mercoledì 17 agosto 2011

Daniela Pispico consiglia Riccardo Staglianò il 19 agosto a Nardò con il suo libro per Chiarelettere














Nell’ambito della programmazione culturale estiva ondediluna del Comune di Nardò Spiagge d’autore e Presidio del libro di Nardò per una lettura a a km 0 presentano Riccardo Staglianò con il suo libro “Grazie. ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti” (Chiarelettere) venerdì 19 agosto 2011 ore 21.00 piazza delle Erbe – Nardò (Le).

Dialogheranno con Riccardo Staglianò Luigi Perrone (docente Sociologia delle migrazioni e delle culture) e il “lettore” a km 0 Vincenzo Renna (assessore).

“Grazie. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti” è un’indagine rivolta più che al “fenomeno” dell’immigrazione al “mondo” degli immigrati, facenti parti del tessuto economico e sociale del nostro paese, ma relegati a una posizione minoritaria quanto si tratta di affrontare la loro condizione dal punto di vista politico e civile. Promuovere un ragionamento concreto e critico sul “noi” e sul “loro”, su ciò che spinge un così grande quantitativo di persone a raggiungere quotidianamente il nostro paese e allo stesso tempo entrare nel conflitto in essere con il particolarissimo momento storico che stiamo attraversando. Riflettere sui problemi degli “altri” è anche un modo per riflettere sulla nostra attuale situazione di crisi economica (2 giovani disoccupati su 3 al Sud). Ecco perché la formula della discussione pubblica sul libro di Riccardo Staglianò, che analizza a fondo la tematica dell’integrazione tra immigrati e società civile, mondo economico e mondo del lavoro, nel nostro paese. “Gli immigrati producono il 10% del PIL. Di fatto ci pagano la pensione” basta una frase come questa, estratta dal libro, per farci comprendere l’importanza in questo momento di un simile momento di dialogo con un interlocutore, gli immigrati, che costituisce parte integrante del sistema Italia.."

“Grazie. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti”

“Provate a depennare questi nomi: Ibrahimovic, Kakà, Milito, Trezeguet, Pato, Mutu, Crespo, Zanetti, Lavezzi... Immaginate che dalla prossima partita nessuno di loro scenda in campo. Sarebbe un disastro. Oggi su 933 calciatori della serie A ben 322 sono stranieri. Un esempio rivelatore. La realtà è che senza gli immigrati (compresi i clandestini) tutta l'Italia andrebbe a rotoli. Quasi il 10% del PIL italiano arriva dagli immigrati; una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Anche la Chiesa, anche gli ospedali. In Trentino, nella Val di Non, le mele le raccolgono i senegalesi, in Veneto i nigeriani conciano le pelli per la preparazione dei giubbotti destinati a Hollywood, a Vedelago, nel cuore del leghismo veneto, sono loro ad assicurare il 90% di riciclaggio dei rifiuti. A Reggio Emilia i facchini sono per lo più indiani, in Campania i sikh allevano le bufale, in Sicilia, senza i pescatori tunisini, la flotta di Mazara del Vallo non prenderebbe il mare. E i camionisti? Nel Nordest i due terzi sono albanesi e romeni, nessun italiano è capace di fare i loro turni. E chi terrebbe i nostri vecchi e i nostri bambini? E gli uffici chi li pulirebbe? E il pacco da consegnare? Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma a fare i mestieri che noi rifiutiamo. Basta raccontare una giornata di lavoro in Italia per verificare che cosa realmente succede. Da nord a sud”.

Riccardo Staglianò , quarantuno anni, nato a Viareggio, è giornalista della “Repubblica”. Ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile “Reset”, ha poi lavorato al “Corriere della Sera” e oggi scrive inchieste e reportage per “il Venerdì” dall'Italia e dall'estero. Da dieci anni insegna nuovi media alla Terza università di Roma. Nel 2001 ha vinto il Premio Ischia di Giornalismo, sezione giovani. È autore di vari libri sull'impatto di internet sulla società: Bill Gates. Una biografia non autorizzata (Feltrinelli, 2000), Cattive azioni. Come analisti e banche d'affari hanno creato e fatto sparire il tesoro della new economy (Editori Riuniti, 2002) e L'impero dei falsi (Laterza, 2006) sul traffico di merci contraffatte dalla Cina all'Europa. Per Chiarelettere ha pubblicato con Raffaele Oriani I cinesi non muoiono mai e Miss Little China che accompagna l'omonimo documentario di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco (2009).

Luigi Perrone insegna Sociologia delle migrazioni e delle culture presso l’Università degli Studi di Lecce e coordina l’Osservatorio Provinciale sull´Immigrazione (OPI) di Lecce. Ha pubblicato: Le mura di Tebe. Mutamenti socio-economici di una comunità del Mezzogiorno (1985); Quali politiche per l´immigrazione? (1995); Porte chiuse. Culture e tradizioni africane nelle storie di vita degli immigrati (1995, 2003); Naufragi albanesi. Studi, ricerche e riflessioni sull´Albania (1996); Né qui né altrove. I figli degli immigrati nella scuola Salentina (1998); Tra due mondi. Forme e grado di adattamento della comunità senegalese (2002), e una serie di saggi sulle principali riviste italiane e straniere con le quali collabora.

Vincenzo Renna - Assessore con delega ai lavori pubblici, infrastrutture, manutenzione stradale e illuminazione pubblica. Ha ricoperto incarichi come componente indipendente in Consigli di Amministrazione e organismi di vigilanza di importanti società italiane. Ha strutturato, in alcune regioni italiane, ipotesi di PPP – Partenariato Pubblico Privato – finalizzate allo sviluppo e alla crescita dei territori col minimo dispendio di risorse finanziarie pubbliche, tessendo importanti relazioni col sistema finanziario nazionale e internazionale. È stato associato e fondatore di studi associati in Puglia nonché top associate e of counsel di Tonucci&Partners – studio legale con oltre 200 avvocati e 7 sedi in Europa – dal 2004 al 2008 operando prevalentemente sui mercati del Veneto e della Lombardia nonché dell’area balcanica Romania e Albania.

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