martedì 17 febbraio 2015

LA STORIA DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO ( I Quaderni del Bardo) a cura di Maurizio Leo alla libreria Bookish di Lecce



La STORIA DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO a cura di MAURIZIO LEO (I QUADERNI DEL BARDO) sarà presentata il 21 febbraio 2015 ore 19,00 presso Libreria Bookish in Via Cesare Battisti 22 (Lecce). Interverranno Maurizio Nocera, Alessandro Laporta, Mario Cazzato, Anastasia Leo (redazione I Quaderni del Bardo), Ludovica Leo (social media communications de I Quaderni del Bardo), Stefano Donno (co-direttore editoriale de I Quaderni del Bardo Edizioni).
“Quasi tutte le biografie fondamentali del Santo, dal Nuti al Rosmi, dal Roncalli al Bernini, dall'Agelli al Montanari, per limitarci alle "classiche", sono opera di studio ed erudizione, testimonianze di una vita esemplare vista da uomini di fede e di chiesa, documenti tesi ad illustrare il cammino che dalla beatificazione portò alla santificazione, monumenti insomma che la cultura del tempo, quella che disponeva degli strumenti idonei e sapeva farli ben funzionare, realizzò nel migliore dei modi e ad futuram rei memoriam. Ma chi in questi 400 anni trascorsi dalla Sua nascita (1603-2003) ne ha fornito un'immagine, come dire, dalla "Sua" parte? Cioè raccontando, oltre i luoghi diventati ormai comuni del "boccaperta", dei voli e delle estasi, del patronato degli studenti, il Giuseppe visto dai suoi simili, dai contadini e dai mercanti, dai paesani e dai forestieri, dalle donne e dai bambini? Se si fa eccezione per alcuni autori, limitandoci al secolo appena finito ed al circoscritto spazio della letteratura - mi riferisco alla ormai riconosciuta triade italiana composta da Ignazio Silone, Vittorio Bodini e Carmelo Bene che rappresentano il romanzo la poesia e il teatro- ben poco rimane ed il panorama appare alquanto desolato e sconfortante, anzi il confine della dissacrazione, spesso e volentieri oltrepassato, li identifica ormai con gli scomodi, una sorta di enfer posto agli antipodi  da cui è difficile toglierli e che per essere forse eccessivamente caricato, non rende certo un buon servizio alla ricostruzione di quella particolare condizione in cui visse il Santo.  Manca insomma la controparte, manca una via di mezzo, di facile accesso per tutti ed affidabile per i contenuti, che consenta il giusto approccio e garantisca una percorrenza, se così si può dire, persino gradevole.” (dalla prefazione di Alessandro Laporta) .

E’ questo forse un piccolo ma significativo tassello che ci parla del Santo dei Voli in una maniera altra, più lirica forse, ma non meno incisiva delle altre importanti narrazioni su San Giuseppe. Una storia divisa in tre parti, che scandisce ritmicamente i fatti salienti della vita di Giuseppe: l'infanzia e la giovinezza fino alla vocazione ed all'accettazione nell'Ordine; il periodo della maturità dal primo volo al processo napoletano, ai due incontri col Papa; gli ultimi eventi fino alla morte, introdotti dall'invocazione alla Musa da parte dell'autore ("O cara Musa mia apri li porte")
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