lunedì 31 ottobre 2011

UNA VITA IN 200 QUADRI DI FEBE ANTONIUTTI (LULU)






















In questo volume ho raccolto le fotografie di 200 quadri miei, tra oli, disegni a carboncino, a sanguigna, a pennello, acquerelli. Sono così rappresentate le più comuni tecniche pittoriche, quelle che ho preferito ed ho usato più spesso. Le opere più antiche sono state eseguite nel 1954, quando ancora frequentavo l'Accademia di Belle Arti di Firenze; le più recenti nel 2006: un arco di più di 50 anni di attività pittorica ininterrotta. Nella raccolta, piccola parte delle centinaia di opere dipinte, ho inserito anche alcuni cataloghi ed articoli. Sono anche presenti diverse immagini che illustrano i particolari di quattro affreschi che ho eseguito in luoghi pubblici di Carbonia: Gesù parla alla folla, nel Centro di Accoglienza per ragazze madri; Le Beatitudini, nella Parrocchia di San Ponziano; L'Annunciazione, nella Parrocchia di Don Bosco; La cena in casa di Levi, nel Centro di Accoglienza per ex tossicodipendenti Don Vito Sguotti.

domenica 30 ottobre 2011

TEMPEST DI JULIE CROSS (FANUCCI)





















Un viaggio mozzafiato in una New York surreale, tra presente e futuro, dove nulla è come sembra e le coincidenze del passato possono diventare i nodi irrisolti del presente. Manhattan, 2009. Il diciannovenne Jackson Meyer è dotato della facoltà di viaggiare nel tempo. Una mattina, due uomini fanno irruzione nella camera della sua fidanzata Holly e le sparano; Jackson assiste impotente alla scena e, in preda al panico, salta nel tempo, ma si ritrova bloccato nel 2007, senza più riuscire a tornare nel presente. Così decide di rivivere il passato per cambiarlo, in modo che Holly non sia più in pericolo. Tornando ancora più indietro negli anni, Jackson scopre importanti segreti su di sé e la sua famiglia: le persone che ritiene più vicine sono in realtà pericolosamente diverse da quello che sembrano... Ma non è tutto: Jackson effettua due viaggi in un futuro non meglio precisato, in cui una misteriosa bambina di nome Emily gli mostra una New York totalmente devastata, mentre Manhattan sembra galleggiare in una dimensione surreale e perfetta. Jackson sarà costretto a prendere decisioni sconvolgenti che potranno compromettere per sempre la sua vita e quella di chi ama profondamente...

Julie Cross è una giovane scrittrice e blogger statunitense. Ama i film di Stephen King, la saga diTwilight e tutti i libri di HarryPotter. Tempest è il suo primo romanzo, in corso di pubblicazione in Francia,Germania, Regno Unito, Portogallo, Russia e Thailandia. La casa di produzione Summit Entertainment, che ha prodotto la saga di Twilight, ha acquisito i diritti cinematografici per Tempest per un prossimo film.

sabato 29 ottobre 2011

Un'anteprima: Mare al mattino di Margaret Mazzantini (Einaudi)



















Due figli, due madri. Due madri, due mondi: le due sponde di un unico mare. Un romanzo breve come una favola: di qua e di là dal mare, l'esilio di chi non è piú intero in nessun luogo.

C’è un tratto di mare che è ponte e confine tra due Paesi. Farid lo vede per la prima volta la notte che fugge dalla sua casa ai confini del deserto, lasciandosi alle spalle la gazzella che mangiava dalle sue mani: «credeva di poterci camminare sopra come le navi, invece è bagnato e succhia da sotto». Vito, dalla Sicilia, guarda quello stesso mare come una discarica di avanzi e di barche mai arrivate. Ne raccoglie le grida, ne conserva le tracce. Sono pezzi di memoria: la sua, quella di Farid e di tutti quelli che saranno i suoi e i nostri figli. E poi ci sono le madri. Angelina, che di quel mare ha lo stesso sguardo azzurro, la stessa calma, e dentro la tempesta. E Jamila, che spera di veder morire suo figlio prima di lei per non lasciarlo morire da solo – e dire che quel viaggio doveva durare quanto una ninna nanna. C’è tutta la gente che ha sognato «una terra facile, senza armi. Una benedizione. Non sapeva che fosse senza fine, che gridasse da tutte le parti». Dopo Venuto al mondo, Margaret Mazzantini torna a farsi carico di una storia controversa, quella che unisce l’Italia e la Libia. Dagli italiani spinti in Africa dal fascismo alla cacciata dei Tripolini nel 1970, fino alle migrazioni imposte da una guerra ancora in corso, la scrittrice dà voce a chi è sempre costretto a lasciare, perdere, rinunciare, a volte in cambio di niente. Una favola viva e pulsante, capace di trasformare il dolore in letteratura: Mare al mattino è la conferma di un talento raro, e la dimostrazione che è ancora possibile parlare a un pubblico vasto senza rinunciare alla qualità della scrittura.

venerdì 28 ottobre 2011

Io mi chiamo Yorsh di Silvana De Mari (Fanucci)






















“L’ultimo Elfo è una storia potente, raccontata con delicatezza e tenerezza – è il senso stesso della vita narrato in modo sottile e magico. Pieno di gioia, dolore, bellezza e orrore, probabilmente questo libro è un gioiello di incalcolabile valore che le generazioni future scopriranno e adoreranno.”
Io mi chiamo Yorsh, è il prequel de L’Ultimo Elfo e ci farà ascoltare tre voci. Racconterà la storia della nascita di Yorsh, il protagonista de L’Ultimo Elfo: due delle voci che udiremo sono quelle dei suoi genitori, e sarà la dolcissima e tremenda storia dell’incontro di un uomo e di una donna, avvenuto durante un genocidio, mentre il loro popolo, quello degli Elfi, viene deportato. La terza voce, quella che ascoltiamo per prima, è la voce di uno dei distruttori. Quelle dei distruttori sono le voci che noi non abbiamo ascoltato.
“Ognuno può essere un principe. Ognuno può essere quello che fa la differenza. Oppure il più grande. O il più debole. L’eroe o l’ultimo dei miserabili. Io mi chiamo Yorsh, ho lo stesso nome dell’ultimo degli Elfi ma sono colui che è venuto prima. Io sono il frutto di un mondo devastato dall’ingiustizia e dalla rabbia, perché chi semina violenza, raccoglie solo odio. Io mi chiamo Yorsh e sul mio nome costruiranno la speranza di un mondo libero dal male e ‘ricoperto di papaveri’.”

