di perfezionare l’uguaglianza nei diritti tra i due sessi e confermato per la donna la posizione di partner che agisce indistintamente in tutti i campi della vita. Le norme giuridiche realizzate in favore delle donne si sviluppano così, attorno ad un sistema legislativo avanguardista che si basa su dei principi immutabili. Tra questi, il riconoscimento delle donne in quanto parte integrante del sistema dei diritti dell’uomo, la soppressione del diritto di obbedienza della sposa al proprio marito e la sostituzione ad esso del principio di uguaglianza nell’educazione dei figli e nella gestione degli affari familiari. Un cambiamento in qualità, insomma, che si basa su una convinzione radicale del Presidente tunisino non potrà mai esserci alcun progresso né modernizzazione senza la partecipazione attiva della donna, simbolo di sapere, creatività, competenza e maturità, motivo di fierezza per la società e un faro luminoso per le generazioni future.


in foto Abir Moussy

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