Silvana de Mari è nata nel 1953 in provincia di Caserta e vive sulla collina di Torino. Laureata in medicina, ha esercitato come chirurgo in Italia e in Etiopia come volontaria e oggi si occupa di psicoterapia. I suoi libri sono stati tradotti in venti lingue. Ha ricevuto i premi Andersen nel 2004, Bancarellino nel 2005, Immaginaire per il miglior libro Fantasy nel 2005 e il premio ALA (American Library Association) come miglior libro straniero nel 2006 per il romanzo L’ultimo Elfo (Salani, 2004), tradotto in tutto il mondo; con L’ultimo Orco ha ricevuto nel 2005 il premio IBBY (International Board on Books for Young People). Fanucci Editore ha pubblicato anche L’ultima profezia del mondo degli Uomini (2010) – che chiude la saga già avviata dall’editore Salani con L’ultimo Elfo, L’ultimo Orco e Gli ultimi incantesimi – e, nel 2009, Il Gatto dagli occhi d’oro.

giovedì 27 ottobre 2011

Innamorarsi a Manhattan di Kate Parker (Leggereditore)





















Un uomo e una donna, i loro destini sembrano essere già scritti. Lei è un’infermiera pediatrica con il mito di Audrey Hepburn, lui uno scrittore di successo che ha dimenticato cosa significa sognare. Poi l’incontro da Tiffany, uno sguardo e il tempo si ferma. In un attimo le loro vite vacillano, ed entrambi intravedono la possibilità di un futuro diverso, senza però riuscire a mettersi in gioco fino in fondo. Il loro momento è intenso ma sembra che siano destinati a separarsi e a non vedersi mai più. Ma un anno dopo si ritrovano, protagonisti di un romanzo del quale toccherà a loro scrivere il finale... Riuscirà la magia di Tiffany a trasformare un semplice istante in qualcosa di speciale che durerà per sempre? Un romanzo delicato e profondo, che risplende a ogni pagina. Una storia che ci ricorda il potere dell’amore, e la meraviglia che si nasconde dietro un incontro inaspettato che può stravolgere una vita intera e forse dare felicità a chi osa rischiare fino all’ultimo respiro.

Kate Parker ha sempre vissuto a Manhattan, New York, città che adora. È per questo che ha scelto di ambientare il suo romanzo d’esordio proprio fra le strade che l’hanno vista crescere. Kate ha deciso di dedicarsi alla scrittura per due motivi: realizzare un sogno che nutriva sin da bambina, e trasmettere ai suoi lettori la voglia di provarci, di crederci sempre e comunque. Le sue sono storie di persone comuni, disposte a tutto pur di lottare per ciò in cui credono. Lo stile limpido, l’accurata descrizione psicologica dei personaggi e la capacità di far rivivere sulla pagina emozioni forti e indimenticabili, conquisteranno le lettrici, per non abbandonarle più in questo primo libro di una trilogia.

mercoledì 26 ottobre 2011

“... e senti questa, Loredana!” le storie d’amore inventato di Loredana De Vitis



















Una serata dedicata all’amore, scritto e vissuto (e viceversa?), sulla scia dei racconti di “Storie d’amore inventato”, il libro di Loredana De Vitis. Appuntamento giovedì 27 ottobre alle ore 21.30 presso la Rubens Brasserie di Lecce, in via Matteotti 36, con l’autrice e gli interventi musicali di Cristina Cagnazzo. Una serata che sarà un vero e proprio spettacolo, perché le storie che ha raccontato Loredana in “Storie d’amore inventato” verranno messe in scena in dialogo con il pubblico. Come l’amore spoglia gli uomini e le donne e li mette faccia a faccia con se stessi e con i propri sentimenti e emozioni, così la scrittura di De Vitis entrerà in un dialogo giocoso e irriverente con autori e lettori. Si racconterà l’amore degli sms, dei biglietti dei cioccolatini, delle chat ma soprattutto delle vite concrete delle persone.
Per raccontare la propria, basta cercare la pagina dell’evento su facebook e “prenotare” un intervento nel corso della serata. Ma attenzione, l’autrice avverte: qualunque cosa racconterete, potrebbe finire in un prossimo racconto.
Loredana De Vitis, classe ‘78, scrittrice e giornalista salentina, narratrice di talento, si è imposta di recente all’attenzione nazionale grazie al libro di racconti ”Storie d’amore inventato”. Con il racconto “rossella e andrea. e Rossella e Andrea” ha vinto il premio Subway Letteratura 2011, che le ha permesso di essere letta da centinaia di migliaia di lettori nelle metropolitane e nelle stazioni bus delle più importanti città d’Italia. Il suo ultimo ‘concept’, una mostra narrativa itinerante dal titolo ”Io sono bellissima” (www.iosonobellissima.it), ha esordito a Roma nel settembre 2011 ospitata dall’Unione Donne in Italia. Osservatrice acuta della realtà nelle sue relazioni con l’immaginario, la scrittura di Loredana De Vitis propone un’immagine della donna nitida e priva di stereotipi.
Cristina Cagnazzo impugna per la prima volta una chitarra a dodici anni, e non la molla più. Dal 1999, come cantante e musicista, in diverse formazioni spazia dal punk al metal, dal grunge all’hard rock. Nel 2007 fonda la band Shotgun Babies, che ha all’attivo un centinaio di concerti, un demo cd, due videoclip, concorsi vinti, un album autoprodotto, un singolo in uscita e tre compilation, di cui una statunitense. Il gruppo, che ha già in varie occasioni accompagnato Loredana De Vitis nelle presentazioni dei suoi racconti, è presente nella sezione relativa alla musica contemporanea del libro “Le ragazze del rock”, della giornalista de “Il Manifesto” Jessica Dainese.
Parteciperanno, insieme agli altri autori che hanno aderito Gianluca Conte, Stefano Donno, Luciano Pagano, Massimiliano Manieri, Francesca Lamberti, Lorenzo Gasparrini

Info: http://www.loredanadevitis.com/
scrivi@loredanadevitis.com

Cucinare in lavastoviglie. Gusto, sostenibilità e risparmio con un metodo rivoluzionario di Lisa Casali (Gribaudo)
















Cucinare dove sembrava impossibile: forse non ci avete mai pensato, ma il calore che una lavastoviglie sviluppa durante un lavaggio può essere utilizzato anche per cuocere i cibi. Le temperature all’interno dell’elettrodomestico, costanti e non troppo elevate, permettono di ottenere una perfetta cottura a bassa temperatura, simile a quella praticata dagli chef professionisti: l’ideale per esaltare profumi e sapori del cibo. Cucinare nella lavastoviglie è ecologico, perché non si utilizza altra energia oltre a quella adoperata per il lavaggio; è sicuro, perché le analisi chimiche hanno dimostrato che gli alimenti non vengono contaminati dalle sostanze detergenti; è facile, perché si possono utilizzare contenitori presenti in ogni casa. Questo libro fornisce tutte le indicazioni necessarie per imparare a cucinare nella lavastoviglie e cambiare quindi radicalmente le proprie consuetudini in cucina. Inoltre, si propongono tante ricette, suddivise in base alle temperature sviluppate nei vari tipi di lavaggi, per creare 15 menu di successo.

martedì 25 ottobre 2011

Tiziana Cazzato consiglia La struttura concreta dell’Infinito di Marco Pellegrino (Youcanprint)























Districarsi nell’alveo del pensiero filosofico di Emanuele Severino non è compito semplice, e la difficoltà aumenta quando, come nel testo che qui affrontiamo, ci si propone l’oltrepassamento del fondamento del discorso severiniano. Scevro da ogni possibile schematismo accademico, l’autore si propone, in primis, di illustrare le soluzioni che egli ritiene necessarie per risolvere determinate aporie filosofiche, mostrando il nuovo volto che, in tale risolvimento, acquista il concetto di struttura concreta dell’essere. In secondo luogo, vengono evidenziate quelle che, usando il linguaggio dell’autore, sono le contraddizioni presenti nell’impalcatura logica del pensiero di Severino, con analisi di notevole spessore teoretico, al pari solo di chi è addentro da anni alle questioni ontologiche. La filosofia è essenzialmente lo sfondo all’interno del quale ogni contenuto, che interpretiamo come storia dell’uomo, accade. Ciò che si crede sia lontano dal vivere quotidiano, come un discorso siffatto potrebbe ad un’analisi semplicistica apparire, è in realtà la chiave imprescindibile dell’esplicazione del senso di tutti i fenomeni che riteniamo evidenti, ma che necessitano di essere fondati e riconsegnati al loro senso veritativo. Comprendere a fondo tali tematiche ci aiuta a fare un passo avanti in vista del superamento delle contraddizioni che attanagliano il vivere umano. La contraddizione è isolamento e dolore. Pertanto, nell’ottica di tale superamento ci si propone, nell’opera, di indicare l’identità di totalità e parte – pur conservando la loro distinzione –, in modo tale che ognuno non rimanga alla superficie e non renda quindi inutile ogni sforzo che non sia legato all’essenza del fondamento. (Andrea Berardinelli)

Daniela Pispico consiglia ACUFENI... tinniti... tinnitus... e se non fossero sempre MALATTIE da CURARE? Di Beppe Spitzer e Matr Jala (Youcanprint)





















Acufeni    E' la prima pubblicazione che affronta l'argomento da un punto di vista completamente diverso dal solito.  Sono milioni le persone "colpite" da questi curiosi problemi e, nonostante la medicina offra oggi tecnologie e cure piuttosto avanzate, molte di loro non sono mai riuscite a liberarsene. Finalmente ecco a disposizione una diversa, incredibile ma precisa spiegazione su questo strano "male incurabile" e anche informazioni che daranno, a chiunque lo desideri, la possibilità di effettuare semplici verifiche personali.  Antiche conoscenze ci rivelano infatti un sorprendente segreto che alcuni ricercatori e "ammalati" di tutti i tempi hanno però sempre conosciuto: acufeni, tinnitus, eccetera, molto più spesso di quanto si creda non sono infatti una malattia o un vero problema ma...

lunedì 24 ottobre 2011

Simona Muci presenta le nuove uscite di Besa editrice con Francesco De Giorgi, Paolo Volponi, Silvana Bedodi, Toni Servillo, Francesco Spilotros, Ismail Kadare







































Tu prepara il filtro di Francesco De Giorgi - Tu prepara il filtro è un romanzo generazionale che descrive in modo puntuale la crisi di ideali e il disagio dei trentenni di oggi schiacciati dal nuovo mostro del ventesimo secolo: il precariato. Attraverso le vicende del ventinovenne Matteo Fabbri, l’autore racconta in modo scanzonato il senso di vuoto e la perdita di speranza che travolgono non solo il protagonista/narratore ma anche gli amici storici a lui vicini, vittime dello stesso male: la disattesa ricerca di una realizzazione professionale che nel profondo sud non sembra fattibile.
Francesco De Giorgi è nato a Casarano, in provincia di Lecce, nel 1984. Nel 2007 si è laureato in scienze della comunicazione presso l’università degli studi di Siena. Tu prepara il filtro è il suo romanzo d’esordio.
Toni Servillo. L’attore in più a cura di Enrico Magrelli - Se si dovesse eleggere un volto simbolo, in grado di condensare attraverso i suoi lineamenti il mood della cinematografia italiana attuale, il candidato ideale sarebbe certamente Toni Servillo. Nessuno, meglio di lui, ha saputo mettere la propria statura attoriale a disposizione di film, autori e registri tanto diversi, delineando con altrettanta abilità e precisione una galleria di personaggi emblematici, tipici dei nostri anni, scolpiti con perizia ostinata e rigorosa osservanza del dettaglio. E con risultati interpretativi sempre suggestivi, quando non indimenticabili. Un lavoro, il suo, che ha contribuito nei suoi esiti più alti a riportare il nostro cinema su un piano di prestigio e competitività decisamente internazionale.
Enrico Magrelli è conservatore della Cineteca Nazionale. Dal 1994 è autore e conduttore del programma radiofonico Hollywood Party. È consulente della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e vicedirettore del bif&st di Bari. Fa parte della Commissione del fondo di garanzia per il cinema del Ministero dei Beni Culturali. Scrive per la “Rivista del Cinematografo” e collabora con al Casa del Cinema di Roma. Ha scritto e curato numerose pubblicazioni.
Fiabe Ungheresi a cura di Francesco Spilotros - Le fiabe ungheresi hanno l’ardire di affrontare in campo aperto questioni pedagogiche di alto profilo. Con una lettura trasversale che coinvolge tutte le fiabe, si può affermare che il progetto educativo che portano avanti, unitariamente, è quello per una società democratica che faccia del dialogo la sua dimensione fondativa. Le fiabe ungheresi spingono verso un’educazione che sia impegno a elaborare e coltivare una tensione infinita sia verso la realtà esterna sia verso una realtà interna, verso se stessi alla continua ricerca di significato. E lo fanno preparando alla vita i piccoli lettori attraverso mille temi, svariati personaggi, infinite avventure, multiformi situazioni.
Francesco Spilotros (1968), insegnante, sposato con tre figli, è laureato in lingue e letterature straniere e in scienze della formazione primaria. Collabora con la cattedra di storia della letteratura per l’infanzia dell’università di Bari. È socio fondatore dell’associazione internazionale di lettura e letteratura per l’infanzia L’Aquilone, nata a Bari nel 2007, e della omonima rivista specializzata di letteratura giovanile (www.associazionelaquilone.info). Sul sito http://www.montessorimola.net/
gestisce il blog Didattica e dintorni.
La commissione delle feste di Ismail Kadarè - In un’Albania ancora assoggettata al dominio ottomano, si svolgono i minuziosi preparativi per una festa di riconciliazione. Il meticoloso dispositivo cerimoniale accresce, di ora in ora, l’attesa per l’arrivo degli invitati. Rituali dell’ospitalità, banchetti, danze e giochi costituiscono, però, solo la messa in scena di una tragica beffa...
ISMAIL KADARE (Argirocastro, 1936), romanziere, poeta e saggista di fama internazionale, condensa nella sua scrittura le inquietudini di un paese lacerato da vecchie dominazioni e da nuove libertà. Nessuno meglio di lui è riuscito a cogliere, nella loro storicità, il retaggio complesso e la ricchezza di sfaccettature dello spirito albanese. Dal 1990 risiede stabilmente in Francia.
Cantonate di Urbino di Paolo Volponi - La città di Urbino, com’è noto, è al centro di un’intera rete di figure ossessive nell’opera narrativa e poetica di Volponi. La forza stilistica presente anche in questi brevi scritti, tre testi e un’appendice epistolare, scioglie fin dall’esordio ogni dubbio: non si tratta di bozzetti paesaggistici o idillici. La città vi appare annichilita, senza “idillio, né rifugio, né quiete, né silenzio, né società”. La “Città ideale” è divenuta inerte spoglia mortale, ai margini rispetto agli odierni flussi mercificanti: questa vicenda allude a qualcosa di concreto e universale, che non riguarda la sola Urbino.
Paolo Volponi nasce a Urbino il 6 febbraio 1924. Dirigente industriale e attivista politico, si dedica a un’intensa attività letteraria accompagnata da riconoscimenti nazionali e internazionali. È autore di raccolte poetiche e romanzi, tra cui Memoriale (1962), La macchina mondiale (1965), Corporale (1974), La strada per Roma (1991). Muore ad Ancona nel 1994.
Lucrezia i tuoi sogni di Silvana Bedodi - Lucrezia Malpigli, una giovane bellissima, cresciuta tra Lucca e Ferrara, circondata dai piaceri del lusso e della raffinatezza, viene data in sposa a un uomo del quale non è innamorata: Lelio Buonvisi. Presto però lo tradisce con un uomo che conosce fin dall’infanzia, Massimiliano Arnolfini, suo coetaneo e troppo meno nobile di Lelio. I due amanti sono legati da una passione indomabile che li indurrà all’assassinio di Lelio. Il processo contro Lucrezia, Arnolfini e i sicari, con grande spreco di interrogatori, torture e delazioni, porterà Lucrezia in convento, dove rimarrà fino alla morte. Con mano sicura, Silvana Bedodi ci guida nei meandri di un’anima lacerata non dal dubbio (non c’è mai in Lucrezia pentimento) ma dalla rabbia di avere perduto la vita in nome del decoro (il denaro) e delle norme coercitive di una società ipocrita.
Silvana Bedodi (1956) vive e lavora a Cuneo. Appassionata di studi classici, si diletta a scrivere soprattutto su argomenti storici. Con Besa ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Pellegrino di Provenza (2005).

domenica 23 ottobre 2011

Pandereski di Cristiana Koll (Youcanprint)






















Scoprire che le proprie radici non esistono più. Sapere che il suo vero padre è a capo della più importante agenzia privata di intelligence. Puntare tutto su due amici. Essere salvata dalla Cia. Una serie di avvenimenti e disavventure che la porteranno dall’Italia agli Stati Uniti, passando per altri Paesi Europei. Emma Parker rischia la vita per conoscere la verità. “Pandereski” è il primo libro di una serie dedicata al ‘giallo’ vecchio stile, che punta sulle indagini e sul ragionamento piuttosto che sulle analisi chimiche.

sabato 22 ottobre 2011

Daniela Pispico consiglia la I° FESTA DI POLEMONTA










DOMENICA 23 OTTOBRE 2010
dalle 17.30 Largo Immacolata, Calimera
I FESTA DI POLEMONTA


Polemonta – Casa della Sinistra è un’associazione di promozione sociale attiva sul territorio con un’azione di politica culturale e sociale.
La battaglia sul caso Ecolio, le denunce sulla speculazione edilizia, i temi ambientali e quelli del lavoro, la difesa dei beni pubblici e comuni, la contro-informazione de «Il Compagno Brizio» (periodico dell’Associazione): questo e tanto altro è Polemonta, un’associazione indipendente e libera che svolge un’attività costante, puntuale e attenta, nell’ambito di una Sinistra radicale e plurale.

Per incontrarsi e condividere
Per parlare e ragionare di politica e non solo
Per stare insieme e mangiare e non solo
Per divertirsi e ascoltare musica e non solo


17.30 INCONTRO/DIBATTITO
Dalla piazza alle periferie, storia di un’Amministrazione che non c’è
Intervengono i Consiglieri comunali del Gruppo Calimera che vorrei.

19.00 PRESENTAZIONE:
Vivere sostenibile e ricicli creativi: presentazione di progetti eco-sostenibili
a cura di A. Sicuro.

In serata...
Dieci semplici ricette performance di e con PAPA RIKI

...e ancora
DjSet/Dancehall a cura di Castigliani e di Lumera Sound.

Per tutta la durata della festa
Mostre fotografiche e installazioni artistiche a tema, la fantastica riffa di Polemonta, libri e stand informativi, proiezioni, stand gastronomico.

http://www.polemonta.it/article69.html
http://www.polemonta.it/

FRANCESCA LEONE CONSIGLIA AMBIENTE E SALUTE NEL SALENTO: DALL’IMPEGNO DELLA LILT ALLO STATO DELL’ARTE DELLE RINNOVABILI SUL TERRITORIO SALENTINO














“AMBIENTE E SALUTE NEL SALENTO:  DALL’IMPEGNO DELLA LILT ALLO STATO DELL’ARTE DELLE RINNOVABILI SUL TERRITORIO SALENTINO” questo è il titolo dell’incontro/dibattito che si terrà il 24 ottobre 2011 alle ore 20,00 presso Cibus Mazzini in via Lamarmora 4 a Lecce. Modera Gianluca Pasca (Presidente ass. Kalos Manfredi Pasca. Interverrà il Presidente della Lilt Lecce il dott. Giuseppe Serravezza; Ivana Crocetti (Lilt di Scorrano)  e Tomassina Greco, Orsola Draetta, e Tonio Greco (Lilt Lecce). Ospiti della serata il consigliere del Comune di Lecce Vittorio Solero e l’assessore alla Cultura del Comune di Lecce Massimo Alfarano
Modera Gianluca Pasca (Presidente Kalos Manfredi Pasca). L’incontro è promosso da Arcadia Lecce e Cultura Oltre. In un incontro/dibattito di questa portata si parlerà della situazione  degli insediamenti sul territorio regionale e salentino e della proposta di soluzioni per uno sviluppo socio-economico che rispetti i criteri di sostenibilità ambientale. Nel corso dell’appuntamento non si dibatterà solo sulla situazione attuale ma anche ci si misurerà sulla proposta di concrete soluzioni operative per un corretto sviluppo socio-economico, secondo un criterio di sostenibilità ambientale e sanitaria. Durante l'incontro verrà presentato un documento tecnico, sottoscritto da associazioni e comitati salentini, contenente proposte concrete per un corretto impiego delle fonti rinnovabili, che tenga conto della loro sostenibilità ambientale e sanitaria.

venerdì 21 ottobre 2011

Anna Chiriatti consiglia: CANTI e SUONI della TRADIZIONE di CARPINO a cura di Pio Gravina ed Enrico (Kurumuny)





















“Quando per vecchiaia se ne saranno andati anche gli ultimi cantatori, pastori e contadini nati negli anni ʻ20, non ci sarà più modo di poter ascoltare dal vivo la musica di tradizione di Carpino, e di capire di chi siamo figli, e da dove proveniamo”. Con queste considerazioni che danno la misura del lavoro di ricerca condotto, Pio Gravina e Enrico Noviello aprono il loro lavoro Canti e suoni della tradizione di Carpino, composto da due Cd audio e da un libretto allegato, una sorta di guida all’ascolto con i testi dei canti eseguiti, le note dei due curatori e le traduzioni dei canti stessi. Proprio per cercare di salvare dall’oblio un patrimonio straordinario, un vero e proprio giacimento di memorie e di suoni antichi, Gravina e Noviello hanno deciso di intraprendere la stessa strada che prima di loro hanno percorso grandi ricercatori come Alan Lomax, Diego Carpitella e Roberto Leydi. Per due anni Noviello e Gravina hanno frequentato gli ultimi esponenti della tradizione carpinese, accompagnandoli con la chitarra battente e quella francese (quella classica) nei sonetti eseguiti nei tre modi tradizionali, alla montanara, alla viestesana, alla rodiana e documentando questi incontri. Una selezione dei materiali sonori provenienti da questa ricerca, scelti in base al valore documentario, alla qualità delle performances vocali, e al fatto di contenere strofe e modalità esecutive di particolare interesse o in qualche modo diverse da quelle finora conosciute, compone il primo Cd della raccolta. Il secondo invece contiene una serie di canti provenienti dalle ricerche storiche, a partire da una rodiana sporca registrata nel 1966 da Roberto Leydi e Diego Carpitella dalla viva voce di Antonio Di Cosmo, detto Marèssë, passando per alcuni brani registrati da Ettore De Carolis nel 1967, per arrivare ad altri brani registrati nel corso di alcune sessioni informali degli anni ʻ80 e a esibizioni più recenti dei componenti dei Cantori di Carpino, tra cui spicca una notevole ninna nanna eseguita da Antonio Piccininno, l’ultimo componente anziano del gruppo rimasto ancora in attività. Dall’ascolto di questa affascinante sequenza musicale, che nelle intenzioni dei due ricercatori “vuole restituire un’idea complessiva di uno dei corpus musicali della tradizione agricolo pastorale più interessanti di tutta Italia”, si rimane colpiti dalla complessità e dal virtuosismo delle tecniche strumentali e vocali elaborate nel centro della Capitanata e dall’estrema raffinatezza e varietà delle soluzioni poetiche, finalizzate in gran parte allo svolgimento delle serenate.

giovedì 20 ottobre 2011

VULCANI di Sabrina Mugnos (Macro edizioni)












Se i vulcani vicini a noi iniziassero ad eruttare cosa succederebbe in Italia? Ci troveremmo ad affrontare una situazione simile a quella del terremoto dell’Aquila del 2009 o, ancora peggio, dovremmo far fronte ad una catastrofe come quella del Giappone del marzo 2011? E' nostra responsabilità, per non essere colti impreparati, informarci sulla geologia della terra su cui viviamo e sul suo divenire? Geologa specializza in vulcanologia, Sabrina Mugnos in "Vulcani - Quali rischi?", risponde a tutte queste domande attraverso un'appassionante disanima scientifica dei pericoli e delle meraviglie che caratterizzano i vulcani, incorniciato in una visione struggente della natura e del suo rapporto con l’uomo, magistralmente colta dal suo animo umanistico. Una lettura indispensabile per pianificare il nostro futuro sulle basi di conoscenze inoppugnabili. L'autrice dedica ampio spazio ai vulcani italiani (anche a quelli sommersi sotto il Mar Tirreno), in particolar modo a quelli campani, e racconta, mettendoli a confronto, quelli del resto del mondo. Propone, inoltre, un utilissimo prontuario da utilizzare nel caso in cui ci si trovi in mezzo ad un'eruzione, uno tsunami o semplicemente in terreni vulcanici. Il libro, che contiene numerosi dati, informazioni, immagini e illustrazioni, appassiona per lo stile avvincente con il quale vengono raccontate le storie dei principali eventi vulcanici, spesso narrati in prima persona dall’autrice nella forma di un diario di viaggio, trasmettendo al lettore la sensazione di averli vissuti davvero. Tutto il materiale proviene da fonti scientifiche accreditate e la stessa prefazione è stata fatta da uno dei massimi esperti mondiali in materia. Dalla prefazione di Augusto Neri Direttore della Sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: “Il libro di Sabrina, unico nel suo genere sul panorama editoriale nazionale, è un saggio scientifico di alto profilo, ma anche un racconto appassionato e appassionante dei processi vitali del nostro pianeta. Sarebbe davvero un peccato non leggerlo!”

mercoledì 19 ottobre 2011

Alessia e Michela Orlando consigliano L’Unificazione italiana di Salvatore Lupo (Donzelli) a Montecitorio a Roma














Sarà presentato “L’unificazione italiana” di  Salvatore Lupo, con l’intervento di Paolo Mieli, Raffaele Romanelli e il coordinamento di Simonetta Fiori, giovedì 20 ottobre 2011 alle ore 19.00 a  Roma  per la rassegna “Giornate del libro politico a Montecitorio”. Dove? Presso la Camera dei Deputati in piazza Montecitorio negli spazi della Sala Aldo Moro. Ingresso libero ovviamente. L’ingresso del Mezzogiorno nello Stato-nazione rappresenta il culmine del processo di unificazione ed è il fulcro della celebrazione, e dell’anti-celebrazione revisionista, del centocinquantenario che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Se ne discute il 20 ottobre alle ore 19 a Roma, in occasione della presentazione del libro di Salvatore Lupo L’unificazione italiana, appena uscito da Donzelli. Il libro, che traccia una nuova originale sintesi storica di quegli avvenimenti, del mito che già allora si costruì intorno ad essi, nonché della rielaborazione della memoria che ne seguì, sarà presentato nell’ambito delle Giornate del libro politico a Montecitorio da Paolo Mieli e Raffaele Romanelli, coordinati da Simonetta Fiori. Lupo adopera il termine «Risorgimento», perché è quello che ci è stato consegnato dalla tradizione, consapevole che esso ha il difetto di nascondere gli elementi conflittuali che connotarono il percorso unitario. Per restituire la dimensione dei conflitti, Salvatore Lupo usa le parola «rivoluzione» e «controrivoluzione»; e poi quella di «guerra civile». Nel processo di unificazione italiana infatti ci fu un vero e proprio scontro politico e sociale, ma non solo: nell’Italia divisa di quel tempo, e soprattutto nel Mezzogiorno, si contrapponevano diversi patriottismi, quello siciliano, napoletano, italiano. Queste complicazioni, rimosse nella lavorio costruzione della nostra memoria, ci obbligano a ridefinire alcuni schemi interpretativi sul Risorgimento.
Salvatore Lupo è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Palermo. È stato tra i fondatori della rivista «Meridiana», che attualmente dirige, ed è membro del comitato di redazione di «Storica». Per i tipi della Donzelli ha pubblicato: Storia della mafia dalle origini ai giorni nostri (1993, 2004); Andreotti, la mafia, la storia d’Italia (1996); Il fascismo. La politica in un regime totalitario (2000, 2005); Partito e antipartito. Una storia politica della prima Repubblica (2004); Che cos’è la mafia. Sciascia e Andreotti, l’antimafia e la politica (2007).

martedì 18 ottobre 2011

Daniela Pispico consiglia: ACUFENI... tinniti... tinnitus... e se non fossero sempre MALATTIE da CURARE? di Beppe Spitzer e Matr Jala (Youcanprint)
























E' la prima pubblicazione che affronta l'argomento da un punto di vista completamente diverso dal solito. Sono milioni le persone "colpite" da questi curiosi problemi e, nonostante la medicina offra oggi tecnologie e cure piuttosto avanzate, molte di loro non sono mai riuscite a liberarsene. Finalmente ecco a disposizione una diversa, incredibile ma precisa spiegazione su questo strano "male incurabile" e anche informazioni che daranno, a chiunque lo desideri, la possibilità di effettuare semplici verifiche personali.  Antiche conoscenze ci rivelano infatti un sorprendente segreto che alcuni ricercatori e "ammalati" di tutti i tempi hanno però sempre conosciuto: acufeni, tinnitus, eccetera, molto più spesso di quanto si creda non sono infatti una malattia o un vero problema ma...

lunedì 17 ottobre 2011

Luigina Carluccio consiglia Alfonso Ramunni con Nessuna speranza per Malceski (Besa editrice) alla Feltrinelli di Lecce





















Alfonso Ramunni a Lecce presenterà il suo libro Nessuna speranza per Malceski (Besa editrice)  il 18 ottobre alle ore 18,00 presso il Feltrinelli Point di Via Cavallotti 7/a. Introduce il dott. Erasmo Buongiorno (Direttore UO di Nefrologia). Leggerà alcuni brani il dott. Tommaso Esposito.
La vita umana si allunga e si crede che la vecchiaia non arrivi mai, consentendoci di proseguire anche in età avanzata le peripezie della giovinezza. Di questo vuole convincersi Stanislao Malceski che, nel corso della sua turbinosa esistenza, ha sperimentato ogni sorta di piacere e non vuole arrendersi al decadimento fisico. Assolda pertanto un geniale ricercatore, il dottor Davide Verastri, perché faccia luce sui processi della degenerazione vascolare e gli fornisca in fretta una cura contro l’invecchiamento. Non contento, affianca a Verastri, e senza che questi lo sappia, l’infido Ocanesian, sperimentatore dalla dubbia moralità… Da qui un’appassionante vicenda umana e scientifica, di sapore faustiano, nella quale l’autore ha innestato le proprie esperienze mediche in una trama fitta di avvenimenti e percorsa da straordinaria tensione: una grande saga sui segreti e gli artifici della medicina – più un’arte dell’invenzione che una scienza arida.
Alfonso Ramunni vive a Bari, dove lavora come medico nefrologo ospedaliero. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali. Nessuna speranza per Malceski è il suo primo romanzo.

domenica 16 ottobre 2011

La Bambola di Pezza di Cristina Hueller (Youcanprint)





















Ramona è la protagonista di una storia drammatica che la costringerà ad affrontare la dura realtà della schiavitù, alla mercè di un boss senza scrupoli . Sarà costretta a vendere il proprio corpo in un paese straniero, strappata agli affetti più cari, lontana dalla Romania. La forte amicizia con Anica una compagna di sventura e le sue parole di conforto aiuteranno Ramona a non abbattersi mai, a continuare a sperare e a sognare una possibile fuga. Leggendo, scenderete all'Inferno con lei, andando ai “ gironi” più cupi e infuocati della malavita, scoprirete i misteri dell'inganno e della prostituzione e ascolterete una nuova verità: quella delle vittime. Una storia di dolore e sopraffazione ma anche di solidarietà, di condivisione e di amore. Un legame indissolubile tra Ramona e la sorella Nadia che non si rassegnerà alla sua scomparsa e continuerà a cercarla. La dolce Ramona conquisterà il vostro cuore ma la forte e coraggiosa Nadia vi insegnera' quale raro dono sia avere una sorella.

Francesca Leone di Cibus Mazzini consiglia "Il Mattone è ancora un investimento oppure ...?

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
"Il Mattone è ancora un investimento oppure ...? " questo è il tema dell'incontro organizzato da Cibus Mazzini in collaborazione con Arcadia Lecce e Cultura e Oltre che si terrà a Cibus Mazzini lunedì 17 ottobre 2011 alle ore 20,00. Interverranno l'avv. Filomena Dantini (Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità) e Sebastian De Lorenzis e Fernando De Lorenzis (Depa di Magliano). Modera Gianluca Pasca (Presidente dell'Ass. Kalos Manfredi Pasca)
Oggi come oggi possiamo dire che "il mattone" come investimento  può rendere più di titoli di stato a scadenza decennale. Secondo alcuni recenti dati  Milano  è la città con il rendimento  migliore, ma in città come Roma  e a Napoli in determinati quartieri si possono fare veramente degli affari d'oro Questa è l'analisi che ha messo in comparazione il prezzo degli immobili rilevato nel primo trimestre 2011, con i canoni di locazione registrati nello stesso periodo. Il rapporto tra il valore di vendita degli immobili e l’affitto segna maggiori profitti nei quartieri dei grandi centri che hanno sofferto la crisi immobiliare. Più in generale si può dire che  non sono le abitazioni del centro a garantire l'investimento migliore, come rendimento, ma quelli semi centrali. Negli anni della crisi in alcune zone delle grandi città del nostro paese i prezzi di vendita sono scesi sensibilmente cosicchè da Nord a Sud l'imbarazzo della scelta è talmente tanto che è difficile fare una prima mappatura della convenienza: infatti i rendimenti vanno anche oltre il 4,8% dei titoli di stato a  10 anni, secondo il tasso fissato da tesoro. Ma pare certo che siano diventate più appetibili le aree periferiche in via di riqualificazione, zone residenziali semi-centrali o le aree universitarie, dove la domanda di case in affitto è addirittura aumentata. Nonostante la crisi attuale lasci dire che chi acquista nella crisi potrà sperare di vedere il proprio immobile rivalutarsi in seguito, l'incertezza  nel futuro rimane: rimane sul piano sociale rimane sul piano economico, sul piano familiare e soprattutto rimane su talune questini importanti. Le neo coppie, tutte quelle donne che lavorano ma hanno a tutt'ora un contratto da precarie, possono ritenersi solvibili nel qual caso volessero assumersi l'onere di un mutuo per uan casa di proprietà? Che tipo di ricadute ci sono per questa porzione di società civile? Di questo e molto altro ne parleranno Gianluca Pasca (Presidente dell'Ass. Kalos Manfredi Pasca) e l'avv. Filomena Dantini (Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità) lunedì 17 ottobre 2011 ore 20,00. Riprendono per l'occasione  i conferimenti de L'ECCEllenze del terrotorio 2011 che Arcadia conferisce a esponenti del mondo dell'impresa, della politica, e del sociale. In quest'occasione verrà premiato Fernando De Lorenzis di Depa srl di Magliano per aver portato avanti una sana politica d'impresa e di pari opportunità per la carriera di giovani professioniste sul territorio salentino

sabato 15 ottobre 2011

Alghe di Clara Castellotti (Utilizzo terapeutico e consigli alimentari - Contiene più di 80 Ricette) edito da Macro edizioni












Le Alghe sono tra i maggiori produttori di ossigeno sul pianeta, contengono pochi grassi e calorie, molte fibre, proteine, vitamine e sali minerali. Sono rigeneranti, regolano il metabolismo di zuccheri e trigliceridi e per la maggior parte sono anche dimagranti. Con questo manuale scopriremo le tante proprietà di un organismo vegetale unico e ancora poco conosciuto. Quest'opera è una ricerca completa e aggiornata, che approfondisce l'universo alghe dalle loro proprietà mediche e cosmetiche fino al loro utilizzo in cucina. Il volume è diviso in due parti. La prima, appoggiandosi su importanti e dettagliati studi scientifici e bibliografici, descrive le alghe dal punto di vista botanico: la loro diffusione, la storia e soprattutto gli usi medicinali e le proprietà nutritive e terapeutiche. Vengono descritte le alghe più utilizzate del mondo macrobiotico come kombu, wakame o nori, ma anche altre meno note e di uso più medicinale, come spirulina o clorella. Nella seconda parte vengono presentate tantissime ricette suddivise per tipo di alga. Le preparazioni tengono conto dei principi della cucina macrobiotica, con forti e gustose influenze mediterranee.

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venerdì 14 ottobre 2011

L’ultima volta che ho visto Parigi di Lynn Sheene (Leggereditore)





















Parigi. Seconda guerra mondiale. Una donna dal passato misterioso. Un sogno di libertà. Un amore che sgretola ogni tentativo di autocontrollo. Un piccolo negozio di fiori, preziosa ampolla di colori e profumi, dove si intrecciano amicizie e speranze, in una città sconvolta dal caos. Questi sono solo alcuni dei particolari di questo romanzo, a partire da ottobre in libreria per i tipi di Leggereditore. “L’ultima volta che ho visto Parigi” è un romanzo intenso, denso, commovente che parla di sogni, di aspirazioni, di relazioni e sentimenti. E’ il romanzo d’esordio di Lynn Sheene, membro dell’ International Thriller Writers, Romance Writers of America, Alliance Française, and the French Heritage Society. Ma per entrare nello specifico … Le ultime luci illuminano Parigi, fra poco nulla sarà più come prima, nulla avrà più un senso. Non la musica che aleggia per le strade della città, né l’atmosfera spensierata che la pervade. Un negozio di fiori sugli Champs Elysées, con la sua eleganza ostinata, resisterà agli stravolgimenti della storia, diventando un crocevia di vite, tradimenti, amori e speranze. Ed è qui che una donna in fuga da un passato fitto di misteri si ritroverà a lottare per la propria libertà, e per la prima volta anche per quella di chi le è accanto.

 Lynn Sheene, da sempre vicina alla cultura francese, si è interessata al dramma della Parigi occupata grazie al ritrovamento fortuito di una spilla. è così che ha iniziato a studiare quell’epoca così piena di fascino, lasciandosi trasportare da una storia suggestiva e fitta di intrighi. L’ultima volta che ho visto Parigi è il suo romanzo d’esordio, ed è in corso di traduzione in diversi Paesi.

A ottobre 2011 in libreria


giovedì 13 ottobre 2011

Anna Chiriatti ci invita il 14 ottobre 2011 alla presentazione di Invisibili (Kurumuny) alla Ergot di Lecce


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
“… è il principale pregio del loro Invisibili,
la narrazione di un’umanità divisa
fra la necessità e il rifiuto…”
dall'introduzione di Lino Patruno.

Per la Kurumuny il 2011 è stato l’anno che ha visto il clamoroso successo di un libro denso e carico di spunti di riflessione per ogni lettore e cittadino della nostra terra, oltre che per tutti coloro che in Italia hanno avuto modo di conoscere in presa diretta una urgente tematica ambientale e sociale.
Si tratta di Invisibili - Vivere e morire all'Ilva di Taranto, lavoro scritto a quattro mani dal giornalista Fulvio Colucci e Giuse Alemanno.
Un libro denso che affronta questioni scottanti come il difficile rapporto tra un’azienda come l’Ilva, con tutte le sue problematicità e criticità, i suoi lavoratori e la città. Un rapporto che anno dopo anno crea dibattito e polemiche, nei confronti delle quali questo libro non fa passi indietro né concede sconti. Scritto con la sapienza del giornalismo d’inchiesta e con la profondità di una grande scrittura narrativa, quest’opera è stata recensita dalle più importanti testate giornalistiche radio, web e cartacee a livello nazionale, ed è stata presentata in quasi tutta Italia, alimentando interesse e continuando a suscitare attenzione.
È questa la chiave del successo di un libro che ha raggiunto il traguardo della ristampa.
La casa editrice Kurumuny vuole festeggiare questo importante risultato partendo proprio da Lecce, dal capoluogo salentino, con un secondo “giro d’Italia” di incontri e presentazioni che vedranno impegnati gli autori e Kurumuny tra il 2011 e il 2012.
In occasione della sua ristampa, Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno sarà presentato alla Libreria Ergot in P. tta Falconieri a Lecce, il 14 ottobre 2011 alle ore 21,00.***
Non molto tempo fa gli operai dell’allora Italsider vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno. L’Italsider non c’è più. C’è l’Ilva. Una nuova fabbrica con un nuovo nome e nuove regole, ma soprattutto una nuova generazione. Una generazione che sogna la grossa vincita al gratta e vinci o al massimo la divisa da carabiniere. Per i nuovi operai dell’ILVA, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimane la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i tornelli dell’Ilva. La vita scandita dai turni. Tra la fabbrica e la vita fuori, lo spogliatoio dove si svestono i panni civili e si indossa la tuta da operai. Perché l’Ilva è anche volti stanchi, epopea di pendolari, famiglie e figli, doveri e rancori, solidarietà e silenzi, verità e menzogne. L’Ilva è carne viva, metafora di una condizione universale, piccolo spaccato di mondo. Una fabbrica non soltanto di acciaio ma di storia e storie. E sullo sfondo una città lontana assente, dai contorni sfumati come fosse di sabbia, la stessa sabbia che si indurisce nel naso e lo fa sanguinare. Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno è un lavoro a quattro mani che raccoglie e racconta storie di uomini la cui vita è indissolubilmente legata al lavoro, sospesa in aria come il braccio di una gru, operai del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, l’Ilva di Taranto. Ma è anche il racconto delle contraddizioni di una città intera, sparsa su 2600 ettari di cui l’Ilva occupa 1600: facile capire chi comanda e chi dà da mangiare ai tarantini, più difficile è capire perché accade che dei bambini, come quelli di Taranto, siano in trincea per una guerra impari contro un nemico subdolo e imprevedibile, l’inquinamento. Il ricatto occupazionale e il sentirsi colpevoli di lavorare.
 
Giuse Alemanno, scrittore, ha vinto numerosi premi letterari, è stato vicedirettore de
«La Voce del Popolo»,  lavora all’Ilva di Taranto dal 2001.
Fulvio Colucci, giornalista, lavora nella redazione tarantina della «Gazzetta del Mezzogiorno». Nel 1995 ha vinto il premio "Ilaria Alpi".
Illustrazioni Christian Imbriani.
  
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Per info:
Kurumuny
Tel e Fax 0832 801528
Facebook: Kurumuny Edizioni

mercoledì 12 ottobre 2011

“Il bacio della notte” di Sherrilyn Kenyon edito da Fanucci a giorni in libreria




















Amanti del paranormal ecco per voi  il 27 ottobre in libreria “Il bacio della notte” di Sherrilyn Kenyon edito da Fanucci. Wulf Tryggvasen è un antico guerriero vichingo che possiede un vantaggioso, ma estremamente irritante, potere amnesico. A causa di questa sua singolarità, nessuno tra quelli che lo incontrano può ricordarsi di lui dopo soli cinque minuti. E questo, se da un lato gli facilita i piacevoli incontri notturni, dall’altro gli rende quasi impossibile costruire una relazione duratura; e senza un vero amore, come ogni Cacciatore oscuro sa bene, non potrà mai rientrare in possesso della sua anima. Una sera, mentre si trova per caso in un club, Wulf si vede costretto a intervenire per salvare dai demoni un’affascinante sconosciuta. Ma il fato non promette nulla di buono. Quando finalmente riesce a conoscere meglio Cassandra Peters, l’unica donna che può ricordarsi di lui, scopre che lei è una principessa Apollite, la razza maledetta a cui Wulf ha giurato di dare la caccia. A ritmo accelerato, i due dovranno affrontare antiche maledizioni, profezie, e l’ingerenza diretta degli dèi greci per trovare, se tutto andrà per il meglio, la vera felicità tanto sognata. Il quinto volume del ciclo dei Dark Hunters, la serie che ha consacrato Sherrilyn Kenyon come un fenomeno internazionale da 10 milioni di copie vendute.

SHERRILYN KENYON è un’autrice ormai di culto in Germania, Inghilterra e Australia. Il suo sito internet registra 120.000 contatti la settimana. Fanucci Editore ha già pubblicato i primi quattro episodi della serie Durk-Hunters: Anche i diavoli piangono, Fantasy Lover, Notte di piaceri, L’abbraccio della notte e Danza con il diavolo.

lunedì 10 ottobre 2011

Robe da bar di Rossana Massa (Youcanprint)























Sergio, Giulio, Elio, Giovanni e Piero sono amici da sempre. Li riunisce l’ambiente vetusto del bar/trattoria di Sergio, l’”Asmara”, che prima fu di suo padre Gualtiero. Cresciuti tra quei tavolini, sono ormai cinquantenni. Li legano i ricordi, un’amicizia che va oltre la singola riuscita nella vita e…le donne, dalla morbida e prorompente Gabriella a “Katia la slava”, che slava non è, per includere la timida ed esile Cristina ed altre, di ruolo apparentemente secondario. L’esistenza scorre nella ripetitività della vita di provincia, che si spezza o per gioia o per dolore e la città ne è palcoscenico teatrale, con gli adeguamenti individuali e collettivi che l’essere in vita comporta e, sotto sotto, commettendo consueti peccati di provincia, più o meno ordinari .L’equilibrio, già scosso da eventi di morte da mettere tuttavia in conto, sarà sconvolto in un vortice vitale, al centro del quale una bella straniera: Dana, longilinea, biondissima, fatale, giovane. Il bar da “Asmara” diverrà “Global” e Sergio inizierà una rivoluzione interiore, a partire da un polo rosa, ma non c’è rivoluzione senza spargimento di sangue, che non è mai rosa…

domenica 9 ottobre 2011

Daniela Pispico consiglia "La peronospera" di u Papadia in Piazza del popolo a Copertino























Ass. Mad Management, Lupo Editore, Ass. Nubes con il patrocinio del Comune di Copertino  presentano il nuovo Cd "La peronospera" di u Papadia in Piazza del popolo di Copertino, Domenica 9 ottobre 2011 ore 21. Per tutti ma non per pochi dunque … evento gratuito!

Recensione di 'u Papadia LIVE - Di Stefano Mannucci (Il Tempo)

Si è caricato sulle spalle un fardello mica da ridere. Non solo i tamburelli e ogni altra sorta di percussione, ma soprattutto i coperchi. Perchè Umberto sa che il diavolo devi prima fartelo amico, se vuoi combatterlo e poi guarire da certe malattie. E la malattia che ’u Papadia sente dentro di sè è forse inguaribile, ma di certo antica come la sua terra, quel Salento che brucia di passione e di dolore, una terra calpestata da troppe scarpe straniere, ostili, affamatrici. È una sorta di indolenza, quella, che colpisce un popolo troppo spesso umiliato, ma indomabile: un’apatia, un affaticamento dello spirito e del corpo, un blues mediterraneo che ti fiacca e ti spinge a reagire, a trovare una cura per una perenne inquietudine, la speranza di una salvezza personale e collettiva, il ritorno in un luogo da poter chiamare casa. Papadia si schermisce. Dice: «Sono l’unico possibile interprete di me stesso», ma la sua è una giocosa menzogna. Il suo giocare al ribasso è solo un modo di denunciare lo straniamento dalle proprie origini, ma non una reale solitudine. Umberto canta, urla, balla e fa ballare perchè tutti, salentini e non, affrontino quella malattia. Che per lui, come suggerisce il titolo del suo cd (uno dei più riusciti nell’intero panorama musicale italiano degli ultimi anni) è "La peronospera". Una patologia che non mina solo la salute delle piante (con conseguenze drammatiche per l’agricoltura e per il fabbisogno alimentare delle popolazioni interessate), ma anche, come si diceva, le persone. La gente. Quelli come u’Papadia, certamente, nato in Germania da genitori immigrati, e che ricorda un’infanzia in cui "gli italiani" erano trattati peggio di certi viaggiatori della speranza che oggi arrivano sulle nostre coste dall’Africa. In chiave più universale, le sue canzoni rappresentano tutti coloro che si sentano esuli, privi di una radice salda su un humus fertile. Papadia è spiazzato, confuso, incupito, ma privo di ogni autocompiacimento negativo: ed ecco che il suo formidabile concerto si trasforma in un rito salvifico, in una redenzione, in una catarsi permeata di rabbia ma illuminata dall’ironia, e immersa nell’eros che solo le donne salentine possono offrire, le "tarantolate", discendenti di altre donne che mentre mietevano il grano venivano morse da un animale mitico, leggendario, inafferrabile, quasi certamente inesistente, la taranta appunto, che le faceva muovere in modo isterico, posseduto, demoniaco, finchè la musica, il battito, lo "spricolamento" non trovava la giusta vibrazione, il ritmo, l’invocazione pagana per liberarle, svegliarle, restituirle a una plausibile condizione sociale. Muovendosi lontano da certe tentazioni freddamente etnomusicologiche, lo show di Papadia gioca sull’innovazione, sull’invenzione, su una neo-tribalità che non può non conquistare anche il più scettico degli osservatori. Una fantasmagoria "povera", fatta di strumenti occasionali ma straordinariamente efficaci: come quei coperchi dove cerchi di percuotere il diavolo, finché non lo spingi a liberarti per sempre da vecchie e nuove ossessioni.